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Le nuove sfide per AITF e Prometeo

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marco borgognodi Marcella Onnis

Domenica 2 aprile 2017 si è svolto a Cagliari il convegno “Sardegna, Isola dei trapianti”, organizzato dalla Prometeo AITF Onlus, nel quale è stato dedicato uno spazio anche alla realtà associativa. In particolare, tra i relatori è stato inserito il dr. Marco Borgogno, presidente dell’AITF, associazione di cui la Prometeo è delegazione regionale. Questi ha esordito ringraziando ancora una volta i donatori poi, prima di spiegare in quale direzione sta andando la sua associazione, ha voluto ricordare da dove questa arriva e grazie a chi: l’AITF è nata quasi 30 anni fa, precisamente nel 1988, per volontà del prof. Mauro Salizzoni (che, con la sua équipe, a Torino ha già realizzato 2.970 trapianti di fegato) e di due trapiantati di fegato, Carlo Maffeo (predecessore di Borgogno dagli esordi fino al 2014) e Vittorio Fazio (tuttora socio attivo e padre di Simona Fazio, segretaria dell’AITF nazionale). Dopo l’allargamento della platea di assistiti e rappresentati a tutti i trapiantati, a prescindere dall’organo, per il Presidente la strada da seguire è rafforzare quella sinergia che si è creata con altre associazioni del settore, non solo di trapiantati ma anche di malati. E, in proposito, Borgogno ha tenuto a fare una precisazione: «Noi non siamo degli ammalati, siamo dei guariti!». Un’esortazione, dunque, a vivere in pienezza la nuova vita, ma anche a essere ambiziosi: «Cerchiamo di battere i record che ci dicono le statistiche!».

francesco abate, pino argiolas e laura mameliTra gli interventi dei padroni di casa rientra anche quello del socio della Prometeo Francesco Abate, invitato a parlare dal presidente Giuseppe Argiolas. «Io sono il numero 105» ha dichiarato il giornalista e scrittore, riferendosi al fatto di essere il 105° paziente trapiantato di fegato nel Centro di Cagliari (per i cui operatori, però, scanso equivoci i pazienti non sono affatto solo numeri). Ricollegandosi all’intervento del dr. Ugo Storelli, Coordinatore dei trapianti all’ospedale “G. Brotzu” di Cagliari, Abate ha rimarcato che se lui e tante altre persone oggi sono ancora vive «è grazie a medici che hanno fatto, nel tempo, sempre un passo oltre la linea, rischiando»: «noi siamo frutto di questa visione e di questo coraggio». Una scelta abbastanza coraggiosa, però, l’ha fatta pure lui, ostinandosi a voler pubblicare – contro il parere degli editori, convinti che «questa storia fa paura» – un libro che raccontasse, in forma romanzata, l’esperienza del suo trapianto. Quel libro è “Chiedo scusa”, scritto a quattro mani con Valerio Mastandrea (celato sotto lo pseudonimo di Saverio Mastrofranco), e sono tanti i lettori che, con il loro apprezzamento, hanno fatto vincere ad Abate questa scommessa. Ora, però, ha annunciato l’interessato, di scommessa ne ha fatta un’altra: un film ispirato a “Chiedo scusa”, che possa portare anche al cinema questo tema tanto temuto e riuscire così a sensibilizzare ancora più persone. Regista sarà Francesco Piras, mentre attore protagonista sì, sarà proprio Mastandrea: ottimi presupposti per portare a casa anche questa vittoria. Anche la Regione Sardegna ha voluto scommettere con Abate, assegnando al progetto cinematografico (con la delibera del 29 dicembre 2016 n. 70/2) il primo posto nella graduatoria per l’assegnazione dei contributi 2016 per la produzione di lungometraggi di interesse regionale – opere prime e riconoscendogli un finanziamento di 200mila euro. Sostegno finanziario è arrivato, inoltre, anche da soggetti privati, tra i quali naturalmente anche la Prometeo, convinta che questo film abbia un potenziale di sensibilizzazione enorme e che possa avere almeno le stesse ricadute positive del libro cui s’ispira. Per gli amanti delle anticipazioni, Francesco Abate ha anche annunciato che le riprese avverranno al “Brotzu”. Ma guai a chiamarlo location anziché luogo: «Ogni volta che qualcuno dice “location” un professore di italiano muore» ha ammonito scherzosamente ma non troppo. E in tanti ci siamo subito idealmente messi in ginocchio sui ceci.

Nuovo consiglio direttivo PrometeoLa giornata per la Prometeo non si è chiusa con il convegno, in quanto nel pomeriggio di domenica si è svolta anche l’assemblea ordinaria dei soci, cominciata con la discussione e conseguente approvazione all’unanimità del bilancio consuntivo 2016. Sono poi stati rinnovati gli organismi dirigenti, anche questi con approvazione all’unanimità. Il nuovo Consiglio direttivo (nella foto, con esclusione di Fadda) è composto da 9 trapiantati di fegato (Giuseppe Argiolas, Renata Bacchiddu, Stefano Caredda, Gianni Fadda, Patrizia Lai, Giorgio Pavanetto, Paolo Perra, Luigi Pilloni e Camilla Serafini), una di cuore (Daniela Medda) e uno di rene (Enrico Pitzalis), in linea con il nuovo volto dell’associazione sarda e dell’AITF tutta. Il neoeletto Consiglio ha poi deciso di confermare Presidente dell’associazione Giuseppe Argiolas, scelta informalmente ratificata dall’assemblea con un bell’applauso. Per il Collegio dei sindaci revisori sono stati nominati Antonella Ferru, Anna Palmas e Tonino Piras, con supplenti Mario Fais e Antonello Meloni, mentre per il Collegio dei probiviri, eletto per la prima volta, Mariano Mereu, Silvia Onnis e Sergio Rizzardini.

 

Foto Prometeo AITF Onlus

 

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