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I social network assicurano ricercato alla giustizia

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Si chiama Donald Chip Pugh l’uomo ricercato dal dipartimento di Lima, in Ohio (Stati Uniti),  che pochi giorni fa ha risposto al post pubblicato su Facebook dalla polizia in cui si mostrava una sua foto segnaletica e si chiedeva a tutti i cittadini di avvertire in caso lo si fosse avvistato. Donald, accusato di vandalismo e di aver appiccato un incendio, per tutta risposta ha mandato un suo “selfie” per messaggio al dipartimento scrivendo: “Ecco una foto migliore, quella che avevate pubblicato voi era orribile”.
Gli agenti hanno immediatamente risposto dicendo: “Grazie per l’aiuto, ma apprezzeremmo di più se venisse in caserma per chiarire la sua posizione” riferendosi alle accuse a suo carico.
I media americani hanno subito riportato la notizia e, l’11 Gennaio, Donald Chip Pugh è stato finalmente arrestato e dovrà rispondere dei suoi crimini.
Dopo la cattura, non avvenuta grazie ai poliziotti di Lima, ma da quelli  della Contea di Escambia in Florida, il dipartimento ha subito pubblicato un post dove ringraziava tutti i cittadini per l’aiuto e, sopratutto, il grande potere dei social network che hanno permesso di ritrovare il fuggiasco.
Poco tempo dopo hanno postato un’ altra foto in cui Pugh sfodera un grande sorriso commentandola con: “E vabbè, aspetteremo il nostro turno”, per arrestarlo, ovviamente.
La notizia ha fatto tutto il giro d’internet e dimostra un’altra volta quanto, se usata nel modo corretto, la rete possa essere una grande arma e possa aiutare lo Stato e le Forze dell’Ordine in vari modi come, per l’appunto, localizzando un ricercato.

Lorenzo Toninelli

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