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Africa, nasce il 54esimo stato:il Sud Sudan. Il racconto di un volontario

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Buondi a tutti!

come state nel Bel Paese??? Quaggiù benone, è un tran tran continuo e non mi annoio davvero! Nella piccola realtà di Yambio succedono comunque diverse cose: la settimana scorsa ci sono stati diversi eventi tra cui: giornata mondiale dei rifugiati lunedi, per cui siamo andati tutti in  uno dei campi di rifugiati più grandi del Sudan (circa 4000 persone) a festeggiare e commemorare con varie autorità governative e internazionali con annesso discorso del sottoscritto … poi giovedì festa per l’ addio di una collega che se ne va dopo quasi 2 anni e poi venerdì festa per l’ addio del boss di UNHCR che è stato sostituito da un portoricano molto simpatico, sabato a cena da MSF con gotti di vino e chiacchiere in tranquillità, e domenica invitati alla festa del BAMBAT che hanno vinto il torneo di pallavvolo con le squadre locali: cena tipica bangladesh, riso pollo, salsine varie piccantissime, musica araba di accompagnamento e karaoke finale. La serata, alla faccia del fatto che siano musulmani, è finita a gotti di vodka con il maggiore  e il capitano Hassan a parlare delle loro incursioni nel bush a caccia di ribelli. Che vi devo dire…si va avanti così e finché è così va bene, lo stress è dietro l’ angolo, lo vedo sulla pelle di chi è qua da piu tempo di me; gli attacchi nelle zone a pochi km. da Yambio ci sono e ancora non è chiaro il futuro di questo paese. Tutti stiamo aspettando di capire cosa succederà dopo il 9 luglio, giorno in cui sarà ufficializzata la nascita del Sud Sudan come stato a se stante, il 54esimo dell’Africa. speriamo bene, le previsioni sono incerte. Io dal canto mio la prendo con filosofia; il lavoro mi piace parecchio  e trovo il tempo di stare per conto mio a riflettere sull universo, manca il gentil sesso ma per ora resisto!
Questo Sud Sudan è davvero un paese poverissimo, in costruzione e dove manca tutto, 50 anni di guerre interne e esterne hanno segnato il luogo e le persone. Un po’ di sere fa ero a bere un paio di birre con i miei autisti e mi raccontavano di quando l’ esercito di Khartoum ha bombardato Yambio (2 volte), le bombe, le fiamme e le case distrutte… o di quando erano loro stessi al fronte al Nord, fino a 3 anni fa, perché l’ esercito del Sud Sudan faceva come Israele fa tutt’ ora, tutti i maschi in età di maneggiare un’ arma erano riservisti, e se non parti la prigione e le torture…raccontavano anche di piu’ tempo addietro quando l ‘esercito di Khartoum occupava il Sud Sudan e loro non venivano chiamati per nome, non dovevano avercelo, solo “oi” come le bestie. e non potevano guidare la macchina perché era come insegnargli qualcosa, nemmeno la bicicletta, nemmeno a scuola dovevano andare, ed è per questo che oggi tutto il mio staff locale dopo il lavoro va 3 ore a scuola, per recuperare il tempo perduto durante la guerra..Mi hanno anche raccontato dell’ ultima volta che LRA attaccò Yambio 3 anni fa, 100 matti armati fino ai denti che misero a ferro e fuoco la città per tutta una notte e poi risparirono nel bush, l’ unico posto in cui non riuscirono a entrare fu UNMIS la missione dell Onu al cui interno c’ è appunto il battaglione del Bangladesh. Tutti se lo ricordano, ma i miei driver non ne parlano volentieri, diciamo che del passato qui, nessuno  parla volentieri…
Intorno a me, se mi guardo in giro ci sono solo tukul, le case di fango e paglia di forma circolare, tanto tanto bush essendo qui clima equatoriale (e chiamandosi la regione western equatoria), e troppe armi in mano ai civili, oltre alle tante jeep dell Onu, delle altre agenzie e delle ong.. normale situazione post bellica di un paese africano, immagino sia cosi anche in Rwanda, in Congo, in Sierra Leone, in Liberia, in Darfur, in Somalia, sarà cosi per le prossime guerre..mi ci sto abituando a questa realtà anche se forse non ci si dovrebbe mai abituare… la vita, la morte, la natura tutto ha un valore scarsissimo qui, a parte l’ oro, i diamanti e i dollari. I villaggi bruciano e si ricostruiscono, la gente muore per una mucca rubata e 1000 bambini denutriti nascono, è cosi, sarà cosi, e in mezzo ci siamo noi, a costruire latrine, a fare corsi per l’ igiene e ad insegnare  l’ importanza di dormire sotto una zanzariera, a potabilizzare l’ acqua, a scavare pozzi, a distribuire generi di prima necessità, a dare biciclette a mano per gli storpi, a distribuire shelter e kit ai profughi, a lavorare in questa emergenza, che qui ha tanto il sapore della normalità.
 Un abbraccio
Stefano

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