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Tag Archive | "sogni"

Le carceri della vergogna


Riceviamo e pubblichiamo:

copertina del romanzo Fuga dall'Assassino dei sogni di Cosco e MusumeciDi recente ho letto il libro di Alfredo Cosco e Carmelo Musumeci “Fuga dall’assassino dei sogni”.

In fondo al romanzo sono state inserite delle testimonianze di vari detenuti passati, anni fa, nelle carceri dell’Asinara e di Pianosa.

Nel 1975, in seguito a episodi di terrorismo, lo Stato introdusse in alcuni istituti penitenziari dei reparti speciali.

I detenuti che hanno narrato le loro vicende, si sono trovati a passare in questi reparti negli anni ’90.

Uno dei titoli che sono stati date a queste lettere dice: quando lo racconteremo, non ci crederanno.

La nostra costituzione prevede che chi commette reato venga tolto dalla società e, come pena, debba scontare un periodo in carcere. Tale periodo, deve servire alla comprensione del reato e alla riabilitazione del soggetto.

Ho sempre creduto fortemente in questo concetto.

Ebbene, leggendo queste pagine… ho scoperto un mondo dove era consentita la tortura, dove nulla è servito alla correzione dell’uomo, ma, semmai, all’abbruttimento e all’annientamento dello stesso.

La detenzione consisteva in frequenti pestaggi quotidiani. In persone lasciate al freddo, col cibo “corretto” da sputi, urina, preservativi usati, pezzi di vetro… tanto che molti dei detenuti avevano un importante calo fisico.

Docce consentite solo una volta alla settimana, dove le guardie si divertivano a lasciare che la persona si insaponasse, per poi levare l’acqua.

Avevano una bottiglia di acqua al giorno, e solo quella; dai rubinetti non scendeva acqua potabile.

Alcune persone, se ne ha il forte sospetto, sono state uccise di botte.

Improvvisamente in queste carceri, i delinquenti erano quelle persone che indossavano una divisa e che si arrogavano ogni diritto nei confronti di coloro che avrebbero dovuto custodire e tutelare.

Tutto ciò di fronte a uno Stato che ha consentito che ciò accadesse e col benestare di medici e altre figure che entravano lì per lavoro e che facevano finta che tutto fosse regolare.

Quando episodi simili sono accaduti in altri stati, appena se ne veniva a conoscenza, la stampa e il cinema, correvano a raccontare quanto accaduto, puntando il dito. Qui da noi… il silenzio. Se non fosse per questi detenuti che hanno avuto il coraggio di raccontare le loro vicende, nulla trapelerebbe alla luce del sole.

Qualunque sia il reato commesso, dobbiamo sempre concedere la possibilità alla redenzione. Siamo in uno Stato di giustizia, non di vendetta.

Riporto alcune testimonianze che valgono più di tante parole: “Una volta litigai con un detenuto e mi portarono alle celle d’isolamento, dove mi conciarono in modo tale da lasciarmi a terra svenuto con la testa rotta, dal mattino fino al pomeriggio, senza nessun soccorso”. Antonio de Feo – Detenuto.

“Tra le altre torture c’era il dover correre, quando si usciva dalla cella, per tutto il primo braccio; io mi trovavo alla nona cella, il primo braccio era di quindici metri, c’erano altri quindici metri per arrivare al cancello dell’aria e lì, sistematicamente, si mettevano in quindici, venti o anche trenta guardie, il numero dipendeva da quante di loro volevano partecipare al gioco. Ci facevano togliere le scarpe, ci perquisivano, poi, mentre recuperavamo le scarpe buttate a terra, c’era chi dava una pedata, chi una manganellata, chi una spinta, chi sputava, chi ci buttava acqua; capitava si scivolasse nella curva ed erano nuove botte”. Rosario Indelicato – ex detenuto.

“Nei primi giorni era così tanto il mal di pancia dopo aver mangiato, che iniziai a nutrirmi solo di pane e frutta, ma poi dovetti soccombere e vincere la nausea. In seguito apprendemmo che nel nostro cibo ci mettevano ogni tipo di schifezza: detersivi, cibi scaduti, urina e altro”. Pasquale de Feo – detenuto.

Credo che leggendo queste righe proviate anche voi lo sdegno e un dolore particolare che prende allo stomaco. Vero, sono persone che hanno sbagliato, ma sopra questo c’è che sono esseri umani. Credo che solo chi ha un’anima nera possa gioire ed essere felice che delle persone abbiano subito tali torture.

© Miriam Ballerini

Nata a Como il 28 ottobre 1970, è scrittrice, ambasciatrice dal 2010 dell’Università della pace della Svizzera italiana e presidente della Universum Como dal 2010 al 2011.

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Mostra di Roberta Agostini a Forte dei Marmi (LU)


“Museo Ugo Guidi”

 “Amici del Museo Ugo Guidi - Onlus”

 

in collaborazione con

Maria Rosaria Lenzi Private Banker – Banca Fideuram

 

presentano la mostra di

Roberta Agostini

 “Creature e Visioni Fantastiche… Esseri dei Sogni”

 

1 – 13 luglio 2015

 

introduzione di Marta Accallai e Piero Garibaldi

 

INAUGURAZIONE venerdì 3 LUGLIO 2015 ore 18.00 – FINO AL 13 LUGLIO 2015

 

Il Museo Ugo Guidi e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano la mostra dell’artista casentinese Roberta Agostini dal titolo “Creature e Visioni Fantastiche… Esseri dei Sogni”. L’artista presenterà una serie di disegni in bianco e nero introdotta da Marta Accallai e Piero Garibaldi, entrambi addetti alle pubbliche relazioni del MUG.

La mostra realizzata nel “Museo Ugo Guidi” – MUG – di Forte dei Marmi, via Civitali 33 dal 1 luglio, sarà inaugurata venerdì 3 luglio 2015 alle ore 18:00  al Museo alla presenza dell’artista con cocktail offerto dallo sponsor della mostra Maria Rosaria Lenzi Private Banker – Banca Fideuram, ad ingresso libero.

L’esposizione sarà visitabile fino al 13 luglio 2015 al Museo Ugo Guidi con orario 18-20, lunedì chiuso, o su appuntamento: 348020538,  museougoguidi@gmail.com.

 

“ E’ bene sapere che dal momento in cui l’anima decide di porre Dio al primo posto e di mettersi al suo

servizio, viene da lui allevata nello spirito, nutrita teneramente al pari di un neonato, allattata, vezzeggiata

come da madre amorosa, riscaldata al tepore del suo seno. (…) Dopo aver rigenerato l’anima con nuovo

fervore, la grazia di Dio opera su di essa come madre amorosa, facendole trovare, senza sforzo alcuno, il

dolce e saporito latte dello spirito in tutte le cose divine, e nelle pratiche spirituali. In un certo senso, Dio le

offre il seno amoroso come fa la mamma col suo piccino.”

Da “Notte oscura” di Giovanni Della Croce

 

 

Dove: Museo Ugo Guidi – MUG  via Civitali 33 – Forte dei Marmi

Quando: 1 – 13 luglio 2015

Inaugurazione: 3 luglio ore 18:00

Orario: 18 -20, lunedì chiuso, o su prenotazione museougoguidi@gmail.com  –  Ingresso libero.

 

I volumi editi dal Museo Ugo Guidi come “Edizioni Museo Ugo Guidi” sono reperibili al Museo o su  www.libreriauniversitaria.it di Casalini Libri distributore.

 

Il MUG ha il sostegno della Fondazione Vittorio Veneto Forte dei Marmi, di Maria Rosaria Lenzi – Private Banker – Banca Fideuram, e la partecipazione della Fondazione Alimondo Ciampi onlus, del Parco delle Apuane, di Italia Nostra sez. Massa-Montignoso, del Piccolo Teatro della Versilia, della Fondazione Peccioliper,  dell’azienda Favret Mosaici Artistici www.favretmosaici.com, Logos Hotel di Forte dei Marmi.

Con l’adesione del Comune di Forte dei Marmi, dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Toscana ‘900 – Musei e Percorsi d’Arte, Piccoli Grandi Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di  Lucca, Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, APT Versilia, Fondazione R. Del Bianco.

Memoria fotografica della mostra a cura di Antonio Raffaelli, presidente Ass. Versiliese Audiovisivi Didattici.

Partner: Villa Finaly Firenze Chancellerie des Universités de Paris – La Sorbonne, Città Infinite, Historia vbc, MIIT Museo Internazionale Italia Arte Torino,  Associazione Internazionale ArtePozzo, Club Unesco “Carrara dei Marmi”, Polo Istruzione Professionale “E.Barsanti” Massa e Carrara, Liceo Artistico “S.Stagi” Pietrasanta, Comitato Archivio Artistico Documentario GierutAcomus International, Galatea Versilia e La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi con lo “ Spazio Museo Ugo Guidi / MUG Space”.

Media Partner: QN LA NAZIONE, Rivista Forte 100, Italia Italy, Arte in Toscana, BestVersilia.com, Life Beyond Tourism, Inpuntadipennablog.it, Culturadelmarmo.it, Acculturarsi.blogspot.it, Agendaeventi.com, La Parentesi della Scrittura, Reality Magazine.

Come raggiungere il museo: Uscita Autostrada Versilia, direzione Forte dei Marmi, seguire i cartelli rettangolari marroni che indicano il museo. Sul viale a mare di Forte dei Marmi venendo da Viareggio: superato il pontile del Forte oltrepassare tre semafori, poi il cartello a destra indica il museo; da Massa: entrati in Forte dei Marmi dopo il primo semaforo la prima strada sulla sinistra è Via Civitali. Col GPS:    LAT:43.972477 N – LON:10.154887 E

PR Piero Garibaldi: Pubbliche Relazioni del MUG  - Tel: 349.0908365

Marta Accallai – PR per Prato e provincia accallai.marta@gmail.com

Elena Cencetti – PR per Firenze e provincia – elena.cencetti@outlook.it

 

Info: museougoguidi@gmail.com / 0585 348510 / 3483020538 www.ugoguidi.it

 

Facebook: Vittorio Guidi – Twitter:  @MUSEOUGOGUIDI

 

 

Nella foto, “Nutrimento celeste”

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“dirittiStorti – Il diritto alla speranza”: incontro a Milano


logo del Festival letteratura Milano11 giugno: dirittiStorti I diritti inalienabili dell’individuo

I diritti inalienabili dell’individuo
Incontri, musica, testimonianze. In collaborazione con Amnesty International.

11 GIUGNO, ore 19.30 (Circolo dei Talenti)  Biblioteca Chiesa Rossa  Via San Domenico Savio, 3 MILANO
Il diritto alla speranza (voci dal buio, quando il fine pena è mai)

Tre diverse declinazioni del racconto di in una stessa condizione: quella degli ergastolani ostativi, condannati senza alcuna speranza di “redenzione”

Undici ore d’amore di un uomo ombra, atto unico tratto dall’omonimo testo di Carmelo Musumeci (Gabrielli ed.).

Dialogo fra un ergastolano e l’assassino dei sogni, tratto da L’Assassino dei sogni, lettere tra un filosofo e un ergastolano, di Carmelo Musumeci e Giuseppe Ferraro  (Ed. Stampa Alternativa).

Vi racconto la mia storia, letture da “Totu sa beridadi – Tutta la verità, storia di un sequestro”, autobiografia di Mario Trudu (Ed. Stampa Alternativa).

A cura della Compagnia Teatrale Karakorum.

Interventi di Nadia Bizzotto (del servizio Carcere della Comunità Papa Giovanni XIII)
Francesca de Carolis, giornalista, curatrice, per Stampa Alternativa dell’epistolario Ferraro -Musumeci e dell’autobiografia di Mario Trudu.

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“Fuga dall’Assassino dei sogni”, romanzo di A. Cosco e C. Musumeci


Fuga dall’Assassino dei sogni

di

Alfredo Cosco

Carmelo Musumeci

 

copertina del romanzo Fuga dall'Assassino dei sogni di Cosco e Musumeci(…) la prigione è una epidemia che, pure colpendo i più deboli, ammicca a tutti gli altri, che sanno provvisoria la loro immunità.

L’ergastolo infine è l’ultima bestemmia della negazione, la peggiore profezia a carico della persona umana: la sua impossibilità di espiare.

La pena dell’ergastolo non è penitenza ma rifiuto.

Leggo chi ha avuto la forza di narrare dal fondo di questa discarica.

E questo è un libro, perché a questo serve: mettere al centro una vita e dare al lettore il posto d’onore davanti.

(Dalla prefazione di Erri de Luca)

 

 

Edizioni erranti

Editoria indipendente – Libero sapere

www.edizionierranti.org

www.edizionierranti.org/site/?p=1179

www.carmelomusumeci.com

email zannablumusumeci@libero.it

 

Paolo è un ex poliziotto. Mirko è un detenuto, da molti anni in carcere. I due si conobbero durante una retata, quando Mirko inaspettatamente salvò la vita di Paolo, ancora poliziotto, circostanza, questa, che favorirà la nascita di una singolare amicizia.
In seguito Paolo tenterà di aiutare Mirko ad evadere dal carcere e da qui inizierà un percorso che porterà all’emersione di una pagine cupa della storia italiana, la stagione delle carceri speciali, nei primi anni ’90, nelle isole di Pianosa e dell’Asinara.
Su questo sfondo, si intravede, nelle intime fibre del libro, un’altra storia. Pianosa e l’Asinara diventano metafora di violenze e menzogne più ampie e più profonde, mentre Mirko e Paolo giocano la loro partita in una battaglia interiore che diventa tensione morale verso la verità e la libertà.

 

Prenotalo in libreria

oppure richiedilo scrivendo a:

zannablumusumeci@libero.it

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“Quando il cuore chiede di essere sprigionato”: incontro a Brescia


LA CASA DI RECLUSIONE DI BRESCIA VERZIANO

in collaborazione con

VOLCA

e Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti di Brescia

presenta

“QUANDO IL CUORE CHIEDE DI ESSERE SPRIGIONATO”

riflessioni sul tema carcere e affettività

6 maggio 2015, ore 14,30 – 18,30

presso la palestra del carcere di Verziano

Saluti da parte dell’Autorità Penitenziaria

Interverranno:

Nadia Bizzotto

Servizio Carcere della Comunità Papa Giovanni  XXIII,  condivide il progetto “Oltre le sbarre” in vari carceri d’Italia.

Luciano Eusebi

professore ordinario Diritto penale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Agnese Moro

figlia dello statista Aldo Moro, fa parte del comitato scientifico della Rete per non dimenticare

Carlo Alberto Romano

criminologo e Presidente dell’Associazione Carcere e Territorio

copertina del libro L'assassino dei sogni Con la partecipazione di Manlio Milani

 presidente dell’Associazione Casa della Memoria

All’incontro verranno presentate testimonianze di  persone ristrette

 

Verrà presentato il libro di Carmelo Musumeci e Giuseppe Ferraro

L’assassino dei SogniLettere tra un filosofo e un ergastolano

 

                                     

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Gli arazzi medicei al Quirinale


Riceviamo e pubblichiamo:

un arazzo mediceo raffigurante GiuseppeIl Quirinale è stato aperto per le visite dei cittadini alla mostra di venti arazzi esposti nel Salone dei Corazzieri. Si tratta della famosa serie “Il Principe dei Sogni, Giuseppe negli arazzi medicei del Pontormo e di Bronzino”.

L’arte della manifattura degli arazzi fu introdotta in Italia da Cosimo I de’ Medici che importò dall’Olanda tecnici esperti e macchine tessili. Realizzarono capolavori come la famosa serie della Storia di Giuseppe, narrata nella Genesi (Firenze 1545-1553).

Cosimo de’ Medici commissionò gli arazzi con la Storia di Giuseppe per decorare la Sala dei Duecento a  Palazzo Vecchio in Firenze celebrando il raggiunto potere politico della famiglia.  I cartoni preparatori furono commissionati ai maggiori artisti del tempo, il Pontormo, il Bronzino e Francesco Salviati. Furono tessuti dai maestri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher. Si tratta di venti arazzi, detti all’epoca panni. Dieci di questi rimasero in Palazzo Vecchio a Firenze, altri dieci, invece, per volere dei Savoia dal 1886 furono trasferiti al Quirinale.

Cosimo de’ Medici prediligeva la figura di Giuseppe, figlio di Giacobbe, ed in lui in qualche modo si identificava. Come è noto dalla narrazione della Bibbia, Giuseppe, figlio prediletto ed amatissimo da Giacobbe, riuscì, nonostante le avversità ed il tradimento dei fratelli, a perseguire posizioni di prestigioso potere politico come consigliere ed interprete dei sogni del Faraone d’Egitto, grazie alle sue alte doti intellettuali ed all’abilità di parlatore. Mise in salvo la popolazione dalla carestia e diede intelligente e lungimirante prova di clemenza perdonando i fratelli che lo avevano tradito.

Questi arazzi sono una della più alte testimonianze dell’arte e dell’artigianato rinascimentale. Stupefacente l’intreccio e la complessità della illustrazione della storia narrata, che si può cogliere con una necessaria informazione preliminare, osservando attentamente la organizzazione del disegno, la rappresentazione dei personaggi e degli ambienti, i tanti particolari, anche piccolissimi, che li arricchiscono, ed il sapiente uso del colore. Es. Giuseppe è rappresentato con i capelli biondi, il viso ovale regolare ed espressivo e con una veste rossa, le cui tonalitàvariano a seconda delle luci. Ricchissima la gamma dei colori, tante sfumature di beige, celeste, azzurro e verde.

Straordinaria maestria di chi li ha pensati e realizzati allora, ed oggi restaurati. In una trasmissione in televisione ho sentito dire che ci vuole una giornata di lavoro per fare un centimetro quadrato di arazzo. Gli arazzi sono stati restaurati in tempi recenti, all’Opificio delle Pietre Dure in Firenze, ed al Centro Operativo per la Manutenzione ed il Restauro degli Arazzi fondato nel Quirinale nel 1995, che ha li ha recuperati in laboratori attrezzati e con personale specializzato. Per la prima volta sono stati esposti  tutti e venti insieme al Quirinale, poi saranno trasferiti all’EXPO di Milano.

Emanuela Medoro

L’Aquila 12 Aprile 2015

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Il primo permesso premio dopo 24 anni da uomo ombra


Riceviamo e pubblichiamo:

 

copertina del libro Undici Ore d'amore di Carmelo MusumeciLo scorso 14 marzo Carmelo Musumeci, finora ergastolano ostativo ai benefici penitenziari, è uscito per la prima volta, per nove ore, in permesso premio, dopo 24 anni di detenzione.

In carcere ininterrottamente dal 1991, non aveva mai usufruito di nessun beneficio e gli era stato concesso solamente un permesso di necessità di undici ore, nel maggio 2011, per laurearsi in Giurisprudenza a Perugia. Di questo giorno ne aveva descritto ogni fatto ed emozione in un libro: “Undici ore d’amore di un uomo ombra” , di Carmelo Musumeci, con la prefazione di Barbara Alberti- Gabrielli Editori.

Avendo di recente il Tribunale di Sorveglianza accertarto la sua impossibilità ad un’utile collaborazione con la giustizia, dopo decenni da “uomo ombra“, egli ha potuto per la prima volta usufruire invece di un permesso premio. Ne ha scritto un racconto, in sette parti, di cui oggi vi proponiamo la prima, l’introduzione.

 

Il primo permesso premio dopo 24 anni da uomo ombra

 

Oggi non avevo voglia di vedere e di parlare con nessuno, ma non sono riuscito a rimanere solo con la mia solitudine.  (Diario di un ergastolano www.carmelomusumeci.com)

 

Prima parte

Che fareste se dopo vent’anni di carcere aveste solo undici ore per rivedere quelli che amate? Di queste undici ore Carmelo ci racconta, con un ritmo che toglie il respiro, nel moto ondoso delle parole. Ma ci racconta anche della notte prima, lui che nella sua branda gioca di continuo con la morte, la invoca fulminea perché lo salvi dalla sua condanna a morte a rallentatore di Uomo Ombra. Stanotte no, stanotte ha paura di morire prima delle sue undici ore da uomo libero, morire come Mosè un istante prima di toccare la terra promessa, hai visto mai un dispetto di Dio. Ma vive. È mattina. I cancelli che dovrà passare sono undici, come le ore eterne e sfuggenti che ha davanti, un film serrato che concentra ogni passione, ma senza lieto fine. Alle 22.00 varcherà a ritroso l’undicesimo cancello, e sarà di nuovo solo. “Io e l’Assassino dei Sogni”.

(Prefazione di Barbara Alberti a “Undici ore d’amore di un uomo ombra” C. Musumeci, Gabrielli Editori)

 

Da fuori l’Assassino dei Sogni fa ancora più paura. Sembra ancora più brutto. Ad un tratto il suo cancello enorme si apre. Sembra la bocca di un mostro. Il suo rumore metallico rimbomba nelle mie orecchie. Quella è la sua voce. Ancora un passo e sarà tutto finito. Sarò di nuovo un uomo ombra. Un’ombra fra tante. Faccio quel passo. Provo la sensazione di non esistere più. E mi faccio divorare dall’Assassino dei Sogni, lasciando alle mie spalle la libertà, l’amore e la felicità.

(Carmelo Musumeci “Undici ore d’amore di un uomo ombra” Gabrielli Editori)

 

Quattro anni dopo “Undici ore d’amore di un uomo Ombra”

Sono passati quattro lunghi anni dalle uniche undici ore che ho trascorso, in ventiquattro anni di carcere, nel mondo dei vivi.

E ricordo che mi erano stati concessi con un permesso di necessità per andarmi a laureare da uomo libero.

Dopo non sono più riuscito ad uscire perché con l’ergastolo ostativo non puoi usufruire di nessun permesso premio e di nessun beneficio penitenziario se non collabori con la giustizia.

E allora non ho potuto fare altro che darmi da fare per fare conoscere che in Italia, Patria del Diritto Romano e della Cristianità, esiste la “Pena di Morte Viva” (così chiamiamo l’ergastolo ostativo, che ti mura vivo senza la compassione di ucciderti).

Nonostante non sia più riuscito ad uscire, non mi sono mai pentito di essermi ripresentato quattro anni fa con le mie gambe davanti all’Assassino dei Sogni (il carcere come lo chiamo io) perché per una volta, una volta sola, ho potuto dimostrare di essere migliore di uno Stato che condanna una persona a essere cattiva e colpevole per sempre.

Adesso, dopo quattro lunghi anni, i ricordi di quelle “Undici ore d’amore” sono diventati sempre più piccoli, perché nella mia mente ho rivissuto quei ricordi tante di quelle volte che li ho consumati.

E purtroppo per un uomo ombra vivere è come bruciarsi senza calore.

(Continua)

Carmelo Musumeci

www.carmelomusumeci.com

 

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“I sogni nel vagone – sui binari di Rodari”: lo spettacolo a Roma


Le Mille e un Granello

presenta

 

“I sogni nel vagone – sui binari di Rodari”

Spettacolo di Sand Art e Burattini

 

Con Irene Tarzia, Valerio Mammolotti e Simona Gandòla

 

29 novembre 2014
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 – Roma

 
locandina dello spettacolo I sogni nel vagone-sui binari di RodariIn scena al Teatro Studio Uno sabato 29 novembre 2014I sogni nel vagone – Sui binari di Rodari“, uno spettacolo dedicato a bambini e alle loro famiglie proposto dalla compagnia “Le Mille e un granello”, con la sand artist di Raiyoyo.
Due attori – Irene Tarzia e Valerio Mammolotti - e due simpatici burattini accompagneranno i piccoli spettatori in un viaggio su di un treno magico: alla ricerca di una spensieratezza ormai persa nel caotico mondo degli adulti, due “folletti” insegneranno a piccoli e grandi spettatori che il tempo non si perde, siamo noi che ci perdiamo per star dietro al tempo e a tutti gli impegni con cui lo riempiamo.

A questo scopo il viaggio sarà accompagnato dalla suggestiva performance di Simona Gandòla, sand artist di Raiyoyo, che realizzerà disegni in continua evoluzione per accompagnare i racconti di G. Rodari quali “Il pozzo di Cascina Piana” e “La strada che non andava in nessun posto”: le storie verranno illustrate sulla sabbia e proiettate in tempo reale su di uno schermo.

 

“Proponendo questo spettacolo ai bambini desideriamo opporci a quella cultura televisiva e a quel format di giocattolo odierno che li invita ad assumere un ruolo passivo nei confronti della realtà, perché ci sembra che la strada verso un pericoloso isolamento e un’estrema incapacità di comunicare sia stata ormai intrapresa. Il teatro è uno strumento privilegiato per riportare gli individui su un piano di relazione con gli altri e col mondo che li circonda: lo fa ponendosi come interlocutore vivo e presente, lo fa in quanto stimola l’interesse verso tutto ciò che esiste, dialoga con le altre arti, invita a riflettere, a sentire, ad osare e confrontarsi. Per dirla con Juan Mayorga:
“Il teatro è l’arte dell’immaginazione dello spettatore”. Se questa magia è già propria del teatro con attori in carne e ossa, pensiamo che la sua collaborazione con il teatro di figura (i burattini) e la sand art (disegno su sabbia) non possa che amplificare la ricettività dei bambini ed il loro coinvolgimento e divertimento”
.

 

 “I sogni nel vagone – sui binari di Rodari” 29 novembre 2014

al Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca,(Torpignattara)

Ingr. 5 euro. Sabato ore 17.00

info e prenotazioni: 3494356219- 3283546847

 

www.teatrostudiouno.cominfo.teatrostudiouno@gmail.com

Ufficio Stampa: Eleonora Turco

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