Cari amici, oggi conoscerete anche la seconda classificata della sessione “affetti familiari” del secondo premio di poesia “Paola Albanese”.
L’opera s’intitola Figlia e – come ha evidenziato la giuria del concorso – racconta il dolore per un figlio perduto attraverso versi ben costruiti in cui spiccano figure e analogie efficaci.
La sua autrice, Monia Minnucci, di sé ci dice solo che vive a Frosinone, ma sulla sua sensibilità questa poesia ha molto da raccontare:
Figlia
Lungamente attesi
nell’istantanea d’un particolare,
che pietra aspra
ha più brio del mio fare.
Memorie sfrattate,
soppresse dalla vanità d’esistere
ottundono il gusto,
inficiano il tatto.
Schegge di morto
dalla feritoia dello stacco.
Anima spezzata,
attesa senza ritorno.
Sono due in una.
Sono mille in una.
Sono i volti della luna,
ma non effondo amorevoli luci ispirate
né regno fiera del mio pallore.
Lei sorride eternamente,
io annichilisco!,
ardo nel tuono… nel lampo,
sferzata dal grande urlo,
tormenta autunnale
dal giallo lamento.
Foglia strappata,
figlia mancata,
sangue stracciato.
La colpa dimora
nel voto reciso del ramo.