Ultime

Champagne ancora buono dopo 170 anni in fondo al mare: nuovo metodo di invecchiamento?

Pin It

 

 

 

Come è risaputo molti tipi di alcolici diventano più buoni se passano degli anni chiusi in luoghi generalmente a basse e regolari temperature messi lì ad “invecchiare”, come viene comunemente detto.
Tra questi alcolici lo champagne è sicuramente uno di essi ed, infatti, più anni trascorre ad invecchiare più il suo valore aumenta e, certamente, anche il suo buon sapore.
Non tutti sanno, però, che lo champagne più vecchio mai esistito viene direttamente dal 1840 ed è invecchiato in buone condizioni per circa 170 anni.
Come? Lo champagne è stato ritrovato nel 2010 dentro ad un relitto di una nave al largo delle isole Åland (Finlandia) che era carica di bottiglie di tre storiche case produttrici di champagne: Veuve Clicquot Ponsardin (VCP), Heidsieck (oggi Piper-Heidsieck) e Juglar (quest’ultima assorbita da Jacquesson & Fils nel 1829).
I motivi del perché tutte queste bottiglie si trovassero in quella nave e dove essa fosse diretta ancora non sono certi ma si ipotizza fossero un dono da parte di qualche sovrano verso un altro.
Un team di scienziati ha analizzato le bottiglie ed ha subito confermato che il liquore al suo interno era ancora in ottimo stato di conservazione e che il gusto risultava un po’ più piccante per via dell’aria che è entrata nelle bottiglie e dolciastro per gli standard dell’epoca poiché nello champagne veniva aggiunto molto più zucchero di quanto se ne aggiunga ai giorni nostri.
Lo champagne è stato assaggiato dagli esperti più famosi al mondo come Richard Juhlin e molte bottiglie, poi , sono state vendute all’asta, producendo un fatturato totale di circa 150 mila dollari (25 mila dollari a bottiglia circa).
La cosa più interessante è l’ottimo stato di conservazione che queste bottiglie sono riuscite a mantenere in una cantina di un relitto in mezzo al mar Baltico per tutti questi anni, aspetto che ha incuriosito molto Veuve Clicquot Ponsardin che, lo scorso anno, ha deciso di inviare alcuni dei suoi vini spumanti proprio in fondo al mare, vicino a dove è stato ritrovato il relitto. Con questo esperimento, l’azienda ha intenzione di verificare se il ritrovamento dello champagne ottocentesco non abbia involontariamente aperto le porte a un nuovo e inusuale metodo di invecchiamento.

Lorenzo Toninelli

 

Nella foto: Richard Juhlin esperto di champagne con una delle 168 bottiglie recuperate

Pin It

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


*