Una meditazione lunga 900 anni

 

 

chinese-mummy-scan-low-res.630x360

Da sempre l’uomo ha sentito la necessità, sia per motivi pratici che spirituali, di seppellire i cadaveri dei propri parenti o conoscenti e nel corso degli anni si sono evoluti e moltiplicati i più particolari e disparati metodi di sepoltura, ma questo è sicuramente uno dei più strani.
È stato scoperto per caso attraverso la tomografia (una sorta di radiografia tridimensionale) da parte di un gruppo di ricercatori di una statua buddhista dove dentro è stato scoperto il corpo di un monaco ancora in posizione di meditazione “fiore di loto”. Secondo Erik Bruijn, esperto di arte e cultura buddiste e curatore ospite del World Museum di Rotterdam, il corpo apparterrebbe ad un maestro buddista di nome Liuquan della Scuola Cinese di Meditazione, morto intorno al 1100 a.C.
Per i credenti in realtà questo maestro, e gli altri “fortunati” ad aver ricevuto questo tipo di sepoltura, in realtà non sono realmente morti ma sono solamente in uno stato avanzato di meditazione.
Tesi non troppo fondata quella dei buddisti data la scoperta sensazionale avvenuta un anno dopo da alcuni ricercatori del Meander Medical Centre di Amersfoort, non lontano da Utrecht, Paesi Bassi, che, tramite un’ulteriore tomografia e ad alcune indagini endoscopiche in cui sono stati prelevati campioni di tessuto dalle cavità toracica e addominale, è risultato che all’interno del corpo del monaco ci siano, al posto degli organi interni, frammenti di carta antichi scritti in caratteri cinesi.
Questa scoperta conferma che il corpo sia stato mummificato dopo la morte di Liuquan e che siano stati inseriti al suo interno rotoli di testi sacri, pratica molto comune al tempo riservata ai monaci ed alle personalità rilevanti nel mondo buddhista e al giorno d’oggi ci sono arrivate circa 20 testimonianze di queste eccezionali mummificazioni.
La pratica consisteva in una specie di lento suicidio che fungeva da rituale in cui il maestro cominciava con una dieta composta di noci e semi per i primi anni per poi passare ad un’altra composta di infusi velenosi e radici fino alla morte del monaco che rimaneva in posizione di preghiera e che veniva, conseguentemente, venerato come un santo.  Attualmente la statua è in fase di studio da parte degli scienziati ed è stata esposta l’ultima volta al Museo di Storia Naturale di Budapest nel maggio 2015.

Lorenzo Toninelli
Fonte: Focus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*