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Colonizzare Marte? Per Bas Lansdorp la missione spaziale è possibile

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1168f537e9f16c60c9ba79d5c3da7941Si chiama Mars One la missione spaziale in progetto dal 2012 lanciata dall’imprenditore olandese Bas Lansdorp di cui tutti, in questi ultimi mesi, stanno parlando. La missione consiste nel mandare quattro astronauti su Marte al fine di colonizzare il pianeta ma sarebbe un viaggio di sola andata.
Malgrado la difficile scelta che si deve compiere prima di adempiere a questa missione le richieste sono state migliaia e provenienti da tutti i paesi.
Molti ci sono andati davvero vicini e alcuni sono stati persino selezionati per questa incredibile missione. Tutto sarebbe filato liscio se non fosse che, appena due settimane fa, l’idea sia stata completamente bocciata.
Le lamentele arrivano da degli esperti del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston che hanno posto svariati e seri dubbi sulla validità del progetto. Innanzitutto secondo la loro simulazione, presentata al congresso astronautico internazionale di Toronto, i calcoli alla base di Mars One sono un po’ troppo ottimistici poiché gli obiettivi prefissati non sarebbero raggiungibili con le tecnologie attualmente disponibili.
Partendo dalle fonti di cibo gli esperti dimostrano, infatti, che perché i 4 astronauti siano in grado di coltivare e auto-prodursi il loro sostentamento nutritivo sarebbero necessari ben 200 ettari di terreno installati nella loro base spaziale su Marte e non 50 come avevano dichiarato i promotori di Mars One.
Se quest’ultime coltivazioni venissero, poi, tenute all’interno dello stesso habitat degli umani, com’era nell’idea del progetto, l’ossigeno prodotto dalle piante potrebbe allora raggiungere livelli così elevati da uccidere i coloni per asfissia dopo appena 68 giorni.
Altro problema sarebbe l’auto-produzione di acqua nell’impianto sul pianeta rosso dato che per il momento le tecnologie necessarie per ‘sciogliere’ il ghiaccio marziano non sono ancora pronte per essere usate, specialmente nello spazio.
Gli esperti aggiungono a tutto questo anche gli errori di calcolo fatti dai tecnici del progetto in questione rettificando che servirebbero ben 15 razzi e non 6, come dichiarato inizialmente, per poter trasportare tutti i primi materiali necessari alla costruzione della colonia, portando così il costo dell’intera operazione ad almeno 4,5 miliardi di dollari.
L’ultima lamentela si dirige, infine, riguardo ai pezzi di ricambio che potranno essere necessari durante il soggiorno dei colonizzatori visto che i rifornimenti da Terra potrebbero partire solo una volta ogni 26 mesi e arriverebbero su Marte dopo 180 giorni.
Un tempo troppo lungo e dunque è necessario ideare una nuova generazione di stampanti in 3D capaci di produrre in loco i pezzi di ricambio nelle dimensioni adatte perché questa “falla” possa risolversi.

Lorenzo Toninelli

Fonte: ANSA

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