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Archivio | Cinema

Piero Chiara maestro di ironia. Perché leggere “La spartizione”

di Marcella Onnis

Per chi ama Andrea Vitali, leggere Piero Chiara è quasi un atto dovuto. Quest’ultimo è, infatti, uno dei suoi “maestri” e a lui è intitolato il premio letterario che a Vitali è stato assegnato nel 1996.

In comune hanno l’ambientazione paesana e lacustre delle loro storie, ma soprattutto quello spirito di osservazione necessario per sollevare – con leggerezza – il velo dell’apparenza e smascherare – senza intenti moralistici – difetti, meschinerie, menzogne e ridicolaggini di cui pullula l’umanità. Ne deriva che i microcosmi da loro ritratti, seppure geograficamente ben definiti (Nord Italia, lago, paese), hanno una “vocazione universale”. Come non ritrovarvi, infatti, le stesse dinamiche di un qualunque paesino del Sud Italia? Quella propensione al pettegolezzo tanto più marcata quanto più riservata è la persona che ne è l’oggetto; quel moralismo di facciata che nasconde vizi e vizietti; quell’intrecciarsi tra ritmi della natura e ritmi degli uomini; quel bizzarro mescolarsi di sacro e profano, di fede e superstizione; quella tendenziale diffidenza con cui chi vivacchia guarda a chi se la passa bene e che va a braccetto con il desiderio di apparentarvisi…

Quale sia l’approccio di Chiara rispetto alle storie narrate ben lo spiega Carlo Bo nell’introduzione all’edizione Mondadori de La spartizione (1964):  «[…] non insegna, non spiega, tutto deve essere limitato a vedere meglio e quindi a capire. […] per Chiara, capire significa mettersi nelle stesse condizioni dei suoi personaggi, accettare i fatti […] lasciando […] alla vita il compito di svolgere la sua lezione di fatale semplicità e di naturalezza.» «Non si sbaglierà, dunque, a mettere l’accento finale sull’intensità dello sguardo, sulla singolarità e infine sul rispetto autentico e libero della vita che salta fuori dalle sue pagine più belle.»

È chiaro, dunque, che quelle de La spartizione sono pagine che, tra una risata e l’altra, offrono parecchi spunti di riflessione. E lo fanno persino su temi abbastanza improbabili quali, ad esempio, “la dignità del brutto”. Significativo in proposito un passaggio ripreso anche nella trasposizione cinematografica Venga a prendere il caffè da noi, diretta nel 1970 da Alberto Lattuada (che, peraltro, vi interpreta anche una piccola parte, quella del dr Raggi): «Tanto il bello quanto il brutto […] sono frutto di un uguale sforzo creativo e sono qualità raggiunte. E non è che sia facile ottenere una cosa veramente brutta: è difficile come ottenerne una bella. La valutazione dei risultati è una pura questione di gusto.»

La trama stessa, del resto, ruota intorno alla bruttezza: tre sorelle tutt’altro che avvenenti (Fortunata, Tarsilla e Camilla Tettamanzi) si contendono le attenzioni di un uomo (Emerenziano Paronzini) che della bruttezza si scoprirà essere amante, al pari del defunto padre delle tre “grazie”. A questa tresca principale si annodano altre vicende amorose e altri episodi che, pur oltrepassandone le rassicuranti mura, hanno sempre in casa Tettamanzi il loro epicentro.

A raccontar queste esilaranti vicende è un narratore disincantato e irriverente, che, però, non lascia il lettore a secco di poesia. Attenti, tuttavia, a non farsi prendere dal romanticismo perché l’incanto dura poco. Emblematico questo passaggio che vede per protagonista il perdigiorno e dongiovanni Paolino: «”Dio ha voluto così” concluse. E guardando il cielo dove le stelle sembravano eccitate dal vento che rumoreggiava tra i faggi, pensò a Dio, tanto per pensare a qualche cosa di astratto, come gli pareva giusto in quell’immensità.
“Ci sarà proprio Dio?” si domandò. “Se c’è” si rispose “tiene mano al Paronzini.»

Accennavamo prima al film che da questo romanzo è stato tratto: nonostante Piero Chiara abbia collaborato alla sceneggiatura (e vi abbia anche recitato nei panni del rag. Pozzi, amico intimo del Paolino), la versione cinematografica non è del tutto fedele all’originale letterario.
Innanzitutto, La spartizione è ambientata in epoca fascista, mentre Venga a prendere il caffè da noi è ambientato in epoca successiva. Uno scostamento che priva la pellicola di alcune perle di sarcasmo con cui Chiara delizia il lettore e che prendono di mira proprio il fascismo. Mancano, inoltre, alcune delle scene più comiche, anche se il film risulta comunque godibile: il segreto per apprezzarlo a pieno è non aspettarsi una riproduzione pedissequa del romanzo.

Se, infatti, la storia e i personaggi perdono qualcosa rispetto alla versione letteraria (Tarsilla qui non è poi così brutta e le sue gambe non così belle; Emerenziano qui è tutt’altro che insignificante), per altro verso nel film acquistano nuove e interessanti caratteristiche. Più di tutti l’Emerenziano che – grazie ad uno straordinario Ugo Tognazzi, esilarante quanto nei panni del Conte Mascetti in Amici miei di Monicelli –  acquista più charme, più nerbo … e più fastidiose abitudini. Degna di nota, però, è anche l’interpretazione che di Camilla Tettamanzi fa Milena Vukotic: sottomessa, ingenua e anche più isterica del personaggio letterario.

Il consiglio è quindi di cominciare con la lettura del libro (avendo la pazienza di attendere che il ritmo acceleri in un crescendo di ridicoli colpi di scena) e poi, dimenticandolo per un attimo, passare alla visione del film.

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Cosenza: il 18 aprile presentazione del film “Una domenica notte”

 

 

Giovedì 18 aprile 2013 ore 20.15

Supercinema Modernissimo

Corso Mazzini, Cosenza

 

 

Presentazione di “Una domenica notte”

film di Giuseppe Marco Albano

 

Incontro con

Giuseppe Marco Albano (Regista)

Antonio Andrisani (Sceneggiatore e attore protagonista)

Paride Leporace (Direttore Lucana Film Commission)

Paolo Mariano Leone e Angelo Viggiano (Camarda Film)

Dario Brunori (Brunori Sas)

 

Arriva finalmente a Cosenza Una Domenica notte, opera prima del giovane regista lucano Giuseppe Marco Albano, che dopo aver vinto il Nastro D’Argento nel 2011 con il cortometraggio “Stand by me”, si cimenta con una pellicola indipendente prodotta da Camarda Film, che prende il titolo da una canzone del noto cantautore cosentino Brunori Sas.

Un felice pastiche grottesco che racconta la storia di Antonio Colucci (interpretato da Antonio Andrisani), aspirante regista di film horror, che dopo il fiasco del primo lungometraggio (le cui traversie produttive relegano il film al solo mercato dell’home video tedesco) abbandona il sogno di fare cinema e mette su famiglia.

Il divorzio, la quotidianità e la mancanza di intraprendenza lo bloccano nella sua cittadina di provincia dove il miraggio della macchina da presa lentamente svanisce.

Giunto ad una età  “di mezzo”, decide, come spesso accade, di fare un resoconto della propria vita. Cerca così, di trovare i fondi per girare una sceneggiatura a budget molto basso, approfittando di una storia incentrata su un solo personaggio e di location unica.

Quello che scoprirà in questa ricerca è che l’orrore che lo circonda è molto più impressionante del film del terrore che vuole girare…

 

A presentare il film nella sua prima cosentina, fissata per il prossimo 18 aprile a partire dalle ore 20.30 al Supercinema Modernissimo, saranno il regista Marco Albano, il produttore Paolo Leone, Paride Leporace Presidente della Lucana Film Commission, e Dario Brunori, pluripremiato cantautore cosentino, che con la sua Brunori Sas non solo è presente con un cammeo nel film, ma firma la canzone che dà il titolo al lungometraggio, presente all’interno della splendida colonna sonora a cura di Populous.

 

L’ingresso all’evento è gratuito.

La pellicola resterà in programmazione al Supercinema Modernissimo fino al 24 aprile 2013.

 

www.unadomenicanotte.com

www.camardafilm.it

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Firenze: domani la presentazione del film “Vinylmania, Quando la vita corre a 33 giri al minuto”

Vinylmania, Quando la vita corre a 33 giri al minuto
Proiezione del film, incontro con il regista Paolo Campana, dj-set e vinyl market

 

Mercoledì 10 aprile 2013 – ore 21 – Tender Club
via Alamanni, 4 – Firenze – ingresso libero

Presentazione del film

Vinylmania
Quando la vita corre a 33 giri al minuto

alla presenza del regista Paolo Campana
+  Vinyl Market con Marquee Moon, Rock Bottom, Danex Records
+ Dj set  by Paolo Campana aka Dr.NO, Simona Faraone, Kosjak, Fulci

 

Da Tokyo a New York a Londra, Parigi, Praga…. Un viaggio intorno al mondo attraverso tribù di collezionisti, DJ, musicisti, artisti, negozi, dove la passione si trasforma in febbre e le presse hanno ripreso a stampare milioni di copie. Nell’era della musica liquida, impalpabile ed invisibile, c’è chi resiste alla tendenza, difendendo la materia in cui il suono si conserva intatto: il vinile.  I dischi sono tornati!

“Vinylmania – Quando la vita corre a 33 giri al minuto” è il docu-film del regista e dj Paolo Campana che mercoledì 10 aprile approda per la prima volta a Firenze nell’ambito del Vinyl-Experience Tour: proiezione della pellicola (ore 22,30) ma anche evento musicale, dj-set e ovviamente vinyl market, a cura di Marquee Moon, Rock Bottom, Danex Records.

Nominata pellicola ufficiale del Record Store Day 2012, l’opera diretta da Paolo Campana ritrae perfettamente questo movimento in difesa della musica e della sua massima godibilità. Il regista ci guida tra le pieghe di un oggetto che non ha mai perso la sua anima e si interroga su cosa lo renda così leggendario: semplice nostalgia? L’illusione di possedere il corpo della musica? La ricerca di un’identità? Un grido contro il fiume digitale senza anima? Un grande e misterioso love affair?

Dopo averlo presentato nell’ambito di rinomati festival, da Goteborg a Minneapolis, passando per Sarajevo, Seoul e Rotterdam, Paolo Campana in collaborazione con la DJ Simona Faraone ha ideato il Vinyl-Experience Tour, con lo scopo di portare il film in contesti musicali, tra i veri appassionati e fuori dagli ambienti prettamente cinematografici che finora lo hanno visto protagonista.

La Vinyl-Experience del Tender inizia alle ore 21 con il vinyl dj-set di Kosjak e Fulci dj, mentre apre i battenti il Vinyl Market allestito in collaborazione con Marquee Moon, Rock  Bottom e Danex Records. Alle 22,30 il critico musicale de L’Unità Jacopo Cosi e il regista Paolo Campana introducono alla proiezione del film. Dalle 24,30 Vinyl  Dj-set insieme allo stesso Campana e a Simona Faraone.
Guarda il trailer di Vinylmania
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=MjYIEgWICMI

Guarda il sito di Vinylmania
www.vinylmaniafilm.com


Prossimamente al Tender

Giovedì 11 aprile
PHONARCHIA Night

Venerdì 12 aprile
GEMMA RAY (USA)

Sabato 13 aprile
Hang On Night
THE MERRYLEES (UK)
+ Fulci, Zironi, Baiardo

Giovedì 18 aprile
UNDERFLOOR

Venerdì 19 aprile
THE KOLORS

Sabato 20 aprile
GIARDINI DI MIRO’

Giovedì 25 aprile
L’ALTRA (Usa) + WALDO BEAT COLLISION (ex Tomviolence)

Venerdì 26 aprile
FOXHOUD

Sabato 27 aprile
HOMEBREAKERS

Tender Club
via Alamanni, 4 – Firenze
www.tenderclub.it e Fb
Ingresso gratuito

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Domani ad Ercolano (NA) si parla di ospedali psichiatrici giudiziari con l’anteprima del cortometraggio “Crimini di pace”

E’ stata prorogata al primo aprile 2014 la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) in attesa della realizzazione da parte delle Regioni delle strutture sanitarie sostitutive. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri approvando un decreto legge proposto dal ministro della Salute, che contiene interventi urgenti in materia sanitaria.

Questo è il nuovo contesto nel quale Sabato 23 Marzo 2013 alle ore 11.00 presso il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano (NA) verrà proiettato in anteprima nazionale il cortometraggio “Crimini di pace”  http://www.youtube.com/watch?v=TPsz64lSgcQ

L’opera breve di Roberto Bontà Polito, sceneggiata con Fabrizio Nardi, è liberamente tratta da “VITO IL RECLUSO. OPG: un’istituzione da abolire” un libro a cura di Francesco Maranta  edito nel 2005 dalla Cooperativa “Sensibili alle Foglie”.

Il cortometraggio, prodotto da Silvestro Marino in collaborazione con Backstage, ripropone la storia di Vito De Rosa internato per oltre cinquant’anni nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario napoletano di Sant’Eframo.

Vito fu graziato nel 2003 dal Presidente della Repubblica Ciampi dopo l’interessamento al suo caso del consigliere regionale della Campania, Francesco Maranta che fu sostenuto da Antigone,  l’associazione che dalla fine degli anni ’80 è sempre stata in prima fila nella battaglia per l’abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Un’istituzione totale che  ripropone meccanismi assurdi e contrari ai diritti umani, trappola senza uscita: chi è dentro, anche per reati banali, non viene rilasciato a fine pena se fuori non c’è qualcuno che se ne faccia carico. Ancora oggi quasi la totalità degli internati negli OPG non possono essere liberati per l’assenza di adeguati centri di accoglienza. Nel 2012, dopo che la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario, presieduta da Ignazio Marino, ha confermato le condizioni inumane e degradanti, il Parlamento ha votato, a grandissima maggioranza, la norma (legge n. 9/2012 ) che ne dispone la chiusura entro marzo 2013. Ma dopo l’accordo tra Regioni e ministeri della Salute e della Giustizia, già è pronto un decreto di proroga che il governo Monti si accinge ad approvare.

Parteciperanno al dibattito che seguirà la proiezione:

 

Mario Barone, presidente di Antigone-Campania

Francesco Maranta, autore del libro Vito il recluso

Dario Stefano Dell’Aquila, giornalista e autore di inchieste sugli OPG

Enrico De Notaris, psichiatra, docente universitario

Carlo Faiello, musicista

Coordina Giuseppe Manzo, giornalista, scrittore, blogger.

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Il sublime “valore” della mente umana

La riflessione è sempre fonte di saggezza

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

C’è sempre un momento o un’occasione per cercare lo spunto per una riflessione sul comportamento umano e, a volte, l’occasione viene proprio dalla visione di un film (sia pur datato) come “La fonte meravigliosa” (tratto dal romanzo omonimo di Ayn Rand), girato nel 1949 e diretto da King Vidor, dall’ottima interpretazione di Gary Cooper (1901-1961) e Patricia Neal (1926-2010). La vicenda è ispirata a Frank Lloyd Wrigt, il genio americano dell’architettura, autore di capolavori come il museo  Guggenheim (con questo nome si indicano alcuni musei in varie località del mondo, creati dalla omonima Fondazione). In sintesi, è la storia di Howard Roark (G. Cooper), giovane architetto di talento, determinato nel rinunciare a fama e carriera e a lottare contro ogni sorta di pregiudizio e convenzioni, pur di affermare il proprio genio. Nella sua battaglia contro lo status quo e per il diritto all’arte vera, libera, creatrice, Howard si imbatte in ogni variante di corruzione umana, inclusi un rivale senza scrupoli e privo di morale, Peter Keatin, e un potente editore, Ellsworth Toohey. È anche la storia (non ci poteva mancare) di un amore contrastato, struggente e impossibile che si intreccerà indissolubilmente con la vita e la carriera dell’architetto Howard. Delle varie sequenze che ho seguito, a onor del vero, sia pur a tratti, quella in cui il bravo protagonista (G. Cooper) si esibisce con una dotta eloquenza sull’etica (e non etica) del comportamento umano, attraverso la quale mette a nudo valori, potenzialità e difetti dell’Essere tanto da indurre il fruitore (del film o del romanzo) a soffermarsi e a riflettere… Per queste ragioni ritengo utile riproporre gran parte della recita del grande attore americano.

«Migliaia di anni fa un uomo riuscì a scoprire il segreto del fuoco. Forse lo bruciarono con quel legno che gli avevano insegnato ad accendere, ma lasciò all’umanità un dono insperato e con esso liberò dal buio la Terra. Durante i secoli altri uomini mossero i primi passi sulle vie nuove animati soltanto dalle loro intuizioni. I grandi creatori, i pensatori, gli artisti, gli scienziati, gli inventori rimasero soli contro gli uomini del loro tempo: ogni nuova idea era ostacolata, ogni invenzione bandita, ma ciascuno di loro andò avanti, lottò, soffrì e pagò, ma vinse. Non era mosso dal desiderio di piacere alla folla; la folla odiava il dono, ma lui cercava la verità, suo scopo era solo la sua opera, non chi ne usava; la sua creazione non i benefici che gli altri ne traevano: la creazione che dava forma alla sua “verità”; però la sua verità la metteva sopra e contro tutti gli altri».

«Andò avanti, sia che gli altri volessero seguirlo, o no; solo con la sua integrità per sola bandiera, non servì niente e nessuno, visse solo per sé. E solo vivendo per sé poté realizzare le opere che formano la gloria dell’umanità: è così che è avvenuta ogni conquista. L’uomo è nato inerme, ha un’unica arma: la sua mente, senza di essa non potrebbe sopravvivere. Ma la mente è un attributo dell’individuo, non c’è e non si può concepire una specie di “cervello collettivo”; l’uomo che pensa diviene da sé. Come può lavorare se è sottoposto a costrizioni di ogni genere? È impossibile subordinarlo a bisogni, opinioni o desideri di altri; nessuno ha il diritto di sacrificarlo. Chi crea si basa sul proprio giudizio, il parassita segue l’opinione degli altri; chi crea pensa, il parassita copia; chi crea produce, il parassita ruba; chi crea tende alla conquista della natura, il parassita alla conquista dell’uomo. A chi crea va data indipendenza, egli non comanda e non serve nessuno, tra lui e gli altri c’è un libero scambio, una libera scelta; il parassita cerca il potere e tenta di livellare gli uomini in una azione comune, una comune schiavitù, e pretende che l’uomo debba essere uno strumento ad uso degli altri, che debba annullarsi in una servitù senza gioia».

Guardate la storia: ogni conquista, ogni bene che possediamo deriva dall’opera indipendente di una mente indipendente; ogni barbarie o decadenza nasce dal tentativo di fare degli uomini automi senz’anima, senza cervello, senza diritti personali, volontà, speranza, dignità. È un antico conflitto. Oggi ha un altro nome: individuale contro il collettivo. Il nostro Paese (America, n.d.r.) che è fra i più nobili della storia degli uomini, si fondò sul principio dell’individualismo, ossia dei diritti inalienabili dell’uomo, per un Paese dove l’uomo era libero di cercare la sua felicità, di guadagnare e produrre non angustiato dalla rinunzia; di prosperare non di languire, libero di possedere un bene inestimabile, il senso del suo valore personale è la più alta delle virtù, il suo amor proprio. Questo è ciò che i collettivisti vi chiedono (rivolgendosi al pubblico in sede processuale, n.d.r) di distruggere, come già altrove è stato distrutto…».

Dopo questa esposizione, per certi versi moralistica, si potrebbero fare diverse considerazioni, ma personalmente ritengo più saggio e intellettualmente onesto rimettermi ad una semplice riflessione che esprimo in quesiti: fino a quando l’animo umano sarà predisposto alla superiorità e all’arroganza nei confronti dei suoi simili? E soprattutto, quando riterrà il momento più opportuno per fare i conti con la propria coscienza, giacché la sua mente è l’unica e potente arma che possiede, ma che non sempre sa farne l’uso più razionale ed umano? Ad ogni lettore il diritto di tentare, se non una risposta, almeno qualche minuto di saggia riflessione!

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Arriva su Youtube il film inchiesta su Pomigliano d’Arco

DOMANI ALLE 15:00 LANCIO SU YOUTUBE DEL FILM INCHIESTA SU POMIGLIANO D’ARCO

 

Si chiama “Commercio, il Film-Inchiesta su Pomigliano d’Arco” prodotto dall’associazione di commercianti “Caip” e i videomakers di “Pomigliano.org” (Antonio Malfi e Luigi Di Maio). Racconta le storie, i drammi e le speranze dei commercianti nella città delle fabbriche. Dopo le 3000 visualizzazioni del Trailer (lanciato a luglio su youtube) e dopo aver registrato il pienone al “Cinema Gloria di Pomigliano d’Arco” dove è stato presentato per la prima volta alla cittadinanza domenica mattina, risquotendo tra l’altro un enorme successo non solo tra i commercianti, questa è la volta del lancio online che avverrà domani alle 15:00 sul canale youtube “pomigliano puntoorg” .

“Il film è un patrimonio dei cittadini di Pomigliano, lo affidiamo alla rete, dove sarà possibile commentare, criticare e tenerci aggiornati sulla condizione dei piccoli imprenditori locali. A Pomigliano la chiusura di fatto della Fiat ha innescato una violenta reazione a catena che coinvolge tutte le parti della comunità cittadina. Speriamo che in un giorno non molto lontano potremo riguardare questo video pensando al bruttissimo momento che stanno attraversando le famiglie del territorio e gioire che sia tutto passato.” Dichiarano Luigi Di Maio e Ciro Esposito, ideatori del Film.

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Domenica la prima di “Commercio”, il film inchiesta su Pomigliano d’Arco

Domenica al cinema Gloria la prima di “COMMERCIO”: il film inchiesta su Pomigliano d’Arco.

 

Il film inchiesta dal titolo “COMMERCIO”, nato da un’idea dell’Associazione Caip (Commercianti Indipendenti Pomigliano) e dei videomakers della redazione di Pomigliano.org, sarà presentato per la prima volta domenica 13 gennaio alle ore 11.00 presso il cinema Gloria di Pomigliano d’Arco.

La pellicola promette di affrontare le gravi sofferenze che stanno attraversando gli esercizi commerciali della città dall’inizio del 2012, facendo parlare i diretti interessati, i professionisti del territorio, associazioni ed autorità.

“Sono oltre 150 i negozi già tecnicamente falliti nel 2012, che si sommano a quelli che già hanno chiuso nel 2011, anno nero per la crisi delle imprese in Campania” – dichiara Ciro Esposito, Presidente della Caip – “Da un anno a questa parte la pressione fiscale sulle attività commerciali si è fatta insostenibile, tra imposte locali e nazionali. Questo ha costretto molti esercenti a rimandare il pagamento di alcune tasse, finendo così nella morsa di Equitalia che con il meccanismo della mora innesca un circolo vizioso – ha continuato Esposito.

Io stesso all’inizio dell’anno scorso ho dovuto alzare bandiera bianca e chiudere la mia ventennale attività. Io ho avuto il coraggio di farlo, altri continuano ad indebitarsi, altri ancora si sono tolti la vita per orgoglio. Basterebbe poco per rimettere in moto il tessuto commerciale della città, ma servono la volontà politica e il coraggio di scelte nuove. Nel film i commercianti hanno avanzato diverse proposte che spero vengano prese in considerazione da chi di dovere. In fondo l’obiettivo di questo film è proprio fare rumore”.

“L’idea di questo film è nata quasi per caso – dichiara Luigi Di Maio di Pomigliano.org (che insieme ad Antonio Malfi ha curato le interviste e il montaggio) – Io e Ciro partecipavamo ad una passeggiata antiracket e parlavamo della categoria dei commercianti che è tra le più bistrattate e con meno garanzie sociali (ammortizzatori sociali, malattia, etc.). Ci interrogavamo sul modo per far arrivare ai cittadini e alle istituzioni questi temi, che da anni Ciro e la Caip mettono in evidenza sul territorio.

Ci venne in mente di iniziare ad intervistare qualche commerciante e a farlo parlare dei problemi della sua attività. Poi a poco a poco la cosa ha iniziato ad ingrandirsi: la voce si è sparsa e molti commercianti hanno cominciato a contattarci.

Le riprese sono iniziate a febbraio 2012, totalizzando oltre 9 ore di registrazione, ed il montaggio è avvenuto negli ultimi mesi. Alcuni dei temi emersi dalle interviste abbiamo poi voluto sottoporli a professionisti del territorio, parti sociali e autorità per approfondirli e capirne le ragioni”.

COMMERCIO è un film totalmente “made in Pomigliano”, prodotto dai cittadini e con protagonisti i cittadini. Un escamotage per dare eco ai temi in questione e sfatare anche qualche luogo comune su questa categoria.

“Per noi del blog è stata una doccia fredda – continua Di Maio – All’inizio eravamo scettici sulla reale entità della problematica posta, ma durante le riprese ci siamo veramente avviliti: abbiamo visto cartelle esattoriali, bollette improponibili, richieste di prestiti e commercianti pronti a chiudere in una settimana (e così è stato). Abbiamo deciso di iniziare a contare le serrande abbassate, arrivando a individuare oltre 150 locali commerciali con il cartello “fittasi” o “vendesi”. A quel punto abbiamo realizzato le reali dimensioni del fenomeno.

Parlare di commercio significa in realtà parlare di tutte le problematiche della nostra città: la crisi del commercio è un termometro della capacità di acquisto dei cittadini e quindi della loro condizione, se il commercio è “in coma” lo è anche il resto della città.

Oltre a fotografare l’attuale situazione speriamo, con questo docu-film, di poter contribuire a scongiurare il fallimento di altri negozi. Ci auguriamo di riuscire a sensibilizzare le autorità competenti ad intervenire al più presto e a proporre soluzioni possibili ai commercianti in difficoltà, invitandoli ad associarsi o consorziarsi per superare il momento di crisi che li affligge.”

Il film inchiesta è stato realizzato con videocamere full HD e montato con software per personal computer, la durata è di circa 60 minuti. L’associazione dei commercianti “CAIP” e i videomaker pomigliano.org danno appuntamento a domenica per la prima di COMMERCIO.

 

Pomigliano, 8 gennaio 2013

 

 

INFO CONTATTI

email: info@pomigliano.org

sito: http://www.pomigliano.org

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Sabato appuntamento con “Lucca per il cinema: ieri, oggi e domani”

Un libro e un dibattito aperto alla città e agli addetti ai lavori sul cinema per gli auguri di Natale

Lucca per il cinema: ieri, oggi e domani

Sabato 22 dicembre alla Fondazione BML doppio appuntamento dedicato alla settima arte

 

Lucca per il cinema: ieri, oggi e domani. Due eventi in un solo pomeriggio, sabato 22 dicembre nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, per parlare del lungo amore fra la città e la macchina da presa e per trasformare le opportunità di questo storico e straordinario set in risorse culturali ed economiche.

Alle 17,30 il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Alberto Del Carlo e il presidente della Banca del Monte di Lucca Fabrizio Cerbioni presenteranno “Lucca effetto cinema” il volume che, tracciando un percorso della vocazione lucchese a set nel corso dei decenni, vuol essere la strenna natalizia della Fondazione e della Banca del Monte di Lucca alla città. L’opera, pubblicata da Maria Pacini Fazzi Editore con testi di Glauco Borella e Vincenzo Placido e un’introduzione di Marco Vanelli, raccoglie la storia di Lucca nel cinema e del cinema a Lucca, una storia raccontata con il linguaggio tradizionale, la scrittura, e con quello meta-narrativo proprio delle immagini, suggestive e numerose, in bianco e nero e a colori, presenti nel testo e nell’allegato DVD. Da “La Provinciale” Gina Lollobrigida, a “Giovani mariti”, con la bella Antonella Lualdi, da “Il marchese del grillo” con Alberto Sordi a “Ritratto di Signora” con Nicole Kidman, fino ai più recenti “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee e “Finalmente la felicità” di Leonardo Pieraccioni, è un omaggio a Lucca e al suo territorio unico, vero set cinematografico d’eccezione. Alla presentazione intervengono Gilberto Bedini, Marco Vanelli e Flavia Vangelisti; conducono Pietro Paolo Angelini e Alessandro Bertolucci.

Alle 18,30 la serata prosegue con “Lucca risorsa cinema”, un dibattito aperto alla città sulle prospettive e le opportunità del settore cinema nella nostra città realizzato in collaborazione con la redazione de LoSchermo.it, cui sono invitati tutti gli addetti ai lavori del settore.

Un libero brainstorming con l’introduzione di Stefano Giuntini, direttore editoriale della testata giornalistica online, cui parteciperanno tra gli altri gli attori Gerardo Amato, Alessandro Baccini, Alessandro Bertolucci, Niccolò Belliti, Lavinia Biagi, Giulia Lippi e Guendalina Tambellini. Parteciperanno, inoltre, al dibattito: Andrea Bernardini (Lucca Film Festival), Maximiliano Dotto (Cineforum “Ezechiele 25,17), Mauro Pellegrini (Location manager), Gianni Quilici (Circolo del Cinema Lucca), Mario Pardini (Lucca Movie Comics & Games). Moderano Alessandro Bertolucci e Cristina Puccinelli, attrice e regista, responsabile della rubrica «Al cinema vacci tu» de LoSchermo.it.

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