Contadine e contadini svizzeri, assieme a chi li sostiene, temono che il previsto accordo commerciale con il Mercosur possa esercitare un'ulteriore pressione sull'agricoltura elvetica. Keystone / Marcel Bieri
L’agricoltura svizzera sta attualmente combattendo battaglie su più fronti. Gli agricoltori stanno intraprendendo un’azione legale contro il colosso della grande distribuzione Migros, mentre la potente lobby del settore si oppone sia ai sussidi proposti dal Governo svizzero sia al previsto accordo commerciale con il Mercosur.
Il mese prossimo, il Consiglio nazionale discuterà la proposta di accordo con il Mercosur, il blocco commerciale sudamericano composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Chi sostiene l’accordo lo vede come un modo per diversificare le relazioni commerciali della Svizzera, mentre il mondo contadino teme che importazioni più economiche possano mettere ulteriormente sotto pressione l’agricoltura nazionale. Per placare le preoccupazioni, il Governo elvetico ha proposto 158 milioni di franchi di sussidi tra il 2028 e il 2031.
La risposta della lobby agricola è stata immediata. “La decisione del Governo federale è così provocatoria che stiamo seriamente considerando di lanciare un referendum”, ha dichiarato Markus Ritter. L’Unione svizzera dei contadini chiede un sostegno quasi sei volte superiore, ripartito su otto anni. Senza questo aiuto, l’organizzazione afferma che non sosterrà l’accordo con il Mercosur. Data la forte influenza della lobby in Parlamento, la minaccia di un referendum potrebbe compromettere l’intero patto.
Contemporaneamente, l’associazione Mercati equi Svizzera (AME) ha presentato una denuncia alla Commissione della concorrenza (COMCO) contro Migros per un sistema di sconti in vigore da circa 20 anni. In base a tale accordo, Migros riceve uno sconto forfettario del 3% se le fatture vengono pagate entro 10 giorni. Secondo il presidente di AME, Stefan Flückiger, il sistema comporta una “perdita sistematica di margini a favore del Gruppo Migros”, con un costo per i produttori e le produttrici di frutta e verdura di circa 12 milioni di franchi all’anno.
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