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A ruota libera con Gae Capitano, autore e compositore

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Un consiglio pratico a chi deve partecipare ad un concorso canoro:

“Credo molti artisti trascurino l’analisi iniziale della scelta del brano da proporre, che deve innanzi tutto mettere in evidenza solo i lati positivi delle proprie capacità e tecniche vocali. Nel caso di una cover meglio evitare scelte troppo comuni che potrebbero creare confronti con altri partecipanti che hanno fatto la stessa scelta e, per ripetibilità, far perdere la concentrazione al pubblico e alla giuria. In ogni caso trovare il modo di entrare nelle caratteristiche emozionali del pezzo, con il nostro stile personale, è fondamentale. Ed è questo che, alla fine, fa la differenza”.

Alcuni concorsi richiedono brani inediti, solitamente nelle fasi finali…

“Avere un brano inedito e’ il primo passo per creare una nostra dimensione artistica univoca e innalzarci dal ruolo di semplice esecutore. Le canzoni inedite rappresentano inoltre il futuro della musica quindi e’ corretto abbiano la giusta importanza nelle manifestazioni musicali.Un brano inedito presenta l’aspetto positivo di enfatizzare le nostre qualità, se e’ stato scritto per noi – al pari di un vestito tagliato su misura, per usare un’ analogia- e quello negativo di richiedere una maggiore attenzione a chi lo ascolta per la prima volta, quindi anche alle commissioni esaminatrici.”

Dove si possono reperire i brani inediti ?

“Esistono strutture specializzate dove è possibile acquistarne i diritti d’uso comprensivi di arrangiamento [canzoni inedite.com] o siti che fungono da rendezvous tra interpreti e autori [Autori per Sanremo di Danilo Bestagno]. Oggi e’ facile trovare nelle comunità artistiche della rete autori che offrono gratuitamente le loro composizioni [Myspace music o Artisti senza frontiere di Dino Garrafa]. Una forma tradizionale di ricerca è contattare una casa editrice o discografica che ha solitamente una scuderia di autori, selezionati e riconosciuti. Certamente rivolgendosi a dei professionisti si ha la garanzia vengano soddisfatte alcune regole di base (che sono poi le malizie del mestiere) per accontentare pubblico e critica, ma in realtà nessuno è in possesso della formula magica di un brano di successo, quindi il mio consiglio, nel caso occorra un brano inedito, e’ semplicemente rivolgersi ad autori di cui abbiamo già sentito qualcosa che ci e’ piaciuto. Successivamente, quando l’interprete avrà raggiunto una certa visibilità, o accumulato crediti professionali, sarà piu’ facile contattare (o essere contattati da) autori affermati.”

Un giovane che inizia un percorso artistico va incontro a delle spese?

“Ogni percorso, dilettantistico o professionale, artistico o sportivo, inizia con delle spese per la formazione e per l’acquisto degli strumenti necessari alla sua attuazione, quindi e’ un passaggio inevitabile anche per chi si avvicina al mondo della musica. Nel nostro caso l’attenzione deve essere però posta sull’universo malizioso che orbita intorno a chi cerca di lavorare nel campo dello spettacolo: alle volte ai giovani artisti vengono proposti servizi inutili e costosi, realizzati dagli stessi organizzatori [arrangiamenti, corsi, videoclip] o ingenui inserimenti in fantomatiche classifiche legate alla vendita di cd – solitamente artigianali, senza circuito di pubblicità o distribuzione – alimentate alla fine, in realtà, dall’ acquisto di volenterosi amici e parenti. Molti concorsi promettono il miraggio di piccole serate finali con ospiti illustri (che nulla c’entrano con la manifestazione e vengono pagati per la loro presenza) che, aldilà del piacevole evento, non portano ad alcun serio sbocco professionale o risultato tangibile.”

Quali poche regole di base quindi seguire nella scelta di un concorso?

“Senza dimenticare che alcune manifestazioni non sono purtroppo sovvenzionate e la quota d’iscrizione è necessaria alla loro esistenza, il miglior biglietto da visita di una organizzazione resta comunque quello di far spendere il meno possibile ad un partecipante: le spese di iscrizione di prestigiosi concorsi nazionali variano dalle 16 euro [Premio Nazionale Mario Luzi] alle poche decine di euro [Premio Ciampi]; Nella maggior parte dei casi non superano i 40-60 euro /perfettamente giustificabili come spese di segreteria/ o sono direttamente gratuiti [Premio Bindi]. L’organizzazione deve inoltre proporre convenzioni stipulate con una serie di strutture periferiche e professionisti [studi di registrazione, maestri, arrangiatori, musicisti, sistemazioni alberghiere &] dove gli artisti possano ricevere vere e verificabili agevolazioni sui prezzi di mercato dei servizi proposti. Una compilation della manifestazione, infine – realizzata a spese dell’organizzazione e venduta ad un prezzo ragionevole- è un’ ottima finalizzazione e testimonianza dell’evento, sempre gradita da tutti i partecipanti.”

Molti concorsi sono però abbinati ad Accademie, Stage e Corsi di preparazione…

“Senza nulla togliere ad istituzioni musicali che da anni propongono questa formula, è difficile scindere il lavoro offerto da seri professionisti da quello a scopo di lucro di alcuni altri; Personalmente credo che iscrizioni che prevedano il costo – obbligato – di centinaia di euro siano comunque discutibili, e preferisco le filosofie di altri concorsi, ugualmente importanti, che offrono ottima visibilità mediatica e trasparenti percorsi formativi come il Tour Music Festival, dove l’iscrizione costa in media 20 euro e i corsi sono gratuiti e sempre tenuti da noti professionisti. E’ giusto inoltre sottolineare che in Italia esistono ottime e riconosciute strutture che si occupano in modo specifico della formazione degli artisti come il CET Centro Europeo di Toscolano del Maestro Mogol, l’associazione pastorale giovanile Hope Music school, i seminari tenuti direttamente da professionisti del mondo della musica come Vincenzo Incenzo per l’Associazione Culturale Fonopoli voluta da Renato Zero o da artisti affermati, come lo “Strumento dell’Anima” di Toni Bungaro in collaborazione con Warner Chappell Music Publishing.”

Quindi il percorso dei concorsi è consigliabile ad un’artista?

“Secondo la mia esperienza, sì. I concorsi sono una delle rare occasioni in cui nuovi artisti, professionisti, talent scout, produttori e discografici hanno modo di incontrarsi. L’alternativa è la presentazione diretta alle case discografiche, ma l’invio di demo è quasi sempre dispersiva e i contatti per audizioni dirette si ottengono con difficoltà. Esibirsi di fronte ad un pubblico offre più visibilità, mostra ai possibili interessati diversi aspetti del nostro potenziale artistico, e pone le basi per le conoscenze dirette che porteranno in seguito ad eventuali contatti discografici ed audizioni.”

Apriamo una parentesi sugli arrangiamenti….

“Anche se il talento e l’emozione di una buona interpretazione possono essere trasmessi con la sola voce (“a cappella” in termini tecnici, come i provini di xfactor) bisogna tenere conto che noi tutti siamo usufruitori giornalieri di prodotti musicali molto elaborati, diffusi praticamente in continuum da radio televisione cinema. Quindi -per la nostra educazione sonora- l’orchestrazione di un brano è parte fondamentale di esso e contribuisce al suo giudizio. Per le cover sul mercato è possibile reperire tranquillamente in formato midi – quello dei pc e lettori musicali – le basi di quasi tutte le canzoni piu’ note. Esistono inoltre ottime basi in formato audio con strumenti veri e cori. [come quelle di Altamareamusic.com ] L’arrangiamento di una canzone inedita deve essere invece valutato come un prodotto artigianale dove progetto sonoro [arrangiatore] singoli suoni [musicisti] strumentazione tecnica [studio di registrazione] e miscellanea tra gli elementi [mixaggio da parte di un fonico] diventano parte inscindibile del risultato e concorrono in eguale misura alla sua percezione finale. Per un singolo brano si possono spendere da poche centinaia a diverse migliaia di euro, e – tenendo sempre presente che qualità e investimento sono fattori direttamente proporzionali – il mio consiglio e’ regolarsi a secondo del reale utilizzo finale del pezzo: se siete ospiti al Premio Tenco un arrange di bassa qualità e’ sconsigliabile, mentre per il concorso del paese l’intervento di una orchestrazione d’archi (piacere di averla a parte) potrebbe essere eccessiva. Nel dubbio farsi consigliare da persone fidate e, in mancanza, almeno da figure tecniche esterne al processo di produzione “.

Cosa pensi di “Amici” e “XFactor” ?

“Sono programmi che hanno già fatto conoscere al pubblico meritati talenti e a mio avviso alcune delle piu’ belle voci degli ultimi anni. Anche se i giudizi di scelta e i contrasti interni non costruttivi tra esaminatori sono discutibili, questi programmi hanno conquistato l’attenzione del pubblico e conducono a risultati concreti, due fattori non semplici da ottenere. Bisognerebbe però riflettere sul fatto che dare giudizi e’ sempre un’ impresa delicata (e i giudici dovrebbero essere a loro volta giudicabili) e che il talento e’ una dote innata che ha bisogno di processi di crescita che nulla hanno a vedere con percorsi formativi dai ritmi e obiettivi dedicati ad un pubblico televisivo “

E di Sanremo web, l’iniziativa RAI per le nuove proposte?

“Il palco virtuale legato al Festival di Sanremo e’ una buona vetrina con i suoi pregi (come l’iscrizione gratuita senza intermediari discografici o la possibilità offerta al vincitore di essere ospiti alla Kermesse) e difetti, in primis la votazione attraverso televoto, processo facilmente corruttibile e quindi lecitamente sospetto. E’ un’ opportunità che va valutata con intelligenza: l’anno scorso ci ha regalato una vincitrice di grande livello, Ania (grintosa interprete e delicata autrice che ha pubblicato “Nuda” , un disco molto bello, curato da Luca Rustici tra Londra e New York ) e quest’ anno ha “perso” tra le file dei partecipanti l’originale eccleticita’ di “Ironique” e lo straordinario talento di Pilar (nome d’arte di Ilaria Patassini, vincitrice del Premio Musicultura) e la bellezza del brano che aveva presentato: Meduse, che -per fortuna- a distanza di poche settimane da Sanremo e’ gia in lista per il prestigioso Shockwaves NME Awards 2010 , a dimostrare che aldilà dei discutibili meccanismi, il talento-anche se alle volte ingiustamente non premiato- non passa sempre inosservato.”

Qualcuno che ricordi in particolare tra le nuove proposte visionate?

“Come sempre la musica più conosciuta non è la migliore musica che esiste in Italia. Ci sono idee e progetti che hanno solo bisogno di arrivare al grande pubblico. Ultimamente ho analizzato il materiale sonoro interessante di una essemble inusuale di 12 musicisti professionisti, L’Antica Officina dei Miracoli con i testi dello scrittore- chansonnier Fabrizio Griffa e la direzione di Sandro Fiorio [Alberto Fortis, Lollipop, Soho]. Mi hanno colpito il sound internazionale di Shara [Pranava Rainbow album, curato da Luca Stendardo], le liriche della poetessa Simona Cannata, l’eleganza della produzione di Roberta di Mario, e ….”

Concorsi a livello italiano consigliati?

“Ho avuto modo di ammirare diversi aspetti del Premio Lunezia che considero uno dei migliori concorsi italiani in assoluto. Sicuramente i già menzionati Tour music fest., Premio Bindi , Premio Ciampi, L’isola in collina (Tenco), Premio Augusto Daolio,(Nomadi) Premio Poggio Bustone (Battisti) Musicultura (Recanati) Premio Bianca D’ Aponto (femminile). Ben organizzato “Spazio Giovani” di Foggia (che portava il vincitore al MEI e spesava i finalisti), interessante il Premio Carlo Mazzitello di Cariati, che quest’anno ha incoraggiato gli artisti selezionati per la finale ad esibirsi accompagnati da semplici set strumentali di solo chitarra o pianoforte, regalando momenti di musica (solo apparentemente) meno spettacolari, ma sicuramente sinceri. “

Nella tua regione, il Piemonte?

“Abbiamo buone manifestazioni Rock con solidi background organizzativi che sono una buona arena di confronto e crescita [Pagella Rock, Tavagnasco Rock, Stati generali, Traffic]. Il Biella Festival è un palco culturalmente interessante, con una organizzazione attenta agli artisti alternativi, attivo dal 1978. Il Festival di Saint-Vincent offre la possibilità di esibirsi in un contesto moderno e prestigioso. I Festival di Ivrea e Moncalieri per il settore Jazz sono due realtà riconosciute. Per la musica leggera sicuramente ” Senza Etichetta”, il concorso ideato alla fine anni 90 dall’ Istituto Musicale Civico F.A. di Cuneo ormai considerato uno dei migliori in Italia, con un Premio SIAE , borse di studio per il CET e il prestigio di essere una delle prime manifestazioni ad onorarsi della presenza, ormai costante, del maestro Mogol in giuria”

So che hai avuto modo di assistere alla consegna dei Premi da parte di Mogol

“In più occasioni: Premio Dionida al Teatro derby di Milano, Premio Castelletto al Teatro Comunale di Mirano Senza etichetta al Teatro Tenda di Villa Remmert e alcune settimane fa al Teatro Nuovo di Torino. Ogni volta ho avuto il piacere di ammirare la grandezza artistica del maestro che riesce con la sua simpatia a far dimenticare tutti di trovarsi di fronte alla più importante icona vivente del mondo autorale della musica Italiana. Professionale e dall’ esperienza sul campo irraggiungibile [simpatico l’anedotto di comunicare prima dello spoglio delle schede ai giurati l’esatta classificazione dei finalisti] premuroso e gentile nei confronti degli artisti e della loro naturale emozione, sempre attento alle varie problematiche tecniche organizzative di ogni serata. Nel suo ultimo intervento al Teatro Nuovo di Torino, chiamato sul palco, ha esordito dicendo che una delle canzoni gli era piaciuta moltissimo e elogiando l’ottimo lavoro dell’autore della canzone – con la frase “questo autore scrive come me” – il direttore della Siae Piemonte, il dottor Filippo Gagliano- altro giurato -gli aveva prontamente ricordato che quel brano era una canzone edita scritta da lui quaranta anni prima. A testimonianza della grandissima produzione che come autore ci ha regalato. Subito dopo questo momento di simpatia ha voluto ricordare la malattia che ha, da poco, colpito l’autore Gianni Bella – a cui rinnoviamo gli auguri di buona guarigione- e lo ha fatto nel suo stile semplice e professionale, con un incipit tecnico sui recenti studi sul ruolo dell’emisfero sinistro del cervello per le attività mentali legate al mondo della musica. Un grande esempio di umiltà, che è la sensazione che più rimane addosso ad ogni incontro con il maestro.”

GAE CAPITANO

Iscritto alla Siae dal 1985 con le due qualifiche di autore e compositore vanta un repertorio di centinaia di opere che spaziano dalla musica Leggera [due primi premi a concorsi nazionali] Sacra [classificazione nei primi 6 posti ad un concorso internazionale] Partenopea [ decine di brani di successo e partecipazioni al Festival di Napoli] Evergreen [una serie di compilation anni 60]  la classificazione di propri brani alle finali tutti i principali concorsi italiani [Castrocaro, Accademia di Sanremo, Festival Benevento, Festival San Marino, Benjo Festival, A Voice for Europe, Dopo-festival di Sanremo &], Tra i recenti lavori un intervento al Mei Meeting etichette indipendenti di Faenza con il suo brano d’autore “L’amore diverso” realizzato con Kody Kipling, ospite del patron Giordano Sangiorgi e del dir. artistico Ciri Ceccarini  nel progetto ” Musica contro l’omofobia”  voluto dal ministro Mara Scarfagna.
Una serie di incontri con grandi maestri e amici che negli anni hanno contribuito alla sua formazione personale di autore: Pasquale Morgante (Ranieri, Bersani) Silvano Borgatta (Caparezza, De Sio) Roberto Puleo (Branduardi, Togni) Gualtiero Gatto (G7&c) Elisa Zard (Fabian) Danilo Ballo (Pooh, Carta) Andrea Amati (Morandi, Antonacci)  Bungaro (Mannoia, Vanoni) Scuotto (D’Alessio,D’Angelo,Da Vinci) per ricordane alcuni.
L’esperienza sul campo come autore e quella di responsabile dei corsi CSM (pubblicizzati sulle maggiori riviste del settore musicale, specializzati nella preparazione agli esami Siae e nella documentazione occorrente per l’ammissione delle case editrici), gli ha permesso da alcuni anni di occuparsi di visionare e selezionare il materiale per conto di alcuni concorsi musicali italiani , lavorare negli staff degli esaminatori i preposti, e  intervenire direttamente come giurato.

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7 Commenti su A ruota libera con Gae Capitano, autore e compositore

  1. Ottimo articolo ….

  2. Dott CiroV // 13 Giugno 2010 a 21:09 //

    Fantastica!

  3. bell’articolo!complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!ottimi consigli!

  4. Grazieeee!!!! finalmente !!!!! mai letto un articolo di musica più utile!

  5. Danilo SingerB // 1 Luglio 2010 a 22:36 //

    Grazie per questo articolo…bellissimo!…ora ho le idee più chiare!
    PS: non potete fare anche una seconda parte con la questione dei diritti di autore e creative commons?….tutti ne parlano ma nessuno sa di preciso come funzionano e come utilizzarli. Grazie.!!!!!!!!!!!

  6. sono una cantautrice…quanto costa fare un cd per proprio conto? ho mandato le mie canzoni a diversi indirizzi e non mi hanno mai risposto. Bello l’articolo….

  7. Francesca Lippi // 7 Luglio 2010 a 15:30 //

    Cara Amy, puoi scriverci all’indirizzo del giornale:
    ilmiogiornale@infinito.it e parliamo un pò della tua richiesta.
    Un caro saluto
    Francesca Lippi

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