A Luis Sepulveda, uomo di libertà

A Luis Sepulveda, uomo di libertà

Sabrina Paladini, l’autrice della storia che state per leggere, è un’ insegnante talentuosa che lavora in una scuola primaria. Oggi ci ha regalato una sua “gemma”, una storia che incanta e fa riflettere, perché ha un sapore antico troppo spesso dimenticato: il sapore della libertà. (F.L.)

di Sabrina Paladini

LA BANCARELLA DELLA LIBERTA’
Secoli e secoli orsono, molto lontano da qui, esisteva una città dove i viaggiatori passavano prima di raggiungere la propria meta.
Tanta gente ogni giorno percorreva le sue strade, le sue piazze, chi verso sud e chi verso nord; chi verso est e chi verso ovest. Ma tutti, proprio tutti, passavano per il centro, ovunque essi dovessero andare. E proprio al centro della città ogni giorno vi era un mercato con tante bancarelle: della frutta, della carne, delle spezie e una davanti alla quale tutti erano obbligati a fermarsi almeno una volta nella vita.
Era una bancarella a colpo d’occhio tutta dorata con tante ricchezze che provenivano da luoghi e tempi immemori. Vi erano fotografie e libri e una donna dal volto coperto che stava seduta dietro, aspettando il prossimo viaggiatore.
Ogni passante veniva attratto da tanta luccicanza. Si fermavano, davano un’occhiata e venivano rapiti dallo splendore degli ori e dei diamanti.
La donna in cambio di cotanta abbondanza non voleva denaro; faceva solo firmare loro una pergamena e dopo, preso il proprio bottino, erano liberi di andarsene. Orgogliosi dell’affare fatto riprendevano il cammino soddisfatti. Ma all’uscita dal mercato vi era un’altra bancarella, di fronte alla quale era impossibile non fermarsi. Dietro di essa, ad aspettare i viandanti, c’era un uomo vestito di nero e in mano aveva la pergamena che i viaggiatori avevano firmato dalla donna dal volto coperto.
L’uomo pronunciava queste parole: “Avete avuto ciò che desideravate, in cambio datemi la vostra libertà”. E improvvisamente gli uomini si svestivano di tutte le loro ricchezze e una catena di ferro si stringeva alle loro caviglie, mentre una forza oscura li trascinava verso l’ignoto, privati di ogni cosa.
Un giorno passò da quelle parti un uomo. Non era né giovane né vecchio, ma sembrava avere negli occhi la saggezza di cento vite.
Anch’egli si fermò davanti alla bancarella dorata. La donna disse lui che se avesse voluto portar via con sé qualcosa avrebbe dovuto firmare quella pergamena. L’uomo disse che sarebbe tornato il giorno dopo perché era molto stanco e aveva bisogno di riposare.
E così fu. Fedele al suo patto, tornò dalla donna all’alba del giorno seguente. Portava con sé un’altra pergamena.
L’ uomo parlò: “Se vuoi che io firmi la tua pergamena, anche tu dovrai firmare la mia”.
Ella, sicura che nessuno avrebbe mai potuto escogitare un inganno più nefasto del suo, firmò.
Improvvisamente la donna si fece polvere e con lei anche la sua bancarella; il mercato fu spazzato via da un vento furibondo e apparvero ai piedi dell’uomo tutti i viandanti resi schiavi prima di lui. Adesso finalmente liberi.
Uno di loro prese la pergamena che l’uomo aveva fatto firmare alla donna. Il pezzo di carta giaceva a terra ricoperto di polvere. Voleva capire cosa mai ci fosse stato scritto per rompere un incantesimo così malvagio.
Lo lesse e lo ripose in un lembo del suo vestito. Poi si diresse verso il suo cavallo e partì per le sue terre.
Quella pergamena fu tramandata di generazioni in generazioni, tanto da arrivare fino ai nostri giorni. Anche noi custodiamo quel messaggio.
Cari bambini siete curiosi di sapere cosa c’era scritto su quella pergamena?
Ecco svelato il messaggio:
“La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà…”
Sapete dove potete ritrovare questo messaggio?
Nella nostra Costituzione, una Carta dove vengono elencati tutti i diritti e i doveri dell’uomo. E questo è l’articolo 13.
La libertà è un bene prezioso e non lo si deve barattare per niente al mondo.
A Luis Sepùlveda, uomo di libertà

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