Posted on 05 agosto 2012.
Posted in RaccontonwebInserire la propria password per visualizzare i commenti
Posted on 17 luglio 2012.
Riceviamo e pubblichiamo:
L’amore è l’unica forza capace di trasformare un nemico in amico (Martin Luther King)
Se fuori è già difficile essere un buon padre, dentro l’Assassino dei Sogni (come chiamo io il carcere) è quasi impossibile.
Salvatore è un uomo ombra, un ergastolano ostativo, un cattivo e colpevole per sempre, che non potrà mai usufruire di nessun beneficio se in cella al suo posto non metterà qualche altro.
Salvatore l’hanno arrestato giovanissimo ed ha lasciato un figlio che aveva appena due anni.
Salvatore è sempre stato un ragazzo solare, sorridente e di compagnia, ma da un po’ di tempo è cambiato: s’è ammalato d’amore.
È diventato taciturno, malinconico e si è chiuso in se stesso da quando ha ricevuto questa lettera dal figlio, ormai ventenne:
Ciao caro papà, ho ricevuto la tua lettera oggi, io sto bene, diciamo! Non ti ho scritto perché non ho avuto la possibilità, visto e considerato che sono in cerca di lavoro da un po’ di tempo. Se non fosse per la mamma che lavora e mi da qualcosa di soldi, sarei del tutto fallito. Tutt’oggi faccio dei colloqui sempre riguardo il lavoro, con la speranza che qualcuno mi chiami da qualche parte, mi faccio sempre forza e penso sempre in positivo, nonostante che sia un bruttissimo periodo per noi giovani, forse tu non hai idea e non immagini quello che sta accadendo fuori.
Caro papà, tu mi scrivi sempre che sono il tuo amore e qualsiasi cosa io ho bisogno posso contare su di te… a volte io penso che questa sia una stronzata perché tu sai benissimo quali sono i miei problemi: mi manchi tu, ma tu non ci sei e non tornerai mai a casa. E poi come fai a dirmi che mi conosci bene? Manchi da 20 anni e non riesci a capire e non ti vuole entrare in quella testolina che io non sono più un bambino… Io capisco che le cose non dipendono da te, ma io sono arrabbiato lo stesso che non puoi venire a casa. Però non ti preoccupare, io continuerò a scriverti perché sei sempre mio padre, colui che mi ha messo al mondo, però rifletti bene papà, il passato è passato, ma guarda il presente e come sarà il futuro per noi due?
Ciao caro papà, ti voglio un mondo di bene. Un bacio.
Tuo figlio Giuseppe.
Che altro dire?
Per un uomo ombra amare qualcuno là fuori può diventare una terribile malattia perché non hai nessuna medicina per curarti.
E Salvatore sta morendo d’amore perché sa che non potrà mai abbracciare suo figlio da uomo e padre libero perché è stato condannato alla pena di morte in vita.
Carmelo Musumeci
Salvatore Pulvirenti
Carcere Spoleto, Luglio 2012
Posted in Dico la miaComments (0)
Posted on 08 aprile 2012.
Credo che la pena dovrebbe essere amore e non pena (Un uomo Ombra).
Gesù, sono ancora io, il Senza Dio, quello dell’altra volta, scusa se ti rompo le palle anche per la Pasqua di quest’anno, ma non so con chi parlare.
E a volte bisogna provare a fare qualcosa, qualsiasi cosa, anche quello di parlare con un Dio che non credi che esista.
Gesù, con la pena dell’ergastolo ostativo questa società dimostra di essere peggiore del criminale che condanna e sotto un certo punto di vista lo giustifica del male che ha fatto, perché come si può pretendere di migliorare una persona che sa che non uscirà più dal carcere?
Gesù, a forza di dire che gli ergastolani ostativi sono uomini ombra, oggi per tutto il giorno mi sono sentito un’ombra in una cella ed ho pensato che l’infelicità è l’unica cosa che mi è rimasta.
Gesù, devi sapere che il nostro è il mondo più triste e noioso dell’universo perché questa non è vita vera, ci assomiglia, ma non lo è, perché vivi senza esistere e pensi che tutto quello che un uomo ombra fa non sia reale.
Gesù, lo sai anche tu, il bene e il male convivono nell’uomo, sta alla società tirare fuori uno o l’altro, per questo molti criminali si sentono più buoni delle persone perbene.
Gesù, diventare “buoni” è bello, ma fa male, e non ti nascondo che ero più felice quando ero “cattivo”.
Gesù, non è giusto farci sopravvivere senza ammazzarci, non è questa la maniera di fare giustizia e, se i buoni sono così cattivi che preferiscono tenerci in vita murati vivi, pensaci tu a farci morire.
Gesù, se ho sbagliato perché mi hanno messo in carcere in un posto dove gli altri sbagliano più di me?
Gesù, sorrido spesso all’Assassino dei Sogni, il carcere come lo chiamo io, per farlo arrabbiare, ma soprattutto per nascondere le mie lacrime e per convincerlo a lasciare un po’ di sogni al mio cuore.
Gesù, qui all’inferno le giornate passano veloci, ma le notti non trascorrono mai e adesso ti lascio perché tu devi resuscitare mentre io sono condannato a continuare a morire rimanendo vivo.
Gesù, il mio cuore ti abbraccia, anche se non te lo meriti per avere creato degli uomini così “buoni” che ci uccidono senza avere la compassione di ammazzarci.
Gesù, ci sentiamo la prossima Pasqua, io non so dove tu sarai fra un anno, spero che non sarai più in croce, ma io invece ti assicuro che sarò dove sono adesso.
Sarò sempre qui, in questa cella, per il resto dei miei giorni, la cella numero 154.
Carmelo Musumeci
Carcere di Spoleto, aprile 2012
Posted in Dico la miaComments (0)
Posted on 25 febbraio 2012.
Cari amici, oggi ritroviamo in questo Angolo un’artista giovane e talentuosa che già ci aveva deliziato con la sua Prendi l’aria buona di un mattino di città.
Stiamo parlando di Antonella d’Ambrosio, che stavolta ha voluto condividere con noi una bella poesia d’amore dal titolo Beside me.
Beside me
Tutta una notte
a temere che il battito
irregolare del cuore
ti guastasse il sonno;
una notte intera
- dico tutta -
a pregare che i sogni
arrivassero
a cullare un po’ anche me,
anche me,
anche i sogni,
anche per tutta la notte.
…amarti mi fa
l’anima leggera.
Anche solo tacendo,
anche solo coi sogni,
anche tutta la notte.
Posted in L'angolo della PoesiaComments (0)
Posted on 06 dicembre 2011.
di Giusy Chiello
“Da lunedì entrerà di nuovo in vigore la lira. Tutto ciò che costa 1 euro costerà 1.000 lire e gli stipendi di 1.000 euro saranno trasformati in compensi da 1.000.000 di lire”.
Questo è ciò che è emerso nei giorni scorsi durante una discussione di un gruppo di cittadini della provincia di Palermo.
Non so da dove questa notizia sia arrivata a loro ma è sicuramente vero che la gente riesce a costruire verità che non esistono in men che non si dica.
Ho voluto parlare di questo aneddoto perché quando me lo hanno raccontato mi sono fatta una grassa risata e mi sono resa conto che il popolo italiano anche se sembra che si stia svegliando crede ancora che l’asino vola.
Tanta gente crede che il nuovo Governo salverà l’Italia, tanti altri credono invece che Monti non riuscirà a risolvere granché, chi addirittura rimpiange Berlusconi.
Mi chiedo però a questo punto se i cittadini conoscono davvero la situazione italiana, europea e mondiale. Forse solo gli economisti sanno cosa sta accadendo e cosa accadrà a questo paese che a bocca aperta aspetta da un momento all’altro una ripresa, un ritorno dello sviluppo economico.
Gli occhi chiusi degli italiani sono forse dovuti a quelle false speranze che gli sono state date nel corso di questi ultimi anni, che invece di fargli rendere conto che ci troviamo in una vera e propria situazione di catastrofe li hanno fatti inabissare in un mondo fantastico. Immaginano di poter vivere di nuovo in modo dignitoso grazie a un Monti di turno, come accadeva con Berlusconi e Prodi al momento delle loro elezioni, sognano di poter fare una vacanza ogni tanto, di poter comprare qualche regalino di Natale in più e perché no acquistandolo con la cara vecchia lira.
La speranza che tutto ciò avvenga è alquanto improbabile ma che ci costa sognare?, ormai è diventato l’unico appiglio al quale poterci aggrappare.
Piedi per terra o sogni che non si realizzano?
Cosa merita il popolo italiano? Verità, giustizia o sogni irrealizzabili?
Voi che ne dite?
Posted in Dico la miaComments (0)
Posted on 01 ottobre 2011.
È un appuntamento speciale quello di oggi con la nostra rubrica di poesia. Abbiamo, infatti, un ospite d’onore: Beppe Roncari, firma molto nota tra i “webnauti” per il suo originale e attivissimo blog Neverland – Sogni, Giochi, Realtà, ospitato sul giornale online Linkiesta.it.
Per chi ancora non lo conoscesse o lo conoscesse poco, ecco qualche informazione biografica: nato nel 1978 a Milano, il suo grande amore è da sempre la letteratura in tutte le sue forme, dal fumetto alla poesia. Da bambino era solito inventare storie fantastiche nei boschi mentre era da solo in cerca di funghi. Studi classici in seminario, poi abbandonato per le Lettere (“non per l’amore di una donna”, precisa). Si dedica in particolar modo alla lingua inglese, “per la sua affinità elettiva con Tolkien”, e oggi è redattore di libri di testo di lingua straniera presso Mondadori Education. Gli altri suoi amori sono il cinema, l’arte, l’enigmistica e ogni forma di gioco, “convinto com’è che i buoni giochi possono contribuire a cambiare il mondo, o almeno a renderlo un posto migliore”.
Ora vi lasciamo alla lettura di questa sua poesia d’amore:
-
Roberta
Senza tenerti stretta a me
ancora ti posso abbracciare?
Senza venirti a cercare per me
ancora ti posso amare?
-
Il perché di questo amore
proprio adesso io non so.
Ma so che posso sempre sperare
anche se non ti avrò.
-
Roberta.
Roberta!
-
Io mi ricordo il tuo sorriso,
non lo potrei scordare.
Brillava allora il paradiso
anche se non lo davo a vedere.
-
E scusa le mie attenzioni
eccessive o pretenziose.
È stata inesperienza o baldanza
o forse solo amore?
-
Roberta.
Roberta!
-
-
Vi ricordiamo che potete inviarci i vostri versi a ilmiogiornale@infinito.it, in un file rtf, doc o pdf, contenente anche una vostra breve biografia ed eventualmente accompagnato da una vostra foto.
Posted in L'angolo della PoesiaComments (3)
Posted on 25 settembre 2011.
Anche oggi diamo spazio ad un racconto di un membro della redazione: Marcella Onnis.
È in arrivo, però, una sorpresa per voi amanti dei “racconti web”: non vi anticipiamo nulla, ma siamo sicuri che gradirete. Nel frattempo, continuate a mandarci i vostri scritti! Trovate tutte le informazioni utili nel regolamento di Raccontonweb.
Odore di pioggia
L’odore di pioggia le era sempre piaciuto: quella sensazione di fresco, di leggermente umido, la faceva stare bene. La cosa più bella per lei era sentirlo la mattina, appena alzata, mentre apriva le finestre per fare entrare la luce e l’aria “buona”. Perché voleva dire che quella nuova giornata sarebbe cominciata bene: tutto comincia bene dopo una bella ripulita. Era stato così per circa quarant’anni, fino a quei dannati giorni di tre anni prima, quando il cielo aveva riversato la sua furia sul paese ed il fiume, straripando, si era portato via la sua casa. E i suoi ricordi. E i suoi sogni per il futuro. Da allora no, l’odore di pioggia non le era più amico. Da allora no, l’odore di pioggia per lei non sapeva più di buono e non era più di buon auspicio.
L’odore di pioggia non l’aveva mai sopportato: le faceva pensare alla terra bagnata, che è quasi fango e si attacca alle scarpe, o ai panni umidi, che non si potevano stendere fuori ad asciugare o che – peggio – erano rimasti stesi a farsi inzuppare dall’acqua sporca caduta dal cielo. La cosa peggiore era sentire quell’odore aprendo la finestra la mattina, in quelle giornate in cui contava di andare in campagna. Era stato così per circa trent’anni, fino a quel dannato giorno di quattro anni prima, quando un incendio scoppiato per mano nemica e aiutato da un vento a quel vigliacco fine propizio si era portato via decine e decine di ulivi con quel che vi stava accanto: la sua casa. E i suoi ricordi. E i suoi sogni per il futuro. Da allora sì, l’odore di pioggia le era diventato amico. Da allora sì, l’odore di pioggia per lei sapeva di buono. Perché quell’acqua caduta del cielo si portava via un po’ del suo dolore.
-
Foto di Michele Porcu
Posted in RaccontonwebComments (8)
Posted on 07 settembre 2011.
Circa una settimana fa vi avevamo parlato del nuovo concorso “Ink dreams – Sogni d’inchiostro”, bandito dal portale letterario L’isola della poesia.
Oggi ritorniamo sull’argomento per comunicarvi, come promesso, la data ufficiale di avvio della selezione: il prossimo 15 settembre.
Le poesie dovranno essere postate come commenti al video di lancio del concorso o inviate come video di risposta entro il 15 ottobre 2011.
Ancora una volta, vi raccomandiamo di leggere attentamente il regolamento completo prima di partecipare all’iniziativa: lo trovate su Youtube, nella descrizione del video-spot.
In attesa che “Ink dreams” apra i battenti, oltre a documentarvi sul suo funzionamento e sui premi in palio, potete anche iscrivervi al canale Youtube del portale (requisito necessario per partecipare alla selezione) e commentare il relativo filmato.
La redazione
Posted in L'angolo della PoesiaComments (1)
Commenti recenti