Lettere aperte dei detenuti dell’Alta Sicurezza del carcere di Parma

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Dal carcere di Parma arrivano queste due “lettere aperte”. Le firmano detenuti in regime di Alta Sicurezza.

A Parma è previsto 1’arrivo di altri detenuti dalle sezioni di Alta Sicurezza di altre carceri d’Italia dove si stanno chiudeno le sezioni AS1. Cos’è che non va? Leggete.

 

sbarreDei firmatari della lettera ho conosciuto un giorno Domenico Morelli, arrivato a Parma il 4 giugno da Padova.

E’ andato a dividere con un compagno una piccola cella, lui che, in carcere da decenni, è sempre stato solo. Domenico a Padova studiava,studiava e dipingeva. Tempo fa nella città veneta fu allestita anche una bella mostra con i suoi quadri. Ora le sue giornate sono il nulla. Provate a immaginare il trauma. Difficile capire il perchè di questo spostamento che non può essere sentito che come uno sberleffo agli sforzi fatti fino ad oggi.

Parma, una delle condizioni carcerarie comunque più difficili. 7 educatori per circa 600 detenuti.

Attività praticamente nulle, come potete leggere… che ora vengono sospese per tre mesi, per via delle ferie del periodo estivo. Riuscite a immaginare? Nulla di nulla per giorni interi.

La domanda è sempre la stessa. Ma che senso ha tutto questo? Se non che 1’istituzione si dichiara una volta per tutte indifferente alla vita delle persone, contraddice e viola il principio della rieducazione come fine della pena, azzerando gli sforzi di chi, all’interno della stessa istituzione, quel principio cerca di attuare. Eppure è la stessa istituzione che ha annunciato e sta preparando gli Stati Generali dell’Esecuzione Penale e speriamo prenda atto della situazione reale e non sia solo profusione di parole.

(Francesca De Carolis)

 

Prima lettera dei detenuti dell’AS1 del carcere di Parma [file .pdf]

Seconda lettera dei detenuti dell’AS1 del carcere di Parma [file .pdf]

 

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