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Archivio | Cultura e Spettacolo

Montecarlo (LU): sabato omaggio a Eduardo De Filippo con “Requie a l’anema soja”

Eduardo De Filippo per Alfonso Santagata è… Requie a l’anema soja

Grandi nomi questo sabato sul palco dei Rassicurati per “Il cilindro” e “I morti non fanno paura”

 

 

Rossana Gay, Massimiliano Poli, Johnny Lodi, Antonio Alveario ed Alfonso Santagata, quest’ultimo nelle doppie vesti di regista e attore. Ecco il cast di professionisti che sabato 11 febbraio, alle 21,15, porterà in scena due capolavori del teatro eduardiano, gli atti unici “Il cilindro” e “I morti non fanno paura”. Terzo dei sei appuntamenti della Stagione di Prosa nata dalla sinergia tra Fondazione Toscana Spettacolo, il circuito regionale del teatro e della danza, e Comune di Montecarlo, in collaborazione con l’Associazione And Or margini creativi, la Compagnia Katzenmacher offrirà un’occasione imperdibile per assistere a due delle opere migliori uscite dalla penna del grande De Filippo.

Unite in un unico spettacolo dal titolo “Requie a l’anema soja”, “Il cilindro” e “I morti non fanno paura” sono due farse dure e allo stesso tempo esilaranti che hanno in comune il tema, caro al grande commediografo, della morte. Per paradossi, sotterfugi ed espedienti, due decessi, per finta e per vero, si realizzano in un ambiente solitamente dimesso, in cui personaggi di fiera povertà imbastiscono trame ai limiti del sospettabile per l’esercizio quotidiano della sopravvivenza.

Sulla scia delle invenzioni drammaturgiche che si susseguono senza soluzione di continuità, la comicità, il grottesco e la farsa macabra saranno le coordinate del nuovo e coinvolgente incontro con il teatro di Eduardo proposto da Santagata.

Il costo dei biglietti è di 12 euro per l’intero, 8 per il ridotto (posto unico). Potranno accedere alla riduzione i giovani fino ai 29 anni e gli associati all’Associazione Culturale And Or Margini Creativi.

La biglietteria resterà aperta presso l’Ufficio Cultura del Comune di Montecarlo in via Roma 56 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. Per maggiori informazioni contattare il numero 0583/229725 o scrivere a culturaeturismo@comune.montecarlo.lu.it. Il Teatro dei Rassicurati è in via Carmignani 14 (tel. 0583/22517).

 

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Campi Bisenzio (Fi): III edizione Rassegna A. Cambi. Si comincia con “Ti ricordi I Giancattivi?”

 

Nel quarantesimo anniversario della nascita, tornano sulle scene i Giancattivi. La III° edizione della Rassegna Andrea Cambi del Teatro Dante di Campi Bisenzio, diretta dall’ex Giancattivo Alessandro Benvenuti, terrà a battesimo il ritorno sulle scene dello storico trio comico, con una nuova formazione e uno spettacolo, diretto da Alessandro Benvenuti,  che ripropone alcuni tra i loro più famosi scketh. Tre giovani attori, Francesco Gabrielli, Alessio Grandi, Maura Graziani, scoperti dallo stesso Benvenuti e reclutati per riportare in scena il repertorio del famoso trio cabarettistico, la cui composizione variò più volte nel corso degli anni. Fondati da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci,(il loro primo spettacolo, Il Teatrino dei Giancattivi, è del 1972),  cambiarono spesso il terzo componente del gruppo, anche se il più famoso resta senz’altro Francesco Nuti. L’operazione sarà supervisionata dallo stesso Benvenuti che ha reclutato Francesco Gabbrielli, attore che per cinque anni ha lavorato al suo fianco nell’Atletico Ghiacciaia e che nei nuovi Giancattivi ricoprirà i ruoli che furono dello stesso Benvenuti. Gli altri interpreti sono Maura Graziani (nei ruoli di Athina Cenci) e Alessio Grandi (in quelli di Francesco Nuti), entrambi scoperti da Benvenuti durante i provini per la messa in scena del Benvenuti in casa Gori. TI RICORDI I GIANCATTIVI? questo il titolo dello spettacolo che sarà prodotto dal Teatro Dante e dal Comune di Campi Bisenzio, che andrà in scena venerdì 24 febbraio alle ore 21. Il primo appuntamento con la rassegna intitolata a Andrea Cambi sarà invece venerdì 17 febbraio, ore 21, con GLI OMINI  in TAPPA, con Luca Zacchini Francesca Sarteanesi Francesco Rotelli  Riccardo Goretti. GLI OMINI sono quattro giovani artisti toscani che prendono dimora nel paese che li ospita per un periodo di tempo intervistando quante più persone possibile, chiedendogli di parlare delle loro vite. Parlano con bambini e con bisnonni, ragazzine e uomini d’affari, frati, massaie. Vanno negli asili e nelle case di riposo, alle cene di paese e nei bar più affollati; chiedono di sogni, politica, amore, sesso, lavoro, famiglia, religione, cucina, paure, fobie, sport, perfino di salute e bellezza! Tutto questo materiale viene utilizzato per dare “vita” ai personaggi dello spettacolo che si realizzerà l’ultimo giorno, infatti, ogni Omino si prenderà le sue responsabilità, creando un suo “pezzo” di spettacolo su ciò che lo ha innamorato in quella settimana.

Il terzo appuntamento sarà venerdì 9 marzo con W L’ITALIA! di Michele Crestacci e Alessandro Brucioni, protagonista Michele Crestacci. W l’Italia è il racconto di un uomo stordito dall’incessante e contagioso borbottio dei suoi connazionali, il ritratto del nostro Paese e del suo popolo. Un tentativo destinato a scadere nel delirio comico, frullato con mano leggera, senza pedanteria e moralismi, dalla frustrazione di un uomo moderno, alla ricerca di un mondo reale. Venerdì 23 marzo la rassegna terrà a battesimo il  DEBUTTO del NUOVO SPETTACOLO di Anna Meacci e Dodi Conti: CALDANE che le due autrici raccontano così:Impossibile ormai riuscire a capire l’età di una donna. Possiamo camuffare il tempo con tutte le nuove tecniche chirurgiche possibili, a volte anche impossibili, ma se trovandoti al ristorante in pieno inverno, con meno venti fuori e poco più di quindici dentro, noti al tavolo a fianco al tuo una coppia più o meno ben assortita lui leggermente brizzolato, lei bionda, magra, giovane, bella in canottiera e minigonna, che parla, ride, ride e parla anche un po’ troppo, che ad un tratto si zittisce, cambia colore e con fare disinvolto tira fuori dalla borsa una ventaglio variopinto e inizia energicamente a sventolarlo urlando “vogliamo abbassarlo questo riscaldamento?”. Venerdì 30 marzo la parola lascerà spazio alla musica con BALCANIKAOS con Andrea Kaemmerle accompagnato dagli ottimi cinque musici KIetzmer Balcanici – Ras Kornika (violino) Ivo Andreevic (fisarmonica) Branca Ceperac (contrabbasso) Jan Milo (basso tuba) JVIasha Ivanova (clarinetto). Uno spettacolo teatral -musicale, dedicato alla musica dei Balcani ed in generale dell’est europeo. Autori musicali come Bregovic, Kusturica, Kocani orchestra e molti altri vengono accostati a scrittori amatissimi ad EST. Hasek, Hrabal, Kafka, Rilke unitamente ai mostri classici come Bulkakov etc. Le atmosfere letterarie si fondono con quelle più popolari degli aneddoti, delle leggende fino a toccare strane ed oniriche storielle nate nella notte dei tempi. Una finestra un po’ felliniana sui nostri scatenatissimi vicini di casa.

La rassegna si concluderà venerdì 20 aprile con L’Orchestrino è una piccola brass band livornese che si muove con la stessa facilità dal jazz di New Orleans all’improvvisazione libera; che padroneggia col medesimo rigore storico sia blues Ellingtoniani che ritmi afro-cubani. All’’Orchestrino si aggiungerà il poeta Franco Loi, candidato al Nobel per la letteratura nel 2005, che “duetterà” con un misterioso ospite livornese.

 

 

POSTO UNICO NUMERATO 15€+d.p.

 CARTA ANDREA CAMBI: 6 ingressi > 60€

 

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Bagheria (Pa): Si è spento il grande pittore di carretti Giuseppe Ducato

di Giusy Chiello

Ieri mattina si è spento un  grande nome della cultura siciliana: Giuseppe Ducato, l’ultimo rimasto dei fratelli carrettisti bagheresi.

Fino a poco prima di morire Giuseppe si è dedicato al suo lavoro di artistista rappresentando le gesta di garibaldini, contadini, mastri d’ascia,  carradori, fabbri, intagliatori, tornitori e le scene di grandi opere letterarie su “masciddrari” e “tavulazzi”.

L’arte dei carrettisti bagheresi conosciuta in tutto il mondo rimane adesso nelle mani dell’unico erede della famiglia Ducato: Michele, che prende il nome di colui che nel 1895 introdusse l’arte della pittura del carretto.

Ecco come il consigliere comunale Daniele Vella ha reagito alla notizia della sua morte: Con la morte di Giuseppe Ducato Bagheria perde uno dei suoi figli migliori.I Fratelli Ducato,e Giuseppe fino ad oggi,hanno esportato il loro talento e la loro arte in tutto il mondo,facendo conoscere uno dei lati migliori delle nostre tradizioni e della nostra Città.
La scorsa estate, a Petralia Sottana, avevo avuto l’onore di consegnare, insieme all’on. Apprendi, a Giuseppe Ducato e a suo figlio Michele il prestigioso premio Rosa Balisteri, assegnato per i meriti della loro attività.
Oggi desidero esprimere le mie più sentite condoglianze alla famiglia tutta e la mia vicinanza a Michele, che avra’ l’oneroso compito di tramandare l’arte dei suoi familiari.

I funerali si terranno domani a Bagheria alle 10, nella chiesa di San Pietro Apostolo.

Elaborazione grafica: Elisa Martorana

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L’angolo di Full: “Il medico condotto”

Il medico condotto

 

Una bella schiena ampia, da centromediano. Del mio medico di fiducia conosco soprattutto quella. Cioè la parte anatomica che mi mostra mentre siede al computer in ambulatorio.
Il nostro medico generico opera così, ormai. Tu comunichi i sintomi, lui ti dà una mezza occhiata poi si siede al picì. Se ti fa male qui, ti prescrive le analisi, se ti duole là, ti propone l’ortopedico, se il dolore è più giù, ti becchi l’urologo, e così via.

Ma queste banali considerazioni sulla moderna sanità, rischiano di portarmi lontano dalla sorgente, cioè dai pensieri ancora in bozzolo del primo risveglio mattutino nei quali, stamani, c’ho trovato il dottor Onorato, un vecchio medico condotto comunale, di quelli che avevano iniziato la professione medica soccorrendo le levatrici in difficoltà o ricucendo il garzone di stalla incornato dalla mucca Guendalina.
La sua schiena, esile e dritta come un trinchetto, la vedevo solo quando se ne andava dopo avermi visitato, rigorosamente in casa, fosse pure per una ordinaria influenza.

«La trovo alquanto deperito, caro amico.»
«Allora non è niente di grave, dottore. Meno male.»
«Al contrario. Per quanto sembri ancora un giovanotto, lei deve curarsi seriamente, come tutti.»
Oltre che in età, il dottor Onorato era uomo all’antica e la tradizione medica di famiglia aveva certamente giovato alla sua professione. Considerava la persona nel suo insieme, piuttosto che un insieme d’organi e riteneva che la salute fisica dipendesse spesso da quella psichica. “Dai più vita ai giorni e aggiungerai più giorni alla vita” era uno dei suoi motti più ricorrenti. Le citazioni erano il suo debole, ma anche il suo forte perché le recitava sempre a proposito.

«Deve nutrirsi caro amico, ma è inutile che le prescriva ricostituenti o zabaioni. E’ lei che deve scuotersi, cambiare registro: l’entusiasmo è per la vita ciò che l’appetito è per il cibo», e intanto mi prescriveva del buon parmigiano. Sapeva che il mio malessere dipendeva, in buona misura, dal disadattamento alla recente separazione coniugale:
«Non voglio entrare nelle sue questioni sentimentali, ma l’amore reciproco non è frequente come ci fanno credere. Peraltro, chi ama e chiede di essere riamato, è un ricco che chiede la carità a un povero».
Una dopo l’altra, il bravo dottore provava le sue chiavi scegliendole con cura dal mazzo e girandole delicatamente nella toppa:
«La malinconia è un veleno sottile perché rende accetta la tristezza; diceva Hugo che la melanconia è la felicità d’esser tristi.»
A volte le sue parole mi stupivano. Non capivo come potesse scrutare nella profondità del mio animo: forse lo scorgeva in fondo ai miei occhi quando li apriva fra l’indice e il pollice per esaminare le cornee.
Quella volta, il dottor Onorato riuscì nell’intento di farmi “espettorare” i vari patemi, a partire dalla sofferta conclusione del mio matrimonio, all’eccessivo carico di lavoro e, per ogni sintomo, il buon dottore traeva un’aforistica prescrizione dal suo personalissimo ricettario letterario:
«Non si soffermi troppo sui suoi trascorsi coniugali: spesso, nelle relazioni, si è più sereni per le cose che si ignorano che per quelle che si sanno.»
«Eviti di tribolare troppo in quell’azienda: sappia che, secondo Confucio, l’uomo abile non è indaffarato e l’uomo indaffarato non è abile».
«Le piace quella signora? Allora l’avvicini, si proponga; la sua compagnia potrebbe esserle più salutare delle sue passeggiate: una volta l’aria era pulita e il sesso sporco, ma oggi è tutto il contrario.»
«Dica sempre di si a qualsiasi cosa lecita che possa accendere il suo interesse: il desiderio è metà della vita, l’indifferenza è metà della morte.»

Le citazioni del dottor Onorato erano come pillole colorate senza ricetta e senza ticket che, diluite nei suoi larghi sorrisi, s’ingollavano d’un fiato. Né tardarono a dare i loro risultati.
Ripresi l’abitudine di cucinarmi il pranzo e la cena in modo regolare ed equilibrato. In azienda mi presi qualche giorno di riposo. Recuperai alcuni numeri telefonici e, qualche sera dopo, al telefono, mi sorpresi a sussurrare con voce suadente che, oggigiorno, nemmeno l’aria è rimasta pura e il desiderio è metà della vita per un uomo e una donna abili, liberi o non troppo indaffarati… come Confucio.

Al funerale del dottor Onorato c’ero anch’io e ricordo che mi presentai alla vedova per le condoglianze. Credevo di esserle estraneo, invece quando sentì il mio nome mi guardò come fossi una persona nota: «Lei è il signore che vive solo in cima alla collina», disse piano. Allora capii appieno il significato di “coppia molto unita”.
«Non vivo più solo, signora», mentii. Riferendo la mia solitudine alla sua, avrei fatto come il ricco che racconta la povertà a un povero.

Fulvio Musso

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Firenze: domani al Florida “Alice nel mondo”

Domeniche al Florida

Teatro Cantiere Florida

Via Pisana 111r – Firenze – biglietto numerato: 7 euro

Domenica 5 febbraio – ore 16

Company Blu

ALICE NEL MONDO

Idea ed esecuzione: Charlotte Zerbey

Musica: Massimo Fantoni

Consulenza drammaturgica: Tomasella Calvisi

Spettacolo inserito nell’abbonamento Passteatri Family
6 ingressi a soli 25 euro.

 

Si chiudono domenica 5 febbraio (ore 16) con lo spettacolo “Alice nel mondo”, le Domeniche del Florida dedicate alle famiglie.

Rilettura della celeberrima fiaba di Lewis Carroll, lo spettacolo vede in scena  la danzatrice-coreografa Charlotte Zerbey della compagnia Company Blu, al tempo stesso voce narrante e protagonista.

Tutto è costruito attorno all’interazione fra Alice, i luoghi e i personaggi che incontra attraverso il video. Lo schermo, infatti, è la continuazione del palcoscenico e le apparizioni hanno la stessa realtà del personaggio di Alice. Le musiche sono di Massimo Fantoni, consulenza drammaturgica di Tomasella Calvisi, assistenza video Federico Bucalossi.

 

Lo spettacolo è inserito nel cartellone di PassTeatri Family, abbonamento a misura di bambini, ragazzi e famiglie ideato dall’associazione Firenze dei Teatri: 6 ingressi non nominativi utilizzabili liberamente a soli 25 euro.

 

Alice, una bambina inglese, ha perso il suo coniglio Jack Rabbit e lo cerca all’interno di un paesaggio riconducibile a quello toscano. Compiendo il suo viaggio Alice incontra alcuni dei personaggi simbolici della storia originale: il gendarme-cappellaio matto che disorienta la sua ricerca, appare e scompare dallo schermo, crea per Alice ostacoli, evade la sua richiesta di aiuto. La bambina non si da’ per vinta e continua a cercare Jack, chiedendo aiuto ora al bruco, ora al gatto. Segue le indicazioni che le vengono date entrando in rapporto con ciò che la circonda, il paesaggio, la città, la stazione, interpretando i segnali stradali in una codifica sempre nuova.

 

 

Teatro Cantiere Florida

Via Pisana 111r – Firenze – Informazioni e prenotazioni:

dal lunedì al venerdì orario 09/17 tel  055-7135357

via mail – cantiere.florida@elsinor.netwww.teatrocantiereflorida.it

Biglietti: 7 euro (apertura biglietteria ore 15)

Biglietti gratuiti con la raccolta punti Fidaty di Esselunga

Ufficio stampa: Marco Mannucci, mannucci@dada.it

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Firenze: domani doppio concerto di John De Leo e Giacomo Toni

Le Nozze di Figaro

e

Reality Bites

 

presentano

 

Lezioni d’Italiano 2012

Rassegna della Nuova Canzone d’Autore – II edizione

 

inaugurazione

JOHN DE LEO

+ Giacomo Toni

 

Sabato 4 febbraio 2012 – ore 21

Sala Vanni – piazza del Carmine, 14 – Firenze – Biglietto posto unico: 15 euro

Info e prevendite www.lenozzedifigaro.itwww.boxol.itwww.ticketone.it – www.mailticket.it

Prendono il via sabato 4 febbraio alla Sala Vanni di Firenze con il doppio concerto di John De Leo (nella foto) e Giacomo Toni, le Lezioni d’Italiano delle Nozze di Figaro e Reality Bites. Dopo il successo della prima edizione, torna la rassegna dedicata ai nuovi scenari della canzone d’autore. Nomi noti e artisti emergenti, in ogni caso protagonisti di quel rinascimento sonoro che, da qualche stagione, si sta facendo largo sui palchi e nelle radio dello Stivale.

Nove gli appuntamenti in programma da febbraio a maggio, insieme Almamegretta & Raiz, Bobo Rondelli, Daniele Silvestri, Offlaga Disco Pax, Geometra Mangoni, Gianluca Grignani, Cristinà Dona, Maria Antonietta, Nobraino, L’Uomo Pigiama e Umberto Palazzo.

Taglia il nastro, come detto, l’ex Quintorigo John De Leo (sabato 4 febbraio ore 21 – Sala Vanni – piazza del Carmine, 14 – Firenze – biglietto 15 euro – prevendite abituali), tra le voci più particolari e creative della musicale italiana. Il cantante e compositore romagnolo – ex Quintorigo – presenterà l’ultimo, pluri-premiato, album “Vago Svanendo”, oltre ad una serie di brani dalle sue numerose esperienze musicali (in scaletta, tra gli altri, due straordinari omaggi a Elvis Costello).

Una voce-strumento, ora calda, grave, ora acuta, graffiante, le cui fondamenta soul sorreggono un vasto itinerario musicale che spazia dal jazz, al rock, al dub, alla contemporanea: John De Leo è sinonimo di geniale sperimentazione, vocale e sonora, ironica e intensa.

Da non perdere il live del cantautore Giacomo Toni che apre la serata. Un compositore con il genio dei grandi vecchi e la forma di un giovane d’assalto. Enzo Jannacci, Piero Ciampi, Paolo Conte, Vinicio Capossela sono i nomi che circolano nelle testa al primo ascolto. Tre gli album pubblicati a capo della sua 900 Band, svariati i riconoscimenti, le apparizioni tv… Ma è dal vivo che Giacomo Toni da’ il meglio di sé, offrendo capolavori comici, ballate splendide e malinconiche. E poi, le battute e le pause, la sua faccia da attore di Hollywood e da vecchio contadino romagnolo, il senso di qualcosa che è sul punto di esplodere.

 

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LEZIONI D’ITALIANO – La rassegna continua sabato 18 febbraio al Viper Theatre con Almamegretta & Raiz, di nuovo insieme nel tour che celebra il ventennale della dub-band partenopea.

Venerdì 24 febbraio, all’Obihall, l’attesissimo ritorno di Bobo Rondelli: tante perle dal passato, ma soprattutto i brani del nuovo album “L’ora dell’ormai”.

Giovedì 22 marzo spazio allo “S.c.o.t.c.h.” di Daniele Silvestri, in concerto dal Viper Theatre per quello che si annuncia l’ennesimo sold-out di un tour a dir poco trionfale. Sempre al Viper, venerdì 30 marzo, il ritorno degli Offlaga Disco Pax: anche il “collettivo neosensibilista contrario alla democrazia nei sentimenti“ ha un nuovo disco da farci ascoltare, s’intitola “Gioco di Società” ed esce proprio nei giorni del tour. Apre la serata il Geometra Mangoni, con il suo pop cantautorale intriso di elettronica.

Ok, volevamo sorprendervi e forse ci siamo riusciti: giovedì 12 aprile, al Viper, ecco Gianluca Grignani. “Natura umana” è un disco arrabbiato, istintivo, riflessivo, godibile. Serata tutta al femminile quella di venerdì 13 aprile, insieme Cristinà Donà, rockeuse per eccellenza della musica italiana, e alla sorprendente Maria Antonietta, cantautrice pesarese prodotta da Brunori Sas e Matteo Zanobini, l’ultimo caso della Picicca Dischi.

Premio MEI “Miglior Tour 2011”, Premio XL “Nuova Musica Italiana”… Un anno da incorniciare per i romagnoli Nobraino, esempio di quel rock italiano che guarda e reinventa il passato, non disdegnando balere e sagre paesane. Sabato 28 aprile al Viper presentano il nuovo album al Viper Theatre, supporter L’Uomo Pigiama, l’ultima, poetica, rivelazione del cantautorato toscano.

Le Lezioni d’Italiano 2012 si chiudono con l’ex Massimo Volume Umberto Palazzo ed un album particolarissimo, “Canzoni della Notte e della Controra”, che in poche settimane ha conquistato l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori: Morricone e italian graffiti, Oriente e classica… La data fiorentina sarà resa nota nei prossimi giorni, in occasione della presentazione del tour.

 

www.lenozzedifigaro.it

 

Info e prevendite

Info tel 055.416812 www.lenozzedifigaro.it

www.ticketone.itwww.boxol.itwww.mailticket.it

 

Le Nozze di Figaro

Via Caduti di Cefalonia, 72 – Firenze

www.lenozzedifigaro.it – info@lenozzedifigaro.it
Ufficio stampa: Marco Mannucci

cell 3477985172 – press@lenozzedifigaro.it

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Cinema Milano: Presentazione di YES I AM di Alessandro Rugnone

Ci hanno scritto:

Gli uomini se ne stavano seduti in un’eterna pausa caffè
 
Finché le sedie si stancarono di reggerli e decisero di rompersi
 
A dio non rimase che forgiare delle sedie senza volontà 
 
YES I AM
di Alessandro Rugnone
con Viola Carinci e Daniele Giacomelli
scene/luci Petra Trombini
 
 Presentazione studio
1221_YES I AM 
6 e 7 Febbraio /h 21.15              Teatro PIM OFF – Via Selvanesco, 75 - Milano

Alessandro Rugnone, Premio UBU 2011 – miglior attore under 30 – si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica S. d’Amico nel 2006.
Nel 2007 incontra Emma Dante di cui seguirà i seminari per la ricerca di un metodo negli anni 2008-2009, e sotto la sua direzione sarà in scena con CANI DI BANCATA (interpretando Jocker) e CARMEN.
Nel 2008 inizia una felice collaborazione con la compagnia del Teatro dell’Elfo, sotto la direzione di Bruni e De Capitani sarà in scena con ROMEO & GIULIETTA (Benvolio), SHOPPING & FUCKING (Robbie), THE HISTORY BOYS (Akhtar).
Dal 2009 al 2011 intraprende un percorso di ricerca con Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, percorso che diventa progetto prodotto dal Centro di Ricerca per il Teatro di Milano, realizzandosi con lo spettacolo EDUCAZIONE FISICA (Sua Maestà Karim Abdul Jabbal).
YES I AM è il suo primo progetto di scrittura e regia.

Allegati: YES I AM THE PROJECT

 

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“Shame”, il film sulla dipendenza sessuale che accorda critica e pubblico

L’incipit di “Shame”, opera seconda del talentuoso regista britannico Steve McQueen, cattura lo spettatore in un mulinello di emozioni che ha tutta la nitidezza delle pellicole indimenticabili e tutta la torbidezza dei comportamenti patologici che vorremmo dimenticare; New York City, notte, metropolitana: Brandon (Michael Fassbender, Coppa Volpi come migliore attore a Venezia 2011), algido e agiato uomo d’affari, incrocia il suo freddo sguardo con quello voluttuoso di una elegante passeggera bionda.

Mentre le musiche di Harry Escott salgono in cattedra pompando pathos a tutta la sequenza, il gioco di sguardi è reiterato da un montaggio che frammenta ogni dettaglio, mentre i nervi del pubblico sobbalzano ad ogni scossone del treno lanciato in corsa.
Oltre al piacere, negli occhi della donna compare di colpo la paura: schizza in piedi sentendo dietro di sé il corpo dell’uomo, che riesce a seminare una volta scesa dal treno, mischiandosi alle centinaia di altri pendolari.

Chiaritosi le idee sulla potenza di linguaggio del regista, che dal più banale primo piano al più complesso dei piani sequenza estetizza una materia visiva spesso scomoda, per non dire sconcia, lo spettatore prosegue il film restando solo con Brandon, la sua vita quotidiana, la sua dipendenza. Ignaro di quale sia il vero trauma, l’evento scatenante, resta solo col suo corpo nudo, i messaggi in segreteria che amplificano il vuoto di appartamento modernamente freddo, le masturbazioni nei bagni pubblici o in ufficio.

Non sfugge l’assenza di relazioni con altri individui, il blocco emotivo, una natura priva d’interesse per qualsiasi altra distrazione. C’è solo la sua dipendenza sessuale, in una spirale di perversione che né i colleghi d’ufficio, né l’arrivo della sorella minore riescono a smorzare.

Per alcune riflessioni sulle odierne relazioni tra individui e per come è montato, diretto e interpretato, “Shame” può essere tranquillamente considerato il film più importante del 2011. Mc Queen crea un modo visivamente asettico, pulito, cristallino, in cui la “vergogna” scivola continuamente da chi la compie a chi la guarda. Ricerca l’atmosfera più accattivante (New York è avvolgente eppure impalpabile, nebbiosa, carica di fascino) proprio come Kubrick in “Eyes Wide Shut,” anche se il suo film ha una immediatezza emotiva ancora più sconvolgente.

“Shame”  sta già alimentando con veemenza il dibattito sociologico – mediatico su vecchie e nuove dipendenze, quelle che il prof. Cantalmi del Cedis di Roma definisce “comportamenti piacevoli, comuni, che fanno parte della vita di ogni giorno, ma che possono via via per alcuni diventare tiranni, senza pietà, trasformando la persona in uno schiavo, costretto a ripetere il comportamento all’infinito, prigioniero di un vortice senza fondo”.

“Shame” ci interroga continuamente anche sui rischi socialmente accettabili di simili patologie, su problemi che si rivelano tali poiché dietro ci stanno altri tipi di dolori psichici, che nei casi limite possono far soffrire e rendere vittime di crimini chi vi vive accanto.

Matteo De Simei di “Ondacinema”, infine, ha brillantemente sottolineato nel film il tema dell’emulazione (Brandon che scorge una fornicazione da una finestra e la imita, qualche giorno più avanti, con una prostituta), aspetto che compare effettivamente in molte dinamiche presenti nelle moderne “dipendenze tecnologiche” (internet, chat, social network, giochi di ruolo) e, non a caso, anche nell’inquietante finale di “Shame”.

Andrea Anastasi

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