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A tu per tu con gli artisti di “Giallo carta, cornici vintage, bianco Natale”

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Lo scorso 19 Dicembre 2010 è stata inaugurata a Cagliari, nel suggestivo quartiere di Castello, la mostra Giallo carta, cornici vintage, bianco Natale”, un’esposizione di opere d’avanguardia realizzate su carta, con cornici in legno riportate a nuova vita grazie ad una filosofia di recupero e riciclo dei materiali.

Noi abbiamo incontrato gli artisti che hanno creato queste opere ed allestito la mostra: Anna Maria Pisano e Fabrizio Antonio Ibba.


Quelli proposti in quest’esposizione sono lavori ad impatto ambientale zero: quanto può contribuire l’arte a sensibilizzare le persone sull’importanza di tutelare l’ambiente?

Anna: Io penso che una mostra di questo tipo possa contribuire moltissimo a sensibilizzare le persone sulla necessità e l’urgenza di occuparsi delle tematiche ambientali. E credo che eventi del genere siano un modo interessante e divertente per farlo. Tra l’altro mi chiedo: perché immettere nell’ambiente altre opere fatte di materiali nuovi, se per crearle si possono riciclare quelli già usati?

Oltre che un modo particolare di fare educazione ambientale, considerate quest’esposizione una forma di protesta non violenta contro i continui “tagli” alla cultura?

Fabrizio: Sì!

Un po’ laconico, eh? Vediamo di farti sciogliere un po’ con un’altra domanda: quanto è importante, secondo te, innovare nel proprio lavoro?

Fabrizio: Moltissimo. Personalmente innovo perché vengo attratto dalla sperimentazione quotidiana e da un lavoro di ricerca che ha avuto inizio da quando sono nato, che ad oggi è inarrestabile e che spero non abbia mai fine. Ad esempio, tra le attività in cui mi sono cimentato c’è anche una decorazione murale per una villa: è stato un lavoro difficile (ci sono voluti tre mesi per dipingere una parete curva che andava dal piano terra al primo piano) ma appagante.

Alcuni dei vostri nuovi lavori hanno una nota stilistica quasi infantile: ritenete che guardare al mondo con la spontaneità di un fanciullo possa aiutare gli adulti a vivere meglio?

Anna: Penso che sia importante fruire di un’opera “infantile” perché, attraverso di essa, si riesce a trovare un canale che spesso nelle persone adulte e indaffarate è ostruito. I  nostri lavori permettono al pubblico di riscoprire, dopo lo stupore iniziale, il lato infantile che ognuno di noi possiede.

Fabrizio: Le mie opere che hanno questa caratteristica, per esempio, nascono dopo il lavoro svolto per illustrare un’edizione speciale di “Biancaneve” [n.d.r.: per la casa editrice Aìsara, con un testo adattato da Daniela Melis], ma già anni prima avevo realizzato qualcosa di simile, proprio perché credo che questa forma espressiva abbia un grande valore sia per i ragazzi che per gli adulti, anzi, soprattutto per loro.

Ma il pubblico, in particolare quello sardo, ha la sensibilità giusta per capire questo genere di opere?

Fabrizio: Piuttosto che di sensibilità, qui in Sardegna abbiamo un problema di attaccamento molto forte alle radici, che sono impregnate di artigianato, oltre che di forme e colori molto tradizionali. Teniamo anche conto che siamo in un’isola e questo … ci isola, anche nei rapporti di scambio con altre culture. Anche se, ultimamente, l’afflusso turistico e le esperienze all’estero che molti sardi fanno – per studio, per lavoro o semplicemente per piacere – stanno aprendo nuovi orizzonti per la nostra terra. Io consiglio a tutti gli artisti locali di fare esperienze nella Penisola e all’estero perché si passa da una piccola dimensione provinciale – seppur di utile scambio – ad una dimensione molto più ampia.

(continua)


Marcella Onnis

Redattrice – marcella.onnis@ilmiogiornale.org

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