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A Carnevale travestiti da piccolo profugo con 24 euro

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screenshot-2016-01-21-163234-bd_1656506Travestiti da piccolo profugo. E’ questo l’invito rivolto ai bambini che vogliono una maschera per Carnevale diversa dalle solite. Certo, acquistare un vestito da profugo non è facile come comprare un abito di Spiderman o da Elsa di Frozen, ma si può fare, una ditta inglese, infatti, ha proposto sul sito Amazon.it un articolo che, per poco più di 24 euro,offre questa opportunità. Abituccio per la bambina, calzoncini con gilet e berretto per il bambino, una valigetta che fa tanto primi  del ‘900 e il gioco è fatto.

Ma i clienti di Amazon si sono scatenati in una serie di polemiche. A ragione, commentiamo noi. Leonora Cara ha scritto: “Questa è una cosa vergognosa, ciò che pubblicate, voi non sapete manco cosa passano o cosa vuol dire essere profugo e scappare da una guerra”. Federico Raiser ha aggiunto: “Costume da profugo? Ma come si fa a vendere un articolo del genere con il tag profugo? Andate a farvi un giro tra i veri profughi così vi rendete conto della vostra stupidità”. Valentina Cramarossa ha scritto sul sito del venditore ospitato da Amazon: “Vi rendete conto veramente di cosa state vendendo?! Cosa si insegna ai bambini di oggi che poi saranno gli adulti di domani!”. Francesco è stato quasi premonitore di un malcontento che stava diffondendosi in rete: “Possibile che non ci sia un cervello pensante che blocca articoli del genere?”. In poche ore la foto dei due bambini vestiti da pseudo profughi è sparita e così il link dell’azienda inglese. Amazon si è scusata attraverso il suo ufficio stampa, precisando che “gli articoli sono offensivi nel modo in cui sono presentati e che tale articolo è potuto apparire perché ci sono venditori terzi che inseriscono i loro prodotti su Amazon come market place. Non appena abbiamo avuto segnalazioni dagli utenti ci siamo mossi per rimuovere l’articolo di pessimo gusto”.

Il “carico da undici” come direbbe il commissario Montalbano, lo ha aggiunto Oliviero Forti, responsabile nazionale Caritas emigrazioni, che incredulo per la vendita di questo articolo, ha rilanciato proponendo che l’azienda investa gli stessi soldi per acquistare un giubbino di salvataggio per un bambino che, magari proprio ora, si trova in mezzo al mare.” Alla faccia di chi, pur di fare il business, avrebbe calpestato la dignità di migliaia di persone se il popolo del web non avesse protestato.

Francesca Lippi

 

Fonte: Famiglia Cristiana

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