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Rimpatriata della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta


Il 13 agosto a L’Aquila la Rimpatriata 2014 della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta

veduta di NavelliSi terrà il 13 agosto a L’Aquila la Rimpatriata 2014 che la Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta annualmente tiene nel canonico mese feriale in una località dell’Abruzzo o del Molise. Un’occasione per stare insieme tra corregionali già in vacanza nelle regioni d’origine e per chi scende appositamente per vivere una giornata particolare. Quest’anno il presidente del sodalizio, Carlo Di Giambattista, ha pensato di tornare nel capoluogo abruzzese, a cinque anni dal terremoto, per confermare la vicinanza alla città e ai centri del cratere, cui mai l’associazione ha fatto mancare segni di attenzione e solidarietà. E infatti saranno Navelli, Barisciano e Poggio Picenze, oltre la città capoluogo d’Abruzzo, le altre mete dove la solidarietà degli Abruzzesi e Molisani del Piemonte e Valle d’Aosta ha dato testimonianze.

La giornata si aprirà con la visita di una delegazione del Consiglio direttivo del sodalizio ai Sindaci di Navelli e Barisciano, ai quali nel 2010 furono consegnate due autovetture 4×4 acquistate con i fondi raccolti dalla Famiglia Abruzzese e Molisana. Alle ore 11 l’appuntamento generale è a L’Aquila, per una visita al Monastero di San Basilio, la casa di clausura delle suore celestine dove si respira la spiritualità e il magistero di papa Celestino V. In una delle sale del monastero Angelo De Nicola, giornalista e scrittore, e Francesca Pompa, presidente One Group Edizioni, presenteranno il volume “L’Italia dei sogni” di Goffredo Palmerini, presente l’autore. Seguirà la conversazione di Manlio Madrigale sul tema “La sussidiarietà orizzontale: …aiutami che io ti aiuto”.

L’Assessore regionale e Presidente del CRAM, Donato Di Matteo, e un rappresentante della Municipalità aquilana porteranno il loro saluto ai convenuti della Rimpatriata, che inoltre riceveranno la visita di Padre Quirino Salomone, del Centro Celestiniano, verso le cui opere di solidarietà la Famiglia ha mostrato attenzione e alle quali ha devoluto parte delle cifre raccolte, in particolare per la Mensa dei poveri.

La conviviale si terrà in un noto ristorante di Poggio Picenze. In quel paese la solidarietà piemontese ha lasciato segni tangibili, con le donazioni promosse dal quotidiano La Stampa, raccolte dalla Fondazione omonima ed impiegate solertemente a beneficio di alcuni comuni colpiti dal sisma, tra i quali appunto Poggio Picenze. Non mancherà il saluto del Sindaco alla Famiglia Abruzzese e Molisana. Nel pomeriggio i convenuti potranno visitare le splendide Grotte di Stiffe e fare un supplemento di visita ai monumenti più significativi dell’Aquila.

 

Nella foto, una veduta di Navelli

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Carcere di Parma: vietato comprare più copie dello stesso libro


 Riceviamo e pubblichiamo: 

copertina del libro L'assassino dei sogniIn carcere può accadere veramente di tutto. E spesso accade l’immaginabile. La Casa Editrice “Stampa Alternativa” ha dato voce e luce alle lettere che mi sono scritto con il professore di filosofia Giuseppe Ferraro (docente di Filosofia della Morale all’Università Federico II di Napoli) pubblicando con la collana Millelire un libricino con il titolo: “L’Assassino dei Sogni” (in questo modo i detenuti chiamano il carcere) “Lettere fra un filosofo e un ergastolano”, pag.64, anno 2014, prezzo 1,00 ISBN 978862224178. Curato dalla brava giornalista Francesca De Carolis. Ed io ero particolarmente contento che l’editore lo avesse pubblicato in edizione economica (solo 1,00 euro) così lo avrebbero potuto acquistare con più facilità anche i ragazzi delle scuole.

Per avere più possibilità di fare conoscere che in Italia, Paese del Diritto Romano e della Cristianità, esiste la “Pena di Morte Viva”, alcuni uomini ombra (così si chiamano fra loro gli ergastolani) sparsi nei carceri d’Italia mi avevano avvertito che ne avrebbero comprate diverse copie per donarle e sensibilizzare gli operatori penitenziari, le associazioni di volontariato e la società civile.

L’altro giorno dal “famoso” carcere di Parma (dove non si può tenere più di tre libri in cella) Mimmo mi ha scritto:

Io, Giovanni,Corrado e altri avevamo inoltrato subito l’acquisto di diversi libri del “L’Assassino dei Sogni”. Dopo due giorni l’Ufficio spesa chiamò me, Giovanni e Corrado chiedendoci il perché dell’acquisto di tanti libri a testa. Gli spiegammo che tante copie le volevamo dare in regalo alla società civile, volontari, scuole e altri per sensibilizzare il nostro problema di ergastolo ostativo. Il giorno dopo venne di nuovo il responsabile dell’Ufficio spesa e ci riferì che l’ispettore responsabile ci aveva  autorizzato all’acquisto di una sola copia a testa. Chiedemmo spiegazioni e lui rispose che dovevamo presentare una richiesta scritta con delle motivazioni. Giovanni l’ha fatto e l’ha intestata alla Direzione, per conoscenza al Magistrato di Sorveglianza e al Garante dei detenuti ed altri organi istituzionali.

Adesso siamo in attesa di risposte da parte della Direzione (…).

 

Gli ho risposto:

Caro Mimmo, l’altro giorno ho letto che nel 1985 ad una domanda di uno studente che chiedeva quali consigli egli potesse dare ai giovani, Ludovico Geymonat rispose: “Contestate e create”. Ecco, io penso che anche gli uomini ombra per migliorare se stessi e il luogo in cui vivono, devono fare la stessa cosa.Invece per anni e anni molti di noi hanno vissuto senza accorgersene, senza cercare di capire. Probabilmente questo accade anche a molte persone in libertà, ma è un peccato che dentro all’ “Assassino dei Sogni”, dove si ha più tempo per pensare, pochi lo facciano. Lo so, il carcere così com’è ti vuole solo sottomettere, prima lo faceva con la forza fisica, ora lo fa con quella psicologica, perché qui nulla è lasciato al caso. Ormai il carcere non vuole prenderti solo il corpo, quello l’ha già. L’“Assassino dei Sogni” vuole di più, molto di più. L’ “Assassino dei Sogni” vuole prenderti anche il cuore e l’anima.

Resistiamo. Se non vi fanno acquistare altri libricini perché sono pericolosi, farò come Silvio Pellico. Farò le copie delle pagine del libro. E poche per volta te le manderò per lettera. Un sorriso fra le sbarre.

 

Carmelo Musumeci

Carcere di Padova, agosto 2014  www.carmelomusumeci.com

 

Prigionieri per sempre. Sogni che iniziano dove finiscono.

Essere non morti, ma neppure vivi.

Non ci uccidono, peggio: ci lasciano morire per sempre.

La pena dell’ergastolo ti fa morire dentro a poco a poco.

Ti rimane solo la vita, ma questa senza futuro è meno di niente.

La pena dell’ergastolo trasforma la luce in ombra.

La pena dell’ergastolo è una sofferenza infinita.

Una morte bevuta a sorsi.

Ed è una vittoria sulla morte perché è più forte della morte stessa.

 (tratto da “La Ballata dell’ergastolano”  di Carmelo Musumeci)

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In libreria “L’Assassino dei sogni-Lettere fra un filosofo e un ergastolano”


Carmelo Musumeci – Giuseppe Ferraro

L’Assassino dei sogni

Lettere fra un filosofo e un ergastolano

a cura di Francesca de Carolis

Ed StampaAlternativa

 

copertina del libro L'assassino dei sogniDa mercoledì 30 luglio in libreria “L’Assassino dei sogni”, lettere fra un filosofo e un ergastolano,  Carmelo Musumeci e Giuseppe Ferraro, curato da Francesca de Carolis per la collana Millelire di Stampa Alternativa.

Carmelo Musumeci, condannato all’ergastolo, è in carcere dal 1991. Attualmente è nel carcere di Padova. In questi anni ha studiato, si è laureato in legge e da anni conduce con grande ostinazione una battaglia contro l’ergastolo. Alla sua iniziativa hanno aderito personaggi come Veronesi, Margherita Hack, Don Ciotti, Rodotà… e continuano ad aggiungersi nomi. Da sempre scrive: racconti, riflessioni, lettere… per scandagliare senza pietà il suo passato, ma soprattutto per raccontare a chi è fuori il mondo di quelli che definisce “morti viventi”, chiusi nel ventre dell’Assassino dei sogni.

Giuseppe Ferraro insegna filosofia della morale all’Università di Napoli Federico II, e in carcere tiene corsi di filosofia. Con Musumeci condivide il carattere passionale e ostinato. Il loro incontro si è presto trasformato in un confronto continuo e serrato, sul percorso della battaglia di denuncia, delle illegalità che in carcere si consumano, ma anche per la costruzione di strade possibili.

Questo testo è il “distillato” di due anni di scambio epistolare, che registra incontri, speranze, battaglie, discussioni, momenti di abbandono. Dal giugno del 2009, al luglio del 2011. Da estate a estate, il racconto dell’inverno e dell’inferno della vita in prigione, ma anche della prigione che può diventare anche la vita fuori.  Un confronto anche fra scritture. Sincopata quella dell’ergastolano, complessa e ampia quella del filosofo.

Il fascino discreto della scrittura epistolare rimane intatto in queste pagine nonostante oggi siamo abituati al frenetico ritmo e linguaggio di “scambi in rete”. Anzi, in qualche modo, qui il mezzo è valore aggiunto in più, diventando racconto esso stesso.

In primo piano la realtà chiusa della cella da cui partono le lettere dell’ergastolano, ma sullo sfondo anche è anche l’Italia delle periferie, dove il crimine nasce e trova motivo di crescita, delle scuole degli abbandoni, delle strade, che il filosofo percorre, del nostro Sud.

Pagine che, quando tutto sembra perso e il buio sta per avere il sopravvento, diventano lezioni e iniezioni di vita, per l’ergastolano, per il filosofo, ma forse anche per tutti noi.

Un suggerimento: da leggere nei licei.

 

***

 

Ricevere una lettera nel tempo isterico delle e-mail è emozione che ho scoperto fortissima. Mi accade spesso, adesso che da qualche tempo incontro persone che in carcere hanno trascorso gran parte, se non la più parte, della propria vita. E nelle loro lettere le parole, che con tanta superficialità e insignificanza spesso usiamo, riacquistano il peso specifico che forse oggi pochi vi sanno dare come le persone forzosamente chiuse al mondo delle relazioni.

Così, anche con timore, ho seguito il filo della corrispondenza fra Giuseppe Ferraro e Carmelo Musumeci. Professore di filosofia, Ferraro, docente di Filosofia della Morale alla Federico II di Napoli, che in carcere anche insegna, ed ergastolano ostativo, Musumeci, di quelli che dal carcere non usciranno mai, perché condannati per reati commessi nell’ambito di associazioni di stampo mafioso e che hanno scelto di non essere collaboratori di giustizia, cosa che li esclude dai normali benefici previsti dalla legge. Quelli della “morte viva”, insomma.

Carmelo Musumeci, che in carcere si è laureato e da anni conduce una battaglia contro l’ergastolo, rifiuta di fare i nomi dei suoi ormai antichi “colleghi” per un motivo etico: non vuole barattare la sua libertà, dice, con quella di un altro. Convinzione che lo guida nel suo percorso “ostinato e contrario”. Con antenne sempre pronte a intercettare chi, fuori dalle mura nelle quali è costretto, possa comprendere e condividere il suo percorso. Come Giuseppe Ferraro, che proprio in carcere racconta di aver capito cos’è la confessione. Di aver capito, addirittura, il senso de Le Confessioni di Agostino…

Da questo incontro e dal reciproco sorprendersi nasce un lungo e affollato epistolario di cui questo libretto è, spero rispettoso, “distillato”.

Il professore e l’ergastolano, dunque. Che non è, come si può immaginare, un colloquio  fra maestro e discepolo o, chissà, fra consolante e afflitto. Si tratta piuttosto di un confronto, continuo, serrato, con la vita. La vita chiusa di chi è dentro. La vita chiusa che si fa anche quella di chi è fuori, se con chi è dentro sa immedesimarsi. A volte qui le parti persino si invertono, ed è l’ergastolano che consola il professore della sua tristezza, del peso dell’ingiustizia che vede e che può essere insostenibile per chi, impotente, sa.

Ci dicono, queste lettere, della vita e delle relazioni dentro e fuori del carcere, ma molto anche ci parlano di una profonda amicizia, che non teme lo scambio di vocativi pronunciati come carezze, di enfasi d’affetto, rari da cogliere fra maschi.

“Ho sempre timore che le lettere si smarriscano. Spero questa arrivi…” mi scrive in calce alle sue lettere Giovanni Lentini, da Opera. Timoroso che il filo della comunicazione fra noi si infranga sulle mura di cinta della sua prigione. E questo tremore, dell’Istituzione che è frammezzo e frammezza, traspare sullo sfondo del carteggio fra Ferraro e Musumeci. Ma traspare da queste pagine anche la rete che persone tessono per impedire che la comunicazione fra il dentro e il fuori si spezzi. Come Nadia, Nadia Bizzotto, “l’angelo” cui qua e là si accenna. Piccione viaggiatore piuttosto direi, che a volte, prima di consegnarle, le lettere, vi sbircia dentro e vi assicuro spesso si commuove…

Il colloquio epistolare fra Giuseppe Ferraro e Carmelo Musumeci nasce con l’esplodere di un’estate, l’abbiamo seguito fino al caldo insopportabile di due estati dopo. Tutto, nel frattempo, per chi è in carcere, è rimasto fermo. Tutto, tranne il fiume di questo scambio di vita che ancora, sappiamo, continua.

Francesca de Carolis

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“L’Italia dei sogni” di Goffredo Palmerini domani a Vasto (CH)


A VASTO, DOMANI, “L’ITALIA DEI SOGNI” DI GOFFREDO PALMERINI

E’ il primo della serie d’incontri “A cena con l’Autore”, promossi da WEM Cultura

 

copertina del volume L'Italia dei sogni di Goffredo PalmeriniVASTO (Chieti) – Si terrà domani sera, 18 Luglio (dalle ore 20:00), a Vasto, presso la Grotta del Saraceno Camping Village (Via Osca, 6) il primo della serie d’incontri con scrittori, denominata “A cena con l’Autore” ed organizzata da WEM Cultura. Sarà lo scrittore aquilano Goffredo Palmerini, con il volume “L’Italia dei sogni” pubblicato di recente da One Group Edizioni, ad inaugurare la singolare rassegna.

La World Event Management (WEM, settore Cultura), società organizzatrice di eventi culturali, sportivi ed enogastronomici con la finalità di  promuovere il territorio abruzzese, e nello specifico quello vastese, rivolge invito per il primo degli incontri 2014. L’evento inizierà alle ore 20.00. La location incantevole è quella del grottino della “Grotta del Saraceno”. Immersi in quanto di più emozionante ha saputo regalare la natura alle coste vastesi, Goffredo Palmerini, giornalista e Delegato regionale ANFE, presenterà la sua ultima opera “L’Italia dei sogniFatti e singolarità del bel paese“. Dopo il saluto di Giorgio Di Domenico, direttore del mensile Vasto domani, un periodico assai diffuso tra le comunità abruzzesi nel mondo, moderarà la conversazione con l’Autore la prof.ssa Bianca Campli. Seguirà una conviviale sulla terrazza insieme ai relatori ed all’autore. Insomma, un’occasione unica per approfondire gli argomenti presenti nell’elegante volume ed introdotti direttamente dallo scrittore.

Il libro, già accolto favorevolmente e con numerose recensioni pubblicate in Italia e all’estero, è uno specchio della migliore Italia, dentro e fuori i confini, con una speciale attenzione all’Abruzzo, alle sue singolarità, alle sue bellezze artistiche e ambientali. La partecipazione alla conviviale ha un costo di 20 €. Sarà inoltre possibile acquistare il libro al prezzo di 14 € e ricevere la dedica personalizzata dall’Autore. La partecipazione all’evento dà accesso alla Notte Bianca del Camping Village Grotta del Saraceno animato da spettacoli e musica. E’ gradita conferma al numero 335.8130827 (Giorgio) oppure all’indirizzo e-mail info@worldeventmanagement.it .

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L’angolo della poesia: “Percorsi” di Lucia Bonanni


chiome di alberi e sprazzi di cielo

 

Ritroviamo con grande piacere nel nostro Angolo Lucia Bonanni.

Anche stavolta ci delizia, oltre che con i suoi versi, con una sua foto in cui, per l’occasione, ha ritratto «gli alberi che si specchiano nella Sieve a Ponte a Vicchio».

L’autrice ne ha voluto catturare e valorizzare «la dimensione di leggerezza quasi onirica», quella stessa dimensione evocata dalla sua poesia.

 

Percorsi

Ombre e luci

ricordi…  emozioni…   pensieri

sfumature dell’anima

respiri del cuore.

Onde lunghe    palpiti della mente

sensazioni vibranti   tremore dei sensi

destarsi di battiti sopiti.

Paesi  vie assolate   sospirate presenze

tremori di luci  colori del buio

pensieri… emozioni… ricordi.

Tutto si perde nel tempo.

Tutto si congiunge tra le rughe

del tempo.

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Goffredo Palmerini presenta “L’Italia dei sogni” a Bressanone (BZ)


La scrittura tra informazione e letteratura (con la passione per l’italianità)

 

GOFFREDO  PALMERINI ALLA BIBLIOTECA  COMUNALE

 

copertina del volume L'Italia dei sogni di Goffredo Palmerini         Il terzo incontro, di quelli programmati per questa primavera a Bressanone dall’Associazione Culturale Millan, dopo quello con gli scrittori Beatrice Immediata (4 aprile)  e Vincenzo Esposito (16 maggio) si terrà il giorno 4 giugno alla Biblioteca comunale (ore 18,00) con Goffredo Palmerini. L’evento ha il patrocinio del Comune di Bressanone ed è realizzato con il contributo della Provincia Autonoma di Bolzano.

Palmerini di professione non fa lo scrittore, come i due Autori la cui opera letteraria è stata presentata alla cittadinanza nei due incontri precedenti. Pensionato delle Ferrovie, dopo una lunga e significativa carriera politica nella città di L’Aquila, si è dedicato al coordinamento delle comunità abruzzesi nel mondo, organizzate nelle Associazioni regionali degli emigrati all’Estero. Attualmente è delegato regionale, in rappresentanza dell’Abruzzo, dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrate (ANFE), e fa parte del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM). Inoltre è membro del comitato scientifico del Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo. Se pubblica, è perché scrive. E se scrive è per la comunicazione e l’informazione. Le finalità sono strettamente collegate al suo ruolo e ai suoi compiti.

Il prodotto della sua scrittura sono comunicati, relazioni, nonché articoli di cronaca su storia costume e tradizione, ben documentati e articolati, in un registro di lingua tra la prosa scientifica e quella letteraria. Poiché scrive essenzialmente per gli abruzzesi, i suoi articoli vengono pubblicati sui giornali abruzzesi, oltre che dalle agenzie internazionali e dalla stampa italiana all’estero (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Uruguay, Venezuela).

Ogni evento, ogni personaggio, ogni data e ogni avvenimento della storia d’Abruzzo o dell’Italia, che sia degno di memoria diventa l’occasione di un piccolo cammeo giornalistico, un capolavoro di lingua e di scrittura, da indirizzare ai concittadini abruzzesi o di origine abruzzese. Creando così, un patrimonio di informazioni su costume, storia, arte, cultura, e varia umanità, utile non solo alle famiglie abruzzesi, ma a tutte le biblioteche di persone che amano la vita italiana, la sua propagazione nel mondo, il riecheggio della sua voce, la sua memoria conservata nel racconto letterario. È questa la scrittura di Palmerini.

Dei suoi articoli sono state pubblicate già cinque raccolte: articoli freschi e attuali che si leggono come appena usciti dalla penna dello scrittore; nei quali le manifestazioni d’arte e cultura: concerti, mostre e pubblicazioni di artisti italiani, o anche stranieri ma discendenti da abruzzesi, emergono come eventi atemporali, e tuttavia ricchi di nomi, di richiami, di particolari legati a questo o quel momento della storia dell’Aquila e della storia d’Italia.

I titoli dei libri già pubblicati ne sintetizzano i contenuti e le aspirazioni. Oltre confine (2007),  Abruzzo Gran Riserva (2008), presso le Edizioni  Libreria Colacchi; e, con One Group Edizioni, L’Aquila nel mondo (2010), L’Altra Italia (2012), e L’Italia dei sogni (2014), che sarà presentato venerdì 4 giugno, alle ore 18, alla Biblioteca civica di Bressanone.

 

Luigi Casale    

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“L’Italia dei sogni” di Goffredo Palmerini


Riceviamo e pubblichiamo:

Superare immense distanze, valicare colline e montagne, attraversare sterminate pianure, navigare su fiumi mari ed oceani, infine incontrarsi tra le pagine di un libro.

Incrociare vite e vicende, dare voce a chi è lontano, portare le esperienze di coloro che sono vicini, avvicinare realtà distanti, tra lo sfogliare degli scritti raccolti.

Quasi duecentocinquanta pagine di viaggi reali e metaforici, di incontri, di narrazioni, di personaggi, di fatti, di bellezze nascoste.

   Tutto questo è il nuovo volume di Goffredo Palmerini L’Italia dei sogni. Fatti e singolarità del bel Paese, edizioni «One Group», L’Aquila 2014.

Il quinto libro, dopo Oltre confine, Abruzzo Gran Riserva, L’Aquila nel mondo, L’altra Italia, non riserva sorprese. Infatti le pagine racchiudono ciò che il lettore aspetta da un appuntamento culturale ormai canonico e dal quale l’autore non può sottrarsi: il compendio di un diario di viaggio  partito da molto lontano e proiettato nella realizzazione dei sogni di antiche emigrazioni. Protagonisti le donne e gli uomini di questa nostra Italia che, di generazione in generazione, hanno abbattuto barriere e portato lavoro e cultura in terre lontane. Donne e uomini di ieri e di oggi da non dimenticare, personaggi muniti di biglietti senza limiti di luoghi e di tempi che tornano e ripartono ancora. E con loro i valori e la cultura, le idee e i fatti, i sogni e le speranze, il futuro e la memoria.

Tante tesserine di un prezioso mosaico in cui si mescolano la luce dell’arte e la sapienza scientifica, la fede religiosa e l’impegno sociale, il volto del dolore e il calore della presenza, l’orgoglio dell’esserci e la tristezza della scomparsa.

Storie umane tratteggiate in quarantanove “racconti” che cronaca non sono ma diventano esperienze di vita racchiuse in una valigia che si apre al lettore.

Impossibile soffermarsi su ogni “racconto”, ogni pagina dona qualcosa. Allora apriamo a caso.

Dan Fante torna all’Aquila, un incipit culturale, un lampo di luce sulla città, un flash sullo scrittore e poi l’incontro e il murale da realizzare: L’Aquila sempre al centro, per volare lontano, per non dimenticare.

Si passa l’oceano e il Columbus Day a New York, l’orgoglio italiano ad esserci. Anche qui la storia avanza da quel 12 ottobre 1492 …, il contributo degli immigrati italiani allo sviluppo della nazione americana, richiami culturali continui dove architettura e storia si mescolano, le presenze, il fasto della Parata, le emozioni e l’Italia lì: sempre presente.

Poi qui da noi in Abruzzo. Il dolore e la memoria: Alvaro Jovannitti, Alberto Aiardi, Luciano Fabiani. Vite e storie diverse, uomini impegnati nella politica e seminatori di cultura, ora la certezza di essere «un po’ più soli».

Ancora lontano, in Argentina, paese sudamericano. Raffaella Cascella artista abruzzese, missione compiuta, mix di letteratura, arte, musica, con un progetto artistico-didattico e la consapevolezza  che «[…] il nostro futuro può contare su una prospettiva di nuovo umanesimo solo se si demoliscono barriere e steccati tra genti e paesi anche lontani, costruendo un mondo dove assonanze e diversità diventino patrimonio comune di valori, di popoli e persone che si conoscano sempre più da vicino e si rispettino. Giacché il destino dell’umanità può conoscere un futuro di serenità e di pace solo se si opera per condividere, più che per coesistere». Cosa aggiungere alle parole di Palmerini?

Altro ancora, due grandi donne: Maria Federici e Filomena Delli Castelli, le pioniere della parità, donne della nostra storia, della nostra Costituzione. Qui la penna di Palmerini rivela tutto il suo potenziale: storia dell’emigrazione, economia, statistica, sociologia, politica, associazionismo, cultura in generale, s’incrociano per una lettura meditata da fare senza fretta al fine di assorbire un pezzo di storia che è poi la nostra storia: «[…] Nella difficile transizione che l’Italia vive, dove sovente domina l’apparenza piuttosto che l’essenza, esempi di vita quale quelli testimoniati da Filomena Delli Castelli e Maria Federici sono indispensabili riferimenti per poter migliorare il rapporto tra Istituzioni e cittadini, per recuperare credibilità alla politica, per riportare le Istituzioni, e chi è chiamato a ricoprirne il ruolo, alla necessaria austerità dei comportamenti, in linea con i sacrifici che il popolo italiano sta vivendo, per tornare finalmente a costruire il futuro della nostra Italia».

Parafrasiamo il testo dell’editore nel risvolto di copertina e chiudiamo: Buon viaggio al lettore in questo lungo percorso alla riscoperta, alla conoscenza e all’affermazione di valori mai perduti. Buon viaggio, oltre ogni confine!

Gianfranco Giustizieri

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“L’Italia dei sogni”, un libro che tutte le scuole italiane e gli Istituti di Cultura all’estero dovrebbero avere


Riceviamo e pubblichiamo:

 

“L’Italia dei sogni”, un libro di storia e di storie che tutte le scuole italiane e gli Istituti di Cultura all’estero dovrebbero avere

L’AQUILA – Come eravamo. Come siamo. Come vorremmo essere. In Italia e oltre i confini della Penisola. Dal sogno passare alla realtà della Bellezza dell’Italia. Il recente film di Paolo Sorrentino premiato con l’Oscar ha riacceso i riflettori sulla nostra ricchezza artistica, storica e culturale da tutelare e valorizzare. E’ fresco di stampa ed è stato presentato venerdì scorso, 28 marzo, a L’Aquila, con una magnifica cornice di pubblico che ha riempito in ogni ordine di posti l’auditorium. E tra il pubblico una delegazione di 21 studenti del Colorado College (Usa) guidati dal prof. Salvatore Bizzarro, all’Aquila per visitare la città e l’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica”. E’ un vero e proprio libro di storia, quello di Goffredo Palmerini, che tutte le biblioteche delle scuole italiane e gli Istituti di Cultura Italiana all’estero dovrebbero possedere e rendere fruibile alle giovani generazioni, lasciandolo come preziosa eredità ai ragazzi del futuro. ”L’Italia dei sogni – Fatti e singolarità del bel Paese”, One Group Edizioni, ultima fatica letteraria di Goffredo Palmerini, un grande studioso con L’Aquila nel cuore e gli italiani che sono partiti e quelli che sono rimasti nella mente, racconta un popolo che ha grandi potenzialità e può davvero sognare positivo. Basta volerlo. E’ il filo ideale che lega questo libro ai due precedenti, “L’Aquila nel mondo” e “L’Altra Italia”, che tanto successo hanno riscosso e con i quali forma una trilogia.

”Un sogno in un ognuno dei tre titoli di Palmerini: contribuire con i suoi scritti a varcare i confini imposti da ogni pessimistica visione che vorrebbe come persi i valori della nostra terra e delle sue genti”, annota l’editore. Palmerini, con la modestia che l’ha sempre contraddistinto, dice: ”Sono consapevole che nulla di eccezionale si trovi in questi miei scritti. E tuttavia l’accoglienza favorevole che ricevono, con le più varie motivazioni, fanno ritenere semplicemente utile il mio “servizio” verso le comunità italiane nel mondo”. E dedica un pensiero particolare al Capo dello Stato Giorgio Napolitano “con ammirazione  per l’alto magistero esercitato alla guida dell’Italia in uno dei periodi più difficili della nostra storia”. Sottolinea “la saggezza,l’equilibrio ed il costante e rigoroso riferimento alla nostra Costituzione” e lo ringrazia per l’apprezzamento del libro “L’Altra Italia” che “ha particolarmente gradito”, come gli ha scritto il dott. Carlo Guelfi, Consigliere e Direttore dell’Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica.

Gli scritti di Palmerini hanno un alto valore sociale e culturale. ”Una funzione di straordinario spessore“, rileva opportunamente nella prefazione Errico Centofanti, giornalista e scrittore. Proprio così. Ha costruito un circuito mondiale di contatti “con appassionata meticolosità” e diffonde le notizie. ”Non si tratta di un’attività da agenzia di stampa”, precisa Centofanti. E spiega: “Goffredo produce reportages dettagliati, precisi, accuratamente documentati, su avvenimenti e persone di entrambi i fronti: parla delle cose italiane che possono suscitare l’interesse di chi vive altrove e a noi racconta quel che mai verremmo a sapere di quell’altra Italia, fatta di decine di milioni di uomini e di donne che vivono all’estero e nelle cui arterie scorre sangue di origine italiana”. La riscoperta delle radici. Non nostalgici ricordi, ma inviti a capire com’eravamo e a non dimenticare i grandi sacrifici degli emigranti in Italia e nel mondo. Successi sofferti. Il presente ed il passato. ”Un incrocio di informazioni e di riflessioni con cui si accrescono ogni giorno la consapevolezza della realtà e l’attitudine a sviluppare fattori di progresso”, dice ancora Centofanti.

“Ma cosa c’è in questo volume di così vasto interesse umano per gli innumerevoli lettori italiani sparsi nel mondo?”, si chiede nella presentazione Salvatore Bizzarro, che negli Stati Uniti è  professore di italiano e spagnolo nell’università del Colorado College, a Colorado Springs. ”Per cominciare – dice – abbiamo un’idea precisa della stampa italiana all’estero e della sua preziosa funzione. Uno dei riferimenti ricorrenti e principali è il terribile terremoto del 2009 che ha devastato L’Aquila, una delle città più belle d’Italia e la mia prediletta”. Lo studioso mette poi in evidenza che “il libro inizia con uno scritto sul Santuario dedicato a Giovanni Paolo II e sulla Perdonanza, il primo giubileo istituito da papa Celestino V. Una breve descrizione ci conduce nell’incantevole villaggio di San Pietro della Jenca e nell’omonima chiesetta medievale. In quel luogo si ricordano tre papi: San Pietro Apostolo, Celestino V – che,con la Perdonanza, cancellò il commercio delle indulgenze – e Giovanni Paolo II a cui è stato dedicato il Santuario di San Pietro della Jenca”. Santuario recentemente salito alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali per il furto sacrilego compiuto da tre giovani che avevano portato via e poi buttato perché ritenevano di scarso valore, un reliquiario con un pezzetto di stoffa intrisa di sangue, ritagliata   dall’abito che Giovanni Paolo II indossava il 13 maggio nel 1981, quando rimase vittima dell’attentato compiuto da Ali Agca in piazza San Pietro. A donare la reliquia, che è stata recuperata dalla polizia su indicazione degli stessi ladri, era stato il segretario del pontefice nel 2011, Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale e arcivescovo di Cracovia. Aveva spesso accompagnato  Karol Wojtyla in gran segreto sulle tanto amate montagne abruzzesi.

Palmerini, a proposito della Perdonanza, fa una riflessione di estrema attualità: ”Sarebbe proprio un altro miracolo di San Pietro Celestino se chi detiene i pubblici poteri, ad ogni livello, in luogo di reciproche accuse e polemiche a non finire, si provasse a trovare, in pace e con buona volontà, i sentieri del bene comune. Quel che serve all’Aquila e agli aquilani”. Vivere serenamente. Dalle lezioni di Giovanni Paolo II e Celestino V, al capitolo successivo sul  “Museo delle Lettere d’Amore” di Torrevecchia Teatina. Scrive: ”Diverrà uno dei Musei più singolari al mondo, nel costruire uno straordinario fondo di memorie ed emozioni attraverso la raccolta, la catalogazione e la conservazione di preziose testimonianze private, le più intime, che così diventeranno  un patrimonio condiviso. Ad inaugurarlo, nell’agosto del 2011, Giò Di Tonno, un cantante tanto amato, vincitore del festival di Sanremo con Lola Ponce.

Tanti personaggi raccontati in 280 pagine ricche di testimonianze d’affetto alle origini. Il  prof.Alberto Di Giovanni, direttore del Centro Scuola e Cultura Italiana di Toronto che ha donato alla sua Roccamorice  “una collezione d’arte e una biblioteca di notevole valore culturale e patrimoniale”. Dan Fante, “figlio del mitico scrittore italo-americano John Fante (originario di Torricella Peligna dove ogni anno per iniziativa della studiosa Giovanna Di Lello si svolge il festival letterario “Il dio di mio padre”  ) e scrittore di successo egli stesso”. A  L’Aquila ha dato il “primo spruzzo di colore” ad un “murale nel cuore della città “ come “testimonial d’eccezione ad un’altra delle numerose iniziative che l’Associazione Jemo ‘nnanzi  da quel tragico 6 aprile 2009 porta avanti nella città devastata dal terremoto”. Invito alla ripartenza. Appello alla rinascita. Con l’ottimismo della volontà. Don Tonino Bello, raccontato da Francesco Lenoci nel libro “Spalancare la finestra del futuro”. Una riflessione sui giovani. ”Si parla di generazione tradita, -scrive Palmerini – la più colpita dalla crisi, dalla disoccupazione, dalla recessione. Eppure l’autore confida nei giovani e li invita, con le parole di don Tonino Bello, a “danzare la vita” senza scoramenti. Li esorta, anzi, a farsi organizzatori della Speranza, preparandosi a svolgere ruoli da protagonisti nello sviluppo sociale e civile del Paese, specialmente nel mondo del lavoro, dove occorre essere consapevoli che un bravo imprenditore – allo stesso modo di un bravo comunicatore e di una persona comunque orientata al futuro – “deve sapere, deve saper fare e deve farlo sapere”.

Mario Fratti, il drammaturgo abruzzese che “dal 1963 vive a New York dov’è un’autorità indiscussa del teatro americano e mondiale”. Nel 2011 organizzò e finanziò una rassegna sui nuovi autori italiani.”E’ un cruccio del grande drammaturgo che non si fa ragione della miopia tutta italiana di trascurare i nostri autori, sovente di grande valore, per rappresentare opere di stranieri”. Fratti ha mantenuto solidi i legami con L’Aquila, dove ha presentato il libro di Palmerini “L’Altra Italia” ed ha partecipato all’anteprima di una sua opera, la commedia Frigoriferi, “trasposta in musical per iniziativa dell’Associazione Mamò e della sua effervescente presidente, Federica Ferrauto”. Rimanendo negli Stati Uniti, Palmerini dedica molto spazio al Columbus Day, la manifestazione dell’orgoglio italiano. Una cronaca dettagliata della sfilata “un’occasione annuale  per esprimere l’orgoglio della comunità italiana, le eccellenze della nostra cultura, il contributo italiano alla crescita ed alla storia degli Stati Uniti d’America. Tutti elementi che nel Columbus Day si fondono, in un caleidoscopio di emozioni profonde, palbabili”.

Dicevamo un libro di storia. Proprio così. Ricordando “le pioniere della parità: Filomena Delli Castelli e Maria Federici, costituenti abruzzesi”. Maria Federici, aquilana, è stata tra le 5 donne delle 21 elette all’Assemblea Costituente che hanno fatto parte della “Commissione Speciale dei 75 che elaborò il progetto di Costituzione poi discusso in aula dall’Assemblea ed approvato il 22 dicembre ‘47”. E’ grazie al suo impegno se è stato consentito l’accesso alle donne in magistratura e se le famiglie, l’associazionismo e i diritti sindacali hanno avuto la dovuta attenzione, così come si è molto impegnata per aiutare gli emigrati e le loro famiglie. Filomena Delli Castelli, originaria di Città Sant’Angelo in provincia di Pescara, il padre emigrante in America, dopo laurea in lettere e filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha insegnato nel magistrale del suo paese. Impegnata in politica, ha fondato la sezione della Democrazia Cristiana e successivamente è stata nominata segretaria provinciale del Movimento Femminile. Eletta all’Assemblea Costituente italiana il 2 giugno 1946 è stata rieletta alla Camera dei deputati nel 1948 e poi nel 1953. Dal 1951 al 1955 è stata anche sindaco di Montesilvano. Una delle prime donne – se non la prima – ad essere eletta Sindaco. Ha collaborato con la Rai nel settore della cultura e del volontariato.

Palmerini scrive, riguardo alle due costituenti abruzzesi: ”Il loro pensiero illuminato, lo stile di vita, il loro assiduo impegno politico e sociale, restano un esempio notevole nel tempo che viviamo. Oggi il loro esempio stride con certa volatilità del pensiero, con certa incoerenza dei comportamenti politici, con la labilità dei riferimenti ai grandi valori”. Bisogna rileggere le lezioni di Filomena Delli Castelli e di Maria Federici “per poter migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini, per recuperare credibilità alla politica” e soprattutto “per tornare a costruire il futuro della nostra Italia”. Per far diventare una bella realtà “L’Italia dei sogni”! Queste le considerazioni sul bel volume di Goffredo Palmerini, presentato in un pomeriggio memorabile per il feeling che si è stabilito con un pubblico molto attento agli interventi dei relatori e dell’autore. Il prof. Bizzarro, in apertura dell’evento, nell’intervento di saluto, ha letto anche una lettera di ringraziamento che il Rettore del Colorado College, la prof. Jill Tiefenthaler, ha inviato a Goffredo Palmerini per la sua preziosa collaborazione con l’ateneo americano nell’assistenza agli allievi per i loro studi di cinematografia durante i corsi estivi in Abruzzo.

Domenico Logozzo
già Caporedattore del TGR Rai

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