A Borgo S. Lorenzo i bambini della prima classe hanno iniziato il loro “grande viaggio” alla primaria accolti dai ragazzi delle quinte.

Il primo giorno alla scuola primaria di Borgo San Lorenzo comincia con dei palloncini, il sindaco, la vice sindaca nonché assessore alla pubblica istruzione, la dirigente scolastica e finisce con un panino, che ha il cuore di cioccolata disegnato sopra da una mamma o da un babbo premurosi. Cosa? Non è chiaro il concetto? E’ un’insalata di fiabe venuta male? Riavvolgiamo il nastro e ripartiamo da capo.

Questa mattina, i bambini che frequentano la prima classe della scuola primaria del capoluogo mugellano hanno trovato ad accoglierli, proprio al cancello, sotto una pioggia fine, fine che ha disturbato, ma non troppo le operazioni di ingresso: la dirigente scolastica Angela Batistini, il sindaco Paolo Omoboni e l’assessore alla pubblica istruzione Cristina Becchi. I tre rappresentanti delle istituzioni hanno accompagnato i piccoli dentro la scuola dove i ragazzi delle classi quinte e le loro insegnanti li hanno accolti con tanti palloncini colorati sui quali erano scritti i loro nomi.

Alla consegna del palloncino e alla relativa presentazione tra i piccoli e i grandi, ogni “primino” incontrava la propria insegnante ma, prima di entrare in classe, passava sotto un ponte di braccia formato dai grandi, al termine del ponte la sua insegnante li attendeva con una piccola valigia di cartone quella che sarebbe servita per il suo viaggio alla scuola primaria. Un simbolo che hanno perfettamente compreso i ragazzi più grandi e che ha lasciato i più piccini, molti dei quali timorosi, visibilmente stupiti. Cosa metteranno in quella piccola valigia di cartone i bambini della prima che, a tratti, chiedevano ancora della mamma e ai quali è uscita anche qualche lacrimuccia?

Immaginiamo e ce lo auguriamo davvero che in primis mettano: l’incanto. L’incanto della scoperta, della curiosità, della conoscenza, della fatica, dell’amicizia, della condivisione, della solidarietà. L’incanto di una scuola che i più grandi, terminato il viaggio alla primaria, lasceranno per entrare alle medie. L’incanto di una scuola senza barriere, inclusiva e dolce, proprio come quel panino con il cuore disegnato sopra che una delle ragazze più grandi ha divorato durante la ricreazione, dopo aver lasciato la sorellina al piano di sotto, in prima. L’incanto di una scuola che funziona, fatta di sostanza e non di forma che accoglie tutti, una scuola dove regna l’armonia e l’amore. Un incanto che auguriamo a tutti i nostri ragazzi, grandi e piccini di trovare davvero.

(F.L.)

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