Alcuni attivisti ai banchetti allestiti all'evento "Festival Liberi tutti" di Sesto Fiorentino
Giulia Mosca, tredici anni appena, sale sul palco del Festival “Liberi Tutti” a Sesto Fiorentino, evento che nasce per ricordare l’80esimo anniversario della Liberazione del paese dai nazifascisti. Giulia viene presentata da uno speaker di radio Giglio Rosso, interpreta un brano di Cesare Cremonini e non se la cava niente male, malgrado la giovanissima età. Sono circa le 20:30 di sabato 6 settembre, tra poco si esibirà Bandabardò la band fiorentina nata nel 1993. Il Festival Liberi Tutti è ormai agli sgoccioli, domenica chiuderà i battenti, dopo aver presentato un ricco carnet di esibizioni artistiche degne di nota.
Il clima è quello di festa e relax e il target è variegato : famiglie con bambini, giovani, gruppi di anziani e mentre qualche bambino urla chiamando la mamma, c’è chi ride con gli amici addentando un panino. Le file davanti agli stand delle cibarie sembrano infinite e i tavoli sono strapieni.
Poco distante dal palco sventolano, sopra alcuni banchetti, le bandiere della Palestina, mentre gli attivisti di Ultima Generazione, Pro Palestina e Sanitari per Gaza fanno volantinaggio, parlano con le persone presenti all’iniziativa e vendono manufatti realizzati a mano o libri per autofinanziare le associazioni di appartenenza. Il taglio dell’Iva, la situazione climatica, il boicottaggio dei prodotti israeliani e quello dei GDO (Grande Distribuzione Organizzata), lo sciopero dei consumi, che prevede l’astensione dalla spesa ogni sabato partendo dal mese di ottobre, sono solo alcuni degli argomenti trattati dagli attivisti, anche se, ovviamente, la situazione atroce che sta vivendo la Striscia di Gaza è al primo posto nelle conversazioni.
Quello che rilevano gli attivisti che abbiamo sentito, è la disponibilità e l’attenzione della gente all’ascolto, perché la situazione del popolo palestinese ha colpito tutti nel profondo del cuore, e la gente ha riconosciuto l’orrore di un genocidio, messo in atto sino ad oggi dal governo israeliano, nella completa inazione dei governi, in primis quello italiano. La rabbia, lo sconcerto e il senso di impotenza spesso affiorano nei confronti, ma prevalgono sicuramente l’umanità e il desiderio di fare qualcosa, insomma non rimanere in silenzio, perché il silenzio sicuramente uccide.




