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Archivio | Opinioni

Primo Maggio 2012, la festa di quale lavoro?

di Giusy Chiello

Oggi, primo maggio, festa dei lavoratori: una ricorrenza per celebrare l’impegno del movimento sindacale e gli obiettivi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.
Ma tutti gli italiani lo sanno? E quelli che lo sanno si sentono di ricordare qualcosa che oggi non avviene più?
I diritti dei lavoratori sicuramente vengono rivendicati, ma lo Stato fa in modo che questo accada?
Una festa dei lavoratori particolarmente apatica, forse, quella di oggi, e forse anche malinconica secondo una nostra lettrice.
“La mia è una riflessione annoiata, ma anche triste. –Ci racconta Piera- Oggi è difficilissimo trovare lavoro, ancor di più trovare un lavoro serio. Ma cosa fanno veramente i lavoratori per avere i loro diritti? E soprattutto i governanti cosa fanno per i diritti dei lavoratori?”
Una Repubblica fondata sul lavoro quella italiana, in cui in questi ultimi mesi si discute animatamente sulla validità dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, emblema della tutela in caso di licenziamento. Ma con che animo gli italiani possono festeggiare la ricorrenza di oggi, visto che i loro diritti saranno probabilmente violati?
Continuano ad esserci sempre più contratti atipici, che di tutelare i lavoratori non ci pensano affatto, visto che vengono versati loro dei contributi semplicemente miseri, da fame. Per non parlare del lavoro nero e per finire con la disoccupazione.
Il Primo Maggio è la festa dei lavoratori o di chi sogna un lavoro?- questo è quello che ci dice Elisa- Ma di quale lavoro stiamo parlando? Laureata con 110 e lode, diverse mostre all’attivo e pubblicazioni varie, ma di fatto sono una disoccupata. Mi rifugio nell’arte, con la speranza o l’illusione di cambiare il mondo con le mie immagini, ma sono una disoccupata. Ecco cos’è la nostra Italia: Prodi, Berlusconi, Monti e i vari partiti politici cha hanno rubato nelle casse del paese. L’unico lavoro certo sembra essere rimasto quello del politico: non importa che curriculum tu abbia, se sai calcare le scene del palcoscenico farsesco della politica italiana, la carriera  è assicurata. Per me il primo maggio 2012 è la festa dei non lavoratori e degli occupati mentali, perché l’unico mezzo per sopravvivere è non sentirsi disoccupati mentalmente”.

Sogni infranti, quindi, propositi che non si avverano e tanta tanta amarezza.

“Il lavoro é ciò a cui ci si dovrebbe preparare con dedizione! –ci dice Rosalba- Da piccoli abbiamo sognato di fare le ballerine, gli astronauti, i grandi scienziati (parlo di quello che desideravamo noi, ormai di una certa generazione), a volte ci si è anche riusciti! Nella stragrande maggioranza, adesso, poter dire di avere un lavoro è una immensa fortuna, e se questo viene rispettato, retribuito, valorizzato allora forse si è dei prediletti.”
Il lavoro, quindi, oggi non ha più un il valore di diritto ma è ritenuto quasi un lusso.

Il lavoro –continua Rosalba- dovrebbe permetterci di vivere, progredire, riuscire a soddisfare anche i nostri bisogni non materiali. Oggi purtroppo il sentimento che si accompagna al pensiero del lavoro è quello di fatica (oltreché fisica mentale), sfiducia, rabbia contro chi si approfitta della situazione (la mancanza di lavoro ci rende tutti vulnerabili), un miraggio sempre più lontano. Sono sempre stata una sognatrice pronta a qualsiasi sacrificio per realizzare i propri sogni (e lo sono sempre), ma forse proprio per questo mi riesce così difficile accettare l’umiliazione continua a cui è sottoposto chi con impegno ed onestà vorrebbe portare avanti il suo progetto di vita.”
Non è più possibile progettare un futuro, sognando che un giorno tutti i sacrifici di studio o di impegno nel fare gavetta possano essere il passaggio preferenziale per il raggiungimento del così tanto desiderato posto di lavoro.
Il lavoro non c’è e anche se c’è è quello che non vogliamo, che non ci da sicurezze economiche, che non ci tutela e non ci salvaguarda. Che festa è, allora, oggi per gli italiani? Dobbiamo davvero festeggiare? Ma per cosa?
A questa domanda ci ha risposto la nostra lettrice Vincenza:
“Un buon lavoro è una rara pietra preziosa! beato chi lo trova! costui sì che deve festeggiare”.

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Toscana: Futura collaborazione con Israele per combattere siccità e le scie chimiche?

 

 

 

Ci hanno scritto:

Segnaliamo alcune delle tante cose interessanti e “curiose” sull’argomento “scie chimiche”:

1) Un servizio andato in onda sulla Tv tedesca dove iniziano a dire la
verità anche alcuni meteorologi. Il Meteo Wetter,del Telegiornale Heute, apre con il metereologo:
“Qui abbiamo qualcosa che non possiamo identificare nè come pioggia,
nè come neve, qui nell’ovest ci sono queste lunghe linee che sembrano
essere state rilasciate più a Nord da un paio di Aerei Militari più o
meno a 5/6000 metri di altitudine…questo non è parte del nostro
lavoro” …
La parola passa a un metereologo che dichiara di aver iniziato ad
osservare il fenomeno dal 2005…
“Queste nuvole sono ben visibili anche nel radar e riconoscibili come
nuvole artificiali dovute al rilascio in atmosfera di sostanze”… da
parte dei militari…vengono poi mostrate immagini di repertorio di
tecniche militari per non rendere visibili le truppe in territorio
nemico, sempre con particolato metallico a base di alluminio…e
parlando delle nuvole che: “provengono dall’Olanda si parla di
tonnellate di “sostanze” che cadono in territorio tedesco”… e il
metereologo si chiede: “se ha senso creare parchi di Protezione e Oasi
Ecologiche come i grandi parchi del nord di boschi e conifere e poi
“sembra” che queste zone possano essere violate tranquillamente dal
cielo” ….

2) “Di fronte ai cambiamenti climatici che hanno forti effetti anche
in Toscana – ha detto il presidente Rossi – dobbiamo attrezzarci per
affrontare nuove situazioni di scarsità d’acqua e di vera e propria
desertificazione. Da questo punto di vista lo stato di Israele, forte
delle sue esperienze di sottrazione di terra al deserto, può dare un
contributo importante anche a livello di innovazione tecnologica”.
(Comunicato stampa del 16/03/12)

Una “curiosa” notizia che riguarda la Regione Toscana. A marzo, in
piena emergenza siccità (parliamo di appena 1 mese fa), il presidente della
Regione incontrava l’ambasciatore di Israele in Italia e in un
comunicato stampa ventilava una futura collaborazione con Israele per
risolvere il problema (1). Nella dichiarazione, ivi riportata, si
esaltava la capacità tecnologica di Israele di far fronte alle
emergenze idriche. Ma a quali tecnologie, non meglio specificate, si
faceva riferimento? Non lo sappiamo, ma non possiamo trascurare il fatto che Israele assieme a Stati Uniti, Cina e Russia, pare sia un riconosciuto campione
nell’uso di pratiche di geoingegneria. D’altra parte è piuttosto probabile che la strana siccità che ha colpito tra il 2011 e l’inizio 2012 la Toscana, non sia un fenomeno del tutto naturale. Troppe volte abbiamo osservato e denunciato che fronti nuvolosi importanti, che promettevano pioggia, sono stati in qualche
modo distrutti o mitigati dai numerosissimi e inspiegabili passaggi
aerei (2). E’ poi noto che l’Italia nel 2003 ha stipulato un accordo
scientifico di cooperazione con gli Stati Uniti che prevede anche la
sperimentazione e lo studio di aerosol atmosferici, “Cooperazione
Italia- USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici” (3), in
cui sono coinvolti anche istituti pubblici presenti in Toscana, come ad
es. l’Ibimet (Istituto di Biometeorologia), a cui tra l’altro è
collegato il famoso Lamma, noto istituto che si occupa di previsioni
meteo a livello regionale.
Un accordo non chiaro, che secondo molti è un escamotage per aggirare
la convenzione ONU che vieta tali sperimentazioni a fini militari, ma
sembra consentirle e incentivarle a fini civili (4). Il pericolo
prossimo futuro potrebbe essere il completo sdoganamento di queste
tecniche: con la geoingeneria di nascosto si provoca la siccità,
addossando la colpa ai famigerati cambiamenti climatici; con la
geoingegneria ci si presenta come salvatori della patria producendo
l’agognata pioggia, giustificando l’uso di queste tecniche (e quindi
pure le innominabili scie chimiche) come strumento irrinunciabile per
far fronte alla carenza idrica.
E’ innegabile quanti interessi in gioco ci siano dietro la risorsa
acqua, ma purtroppo questo è solo un aspetto dei possibili obiettivi
delle operazioni di manipolazione del clima, un attrezzo multi-tasking
in grado di soddisfare svariati interessi militari ed economici.

Comitato Stop Scie Firenze

(1)
http://toscana-notizie.it/blog/2012/03/16/toscana-israele-aprire-prospettive-di-scambio-su-razionalizzazione-idrica/
(2)
http://www.ilcielosufirenze.com/index.php/2011/12/la-siccita-a-firenze-e-provincia-e-provocata-da-forze-criminali/
(3)
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/04/guerra-ambientale-segreta.html#more
(4)
http://freeskies.over-blog.com/article-l-ambigua-convenzione-dell-onu-49003217.html

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Testimonianza dell’incontro “Dalle ferite al perdono” con Agnese Moro

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto dell’incontro con Agnese Moro, intitolato “Dalle ferite al perdono”, che ha avuto luogo domenica 22 Aprile 2012 alla Pieve di Romena:

Ha raccontato di suo padre, dei giorni bui del rapimento e dell’uccisione, del macigno calato nella sua vita dopo la sua morte. Ma ha anche trasmesso la voglia di andare oltre il rancore, la voglia di vendetta, il bisogno cristiano di “amare i nemici” testimoniato dall’incontro, avvenuto un anno fa, con Franco Bonisoli, uno dei rapitori di suo padre. E’ cominciato con un toccante faccia a faccia con Agnese Moro, terzogenita del grande statista ucciso dalle Br, l’incontro “Dalle ferite al perdono” organizzato dalla Fraternità di Romena insieme alla associazione comunità Papa Giovanni XXIII. La testimonianza di Agnese ha permesso di toccare in profondità parole delicate come verità, giustizia, riconciliazione e di approdare così al cuore dell’incontro: e cioè a far conoscere la storia di Carmelo Musumeci, un uomo condannato all’ergastolo ostativo, cioè a una forma di pena che non prevede alcun regime di attenuazione. Condannato al “fine pena mai” nei primi anni Novanta  per fatti di sangue legati alla sua partecipazione a organizzazioni malavitose, Carmelo ha compiuto un percorso di profondo cambiamento in carcere, accompagnato in questo cammino dall’Associazione comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi.

Nel corso dell’incontro, Agnese insieme a due volontari dell’associazione Papa Giovanni XXIII, Nadia Bizzotto e Giuseppe Angelini, che da anni sono vicini agli ergastolani del carcere di Spoleto ha presentato il libro “Undici ore di un uomo ombra”, in cui Carmelo racconta le uniche undici ore di libertà che gli sono state concesse dal 1991, quando ha cominciato a scontare la sua condanna, a oggi, per discutere la sua tesi di laurea in giurisprudenza (su quella giornata il bellissimo servizio della trasmissione Rai, Persone che puoi rivedere   http://www.youtube.com/watch?v=njb1DTt65CQ&feature=share

Dobbiamo ricominciare a credere che gli uomini possono cambiare, non sempre succede, ma può accadere” ha detto Agnese in un messaggio profondo e semplice, e sempre in sintonia con la testimonianza di suo padre, che era contrario all’ergastolo, considerato una pena “crudele e disumana”. Il grazie da parte di Carmelo è arrivato attraverso la figlia Barbara che a fine incontro ha trasmesso la sua emozione e anche i sentimenti di amore verso un padre che, anche dal carcere è riuscito a trasmetterle valori positivi.

L’incontro (lo potete ascoltare sul nostro podcast  http://www.romena.it/la-fraternita/podcast/797-agnese-moro-dalla-ferita-al-perdono.html )  si è concluso con un toccante pensiero di chi lo ha ispirato: suor Maria Grazia, una monaca di clausura (vive nel monastero delle domenicane a Pratovecchio) che da anni è in corrispondenza epistolare con Carmelo. Ed è stata proprio la lettura di una lettera scritta da Carmelo a Maria Grazia in questi giorni a concludere l’incontro (per ascoltare la lettera http://www.romena.it/la-fraternita/podcast/798-carmelo-musumeci-lettera-a-suor-grazia.html )

(Dal sito della Fraternità di Romena http://www.romena.it/)


Il testo della “Lettera aperta a Suor Grazia” di Carmelo Musumeci si trova su:    http://www.carmelomusumeci.com/pg.news.dettaglio.php?id=96&cat=2&lang=it

 

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Camera e Senato: 45 milioni di euro per la carta igienica

ROMA -Scrivono molto i nostri parlamentari. Scrivono molto e vanno anche molto in bagno. Sì, perché in un articolo del Fatto Quotidiano è stato calcolato che il nostro parlamento spende 45 milioni per le forniture di carta da lettere e carta igienica. Più precisamente, la Camera usa carta per un valore di 38 milioni di euro (appalto vinto dalla ditta Carlo Colombo), il Senato si ferma a 6,5 milioni. Questo mentre alle elementari gli alunni devono portare la carta igienica da casa poiché la scuola non ha i fondi per acquistare i prodotti igienici da toilette.

SPORCACCIONI - Devono sporcare non poco questi parlamentari. Numeri da capogiro per quel che riguarda le spese per le ditte di pulizia. Cifre a sei zeri sia per la Camera che per il Senato. I deputati hanno sporcato per 7.050.000 euro, mentre i senatori hanno inserito nel bilancio del 2011 la voce “pulizie e facchinaggio” collegata a una spesa da 5 milioni.

LA CAMERA - E’ la Camera la più spendacciona. Sono 825mila gli euro che i deputati hanno speso l’anno scorso in francobolli. Nello stesso anno 2 milioni 158mila euro sono stati spesi per i “servizi di stampa degli uffici” (stampante, fotocopie e similari). Al Senato, invece, sembrano avere altre “passioni”: nonostante i menù a prezzi “politici”, per i servizi di ristorazione sono stati spesi, nel 2011, 2 milioni 550mila euro.
Fonte: Campania Centro

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Bagheria (Pa): Precisazione Direttivo “Quelli di Pittalà”

Riceviamo e pubblichiamo:

I sottoscritti Fabio Atanasio, Daniele Cangialosi, Rosalba Corrao ed Elisa Martorana, comunicano
che, pur essendo stati menzionati quali membri del Direttivo dell’associazione “Quelli di Pittalà” su
diverse testate giornalistiche e in occasione di varie manifestazioni, avendo scoperto soltanto da
qualche giorno che le cariche in questione non sono state registrate e non avendo ricevuto notifica
alcuna in merito, si dissociano totalmente da questa e diffidano chiunque, a far data dalla presente
comunicazione, ad indicare gli stessi come facenti parte dell’associazione, di cui comunque non
condividono lo spirito.
Bagheria 22 Aprile 2012 f.to
Fabio Atanasio, Daniele Cangialosi,
Rosalba Corrao, Elisa Martorana

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Sarà una Roma ladrona o una Lega che frega?

di Giusy Chiello

Sarà una Roma ladrona o una Lega che frega?, questo il dilemma che si trova nelle menti di tanti italiani in questi ultimi giorni.

Governo ladro!, Roma Ladrona!, questi gli slogan proclamati da Bossi e i suoi nella lotta alla realizzazione dello Stato Padano. Eppure questo Stato idilliaco senza nessuno che frughi nelle tasche degli altri come faceva ed ha sempre fatto, a parer loro, la capitale e chi per lei, fino ad ora non è riuscito a realizzarsi. Le fondamente di quel mitico disegno costituzionale capeggiato da Umberto Bossi sembra essere, almeno per ora, fondato su basi davvero fragili.

I nostri cari leghisti a quanto sembra predicano bene e razzolano male in base alle ultime scoperte. Sembra, infatti, che gli accusatori dei furti agli italiani siano ladri essi stessi. Le casse della Lega Nord sono state trafugate per interessi personali, anche se nessuno dei protagonisti dichiara di essere colpevole. Soldi pubblici utilizzati per scuole private, case di lusso, e chi più ne ha più ne metta.

Ma gli altri partiti politici cosa ne fanno di queste ingenti somme di denaro? magari non ne hanno fatto lo stesso uso dei padani, ma il fatto che si tratta di somme esorbitanti è innegabile e che tante cose di non strettamente necessarie al partito probabilmente  saranno state fatte.

Ci voleva lo scandalo della Lega per far capire ai nostri governanti che forse i finanziamenti ai partiti sono esagerati, eccessivi e forse superflui, anche se gli stessi politici ritengono inaccettabile la scelta di abrogare i finanziamenti ai partiti.

“Sarebbe un errore drammatico” per la triade Bersani, Alfano, Casini.

Ma i cittadini cosa ne pensano? Vorrebbero che si attuasse quello che già avevano votato nel 1993? Beh, per alcuni, forse, il loro parere è superfluo.

Foto: L’inkiesta.it

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Lettera a un politico qualunque

di Marcella Onnis

Caro politico,

mi chiedo come sia possibile che ancora non ti sia stancato di sentirti dare del ladro, del venduto o, nella migliore delle ipotesi, dell’incompetente.

Come può non pesarti la presunzione di colpevolezza che abbiamo posto sul tuo capo?

Davvero non ne hai abbastanza di tutte queste persone che ti fanno “favori irregolari” a tua insaputa, mettendoti nei guai?

E non sei stanco di dover difendere ogni giorno, con le unghie e con i denti, i tuoi sacrosanti privilegi?

Mi chiedo com’è che ancora non abbia dato fondo alla tua fantasia per trovare modi sempre nuovi con cui impiegare i generosi finanziamenti concessi al tuo partito e i lauti emolumenti con cui vengono retribuite le tue fatiche … Eppure la tua inventiva dovrebbe esser già piuttosto provata dallo sforzo di trovar nomi sempre nuovi per ricette vecchie …

Ma dai, possibile che proprio non desideri provare, neppure per una volta, cosa si prova a pagare per un proprio errore?

E non ti piacerebbe ritrovare la libertà di essere incoerente? Pensa a come staresti meglio se ogni volta che rinneghi affermazioni e gesti del passato non ci fosse nessuno a darti dell’incostante, dell’opportunista!

Sul serio non ti pesa dover ogni giorno chiederti se sia più opportuno appoggiare un governo di non eletti, che ci mantiene ancorati alla fossa in cui siamo finiti, o se invece mandarlo a casa, lasciando che il Paese si affossi da sé?

Davvero non sei stufo di sentirci dire che non ti voteremo più, salvo poi votarti comunque per poi negare pubblicamente di averlo fatto?

E non sei stanco di sentirci dire che siamo stanchi di te?

Proprio non hai voglia di ritirarti a vita privata, lasciando il posto a qualche volto nuovo, uno di quelli che oggi dice di poter fare meglio di te? A ruoli invertiti, pensa come ti divertiresti a studiare ogni sua mossa, pronto a coglierlo in fallo. Poi potresti finalmente goderti in santa pace la tua dorata e meritata pensione!

Oppure, se proprio ami troppo il tuo lavoro per lasciarlo, che ne diresti di assaporare l’ebbrezza di cominciare una nuova vita e una nuova carriera altrove? Pensaci! La flessibilità è bella, lo dice il Professore. E se lo dice lui …

Se poi non hai in mente il Paese giusto in cui cominciare la tua nuova vita, te ne suggerisco uno io: la Germania.

 

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Bambino di 10 anni ruba iphone alla maestra

Un bimbo di 10 anni ha derubato la sua maestra del telefonino iPhone, ma grazie al sistema di localizzazione di cui e’ dotato l’apparecchio e’ stato rintracciato dai carabinieri. I militari, rintracciato il ladro, sono rimasti sorpresi nel trovarsi davanti il bambino. Vittima del furto una maestra di 25 anni, anche lei stupefatta quando ha saputo che a derubarla era stato uno dei suoi scolari. Il ragazzino e’ nato a Piacenza ma ha genitori stranieri, dai quali e’ stato severamente sgridato.

Fonte: Ansa

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