FacebookTwitter

Archivio | Dico la mia

Geppi e Rossella: Donne fra le donne

di Marcella Onnis

Il sipario è calato sul 62° festival di Sanremo, finalmente. Per lo più è stata un’edizione all’insegna della prevedibilità: la vittoria di Emma, l’anonimia della valletta, lo spreco di denaro pubblico, il micidiale mix scala-tacchi alti, le ovvietà e le gratuite sparate a zero di Celentano, l’imbranataggine di Morandi nelle vesti di conduttore, le polemiche di ordinanza …

Le sorprese sono state davvero poche. Lo è stato sicuramente questo podio tutto rosa, che fa pensare ad un 8 marzo anticipato, anche se forse – almeno così spero – sono poche le donne che si sentono rappresentate dalle tre artiste premiate: Emma (spacco vertiginoso e portamento da scimmione), Arisa (degna di stima e simpatia nelle vesti di brutto anatroccolo ma poco credibile come femme fatale, non avendone il physique – e la voixdu rôle) e Noemi (passata dal bel rosso naturale al rosso Jessica Rabbitt, insostenibile quando affiancato alle tonalità fucsia, verde e azzurro elettrico dei suoi abiti).

Mi piace pensare che, piuttosto, a sorprendere gli italiani e a inorgoglire in particolare le italiane sia stata un’altra donna salita su quel palco: Geppi Cucciari.
Geppi con le sue curve genuinamente mediterranee (altro che la Ferilli), con la sua comicità irriverente ma mai volgare (esempio unico in questa edizione, come lei stessa ha visto bene di sottolineare), con quell’accento che è un omaggio alle sue origini  e che non si preoccupa di occultare con fittizie pronunce da scuola di dizione.
Geppi che non è bella ma che, come tutte le donne normali, per le occasioni importanti “si mette in tiro” e sì, non resiste alla tentazione di mettere in mostra il decolleté, ma lo fa a modo suo: scherzandoci su e risparmiandoci l’ipocrita gesto di coprire, di tanto in tanto, con una mano il seno scoperto o di tirar su di continuo lo scollo dell’abito.
Geppi che, come i suoi colleghi che l’hanno preceduta, chiude il suo intervento comico con un momento serio però, a differenza loro, non sceglie un tema francamente un po’ scontato, quale può essere l’appello agli italiani affinché mantengano unito il Paese. Decide, infatti, di parlare di Rossella Urru, “perché nessuno ne parla”. Già, fuori dalla Sardegna, i media hanno cose più importanti di cui occuparsi: le flessioni in tv di Michelle Obama, l’accordo tra Alfano, Bersani e Casini (novella Triplice Allenza, ribattezzata ridicolmente “ABC” in linea coi tempi miserini che stiamo vivendo), la neve d’inverno e persino San Valentino (ben tre giorni di servizi sul tema nei tg delle reti pubbliche). Quindi a parlarne, mentre milioni di persone la guardano (ma giusto perché in attesa del verdetto finale della manifestazione), ci pensa lei.

Rossella Urru è di Samugheo (OR), non ha neanche trent’anni e già svolge – senza accozzo – un lavoro importante e di responsabilità, che ne fa una vera cittadina del mondo: è la coordinatrice di diversi progetti umanitari dell’organizzazione non governativa CISP (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli). Svolge quest’attività da diverso tempo e l’ha fatto nel totale anonimato fino alla notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, quando è stata rapita in Algeria insieme ad altri due cooperanti spagnoli. Le autorità italiane pare si stiano mobilitando per lei, ma per i media evidentemente non è importante tenere alta l’attenzione sulla sua vicenda. Allora la speranza è che al più presto, almeno per un giorno, se ne parli ancora su RaiUno: per annunciare la sua liberazione. Dopo, le auguriamo di tornare ad aiutare gli altri nel silenzio, come sicuramente ama fare e come fanno anche tante altre persone che, lontano dai riflettori, ogni giorno si rimboccano le maniche per assistere i meno fortunati. Persone che veramente meritano di essere applaudite e ammirate. Loro e non quelli che pretendono cachet da capogiro che poi, fuori tempo massimo e solo per far tacere le polemiche, devolvono in beneficienza.

Rossella meriterebbe a pieno titolo di stare tra le donne ordinariamente straordinarie con cui l’anno scorso il nostro giornale ha festeggiato l’8 marzo. E, in attesa di saperla libera, mi appunto la lezione che lei e Geppi, donne con la D maiuscola, inconsapevolmente offrono al gentil sesso italiano: il riscatto della figura femminile non passa tanto per le manifestazioni in piazza contro un personaggio che è solo uno dei tanti sessisti presenti nella politica e, in generale, nella società italiana, né per le quote rosa che – come dicono persone ben più autorevoli di me – “cristallizzano” la differenza anziché combatterla. La nostra dignità dobbiamo difenderla noi giorno per giorno, interpretando al meglio il nostro essere donne nella quotidianità: in famiglia, sul lavoro (poco importa che lavoriamo nel mondo dello spettacolo, nel terzo settore, in una fabbrica o in un ufficio pubblico) e in ogni campo della vita sociale.

Posted in Dico la mia0 Commenti

Lettera aperta di Lucia Proto (IDV) al presidente Monti

Abruzzo IDV Donne

 

Lettera aperta al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri

Prof. Dr. Senatore Mario Monti

ed ai Componenti del Consiglio dei Ministri

-

-

Grazie Signor Presidente,

Ella con la Sua “coraggiosa” e ammirevole decisione di non presentare la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 ha provocato la mia più grande felicità politica di questi ultimi disgraziati venti anni. Finalmente grazie di nuovo per avermi recato una gioia politica, pari forse solo a quella di una vittoria elettorale del mio partito, l’Italia dei Valori, di cui rappresento le Donne della Regione Abruzzo e simile alle ultime soddisfazioni per i grandi risultati delle nostre ultime campagne referendarie.

Il Ns. Presidente Antonio Di Pietro ha sempre detto che avremmo dovuto valutare il Governo Monti per quello che avrebbe fatto; orbene, stavolta avete preso una decisione che rimarrà nella Storia Civile di questo Paese. Di fronte alla crisi che ci attanaglia ed ai sacrifici che tutte le mamme, donne, giovani e bambini della ns. Regione saranno costrette a sopportare, per quanto mi concerne, sono perfettamente d’accordo con la decisione presa.

Ella ha spesso asserito che vuole cambiare le “abitudini” degli Italiani! Questo è il primo passo ed è molto importante per svariati motivi! L’Italia dei Valori ha sempre inteso lo Sport nella sua essenza morale ed educativa dei giovani, in maniera dilettantistica e come svago nonché passatempo per lo sviluppo economico-turistico del Paese; non come ora, veicolo principalmente affaristico e mediatico, procacciatore anche di loschi business (V. scommesse truccate e  doping). Ci voleva Qualcuno che sconfiggesse queste lobbies dello sperpero e della pubblicità, risorte dalle ceneri e sulla falsariga delle “cricche” precedenti.

Le Olimpiadi sono ormai un avvenimento economicamente in perdita, che può essere organizzato da Paesi ricchi, sviluppatisi con la globalità dei mercati e che possono mettere a disposizione una parte del loro Pil positivo, propagandando nel mondo la propria efficienza. Oppure il consesso Mondiale potrebbe organizzarle in Paesi poveri del Terzo Mondo (Africa) o da ricostruire dopo guerre (Asia Minore) sopportandone le spese, in ragione delle rispettive condizioni economiche (come per l’ONU), per contribuirne, con le necessarie infrastrutture e servizi, al recupero con speranze di progresso e sviluppo.

Roma ha tantissime occasioni e potenzialità per creare sviluppo; basterebbe amministrarla con capacità e competenza. Le Olimpiadi creerebbero soltanto lavoro temporaneo e futuri debiti. Tenga presente inoltre, Signor Presidente, che tra i vari comitati (ora da sciogliere) e personaggi politici, grandi sostenitori delle Olimpiadi Romane c’erano noti Abruzzesi che non si sono mai interessarsi dello stato disastroso della ns. Regione (a confine con il Lazio e a 40 Km da Roma) senza linee ferrate decenti (binario unico), con gli altri trasporti carenti (purtroppo, come tanti altri lavoratori, sono una pendolare), con pochissimi impianti sportivi per lo più decadenti; con due grandi città, L’Aquila, fantasma terremotato ed ancora militarizzato, teatro di recenti violenze, e Pescara, unico grande porto italiano chiuso e non funzionante per incuria. Costoro si sono solo curati di altri interessi anche a nome di chi poi li nomina, da oltre trenta anni, alla guida dello Sport italiano (ed anche Mondiale) nonostante gli svariati scandali che li hanno coinvolti, dai Mondiali di Calcio del ’90 ai recenti Mondiali di Nuoto di Roma. Un qualsiasi altro Governo non avrebbe avuto tanto coraggio, in quanto queste lobbies laiche e non, sarebbero poi intervenute trasversalmente.

Vorrei infine inoltrarle una preghiera, Signor Presidente; esporti il modello tecnico del Suo governo anche per risollevare L’Aquila; non bastano i “chiodi” per ricostruire la Città! I politici locali attuali non risolveranno mai il problema; litigano sempre per i più svariati motivi di orticello personale. Occorre un gruppo di veri esperti che, sulla base di una legge speciale già pronta, gestisca con competenza ed onestà la ricostruzione, nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini, magari facendo ricorso a “vere” consulenze anche internazionali e coinvolgendo capitali stranieri attraverso il Centro Studi dell’Università. Nella ns. Regione esistono certamente professionalità preparate ed esperte per assolvere al coordinamento di tale struttura: un esempio a caso, il Rettore uscente della citata Università ed alla quale da anni ha dato tanto lustro, il Prof. Ferdinando di ORIO.

L’Italia dei Valori desidera che i fondi dello Stato, alimentati dalle tasse che tutti i cittadini onesti pagano, vengano impiegati con oculatezza e trasparenza, e non come fatto fino ad ora a pioggia e in modo clientelare; questi fondi dovranno essere impiegati in opere di puro sviluppo e crescita delle risorse culturali e ambientali che sono davvero il nostro petrolio e che da secoli sono state ricoperte, calpestate e ignorate. Le risorse date dalla ricchezza della fauna e della flora, dei paesaggi storici, naturali e del nostro sottosuolo archeologico dovranno rappresentare il nostro futuro sviluppo, che alimenterà la nascita di nuovi posti di lavoro atti al riciclo completo dei rifiuti e alla manutenzione dell’ambiente e della storia.

L’Aquila sta marcendo sotto la neve, tra poco tutte le strutture di tenuta create e costate milioni di euro dovranno essere sostituite e collaudate nuovamente; si pagano ormai dal terremoto del 2009 costosissimi noleggi di elaborati ponteggi. I gravi costi sociali e economici di questo abbandono gravano su tutta la comunità italiana. Ci aiuti a restaurare questa bellissima Città storica; ci aiuti a trasformarla in un gioiello della nostra Regione, in un  vivo museo storico all’aperto.

Grazie di nuovo Signor Presidente anche per quanto potrà fare per la ns. Regione.

Avezzano, 17 Febbraio 2012

 

Arch. Lucia Proto

Responsabile Abruzzo IDV Donne

Posted in Dico la mia0 Commenti

Abruzzo: lettera aperta del Comitato pendolari 5:30 all’Assessore ai Trasporti

Comitato Pendolari 5:30

ASSESSORE … INCATENIAMOCI !

Lettera aperta all’Assessore ai Trasporti della Regione Abruzzo Avv. Giandonato Morra

Spesso in Italia la natura e le “programmate fatalità” vengono in soccorso delle situazioni politiche carenti da tempo, come quella dei trasporti in Abruzzo. Dalle dichiarazioni apparse su “Il Centro” del 13/02/2012 mi sembra di capire che Ella, come tanti altri politici locali e del Suo stesso partito, approfitti della situazione meteorologica “eccezionale” per giustificare le proprie inefficienze e spostare anche su altri le responsabilità di quanto di grave accaduto. Ciò non toglie che Ella e i suoi colleghi, per quanto “NON FATTO” in passato e recente presente, ha comunque una parte certissima di colpe sui disservizi nei trasporti che hanno gravemente colpito la popolazione e in particolare i lavoratori e studenti pendolari nonché tutti gli utenti autostradali.

Fare l’Assessore Regionale ai trasporti non significa soltanto stare dietro una scrivania per firmare gli accordi annuali con Trenitalia, Arpa e compagni, magari dandosi amabilmente del tu con i responsabili di questi Enti davanti alle TV locali. Fare da anni l’Assessore di una Regione altamente penalizzata nei trasporti significa:

- Alzarsi dal tavolo ed andare a sbattere i pugni sulla scrivania del suo amico Chiodi e sui banchi del sinodo Regionale per far stanziare i fondi per il doppio binario ferroviario in luogo dello sperpero di fondi elettorali e clientelari a pioggia o per scuole sane esistenti, che non producono sviluppo e crescita (a proposito, ad Avezzano, con 50 cm di neve è già crollato un tetto nuovo di una scuola “resa sicura” con quei fondi, costruito di “plastica” sic !);

- Riunire i noti e amici parlamentari locali, dando loro una sveglia per portare in Parlamento la proposta, facendola finita di fingere di fare gli interessi dell’Abruzzo;

- Convocare le suddette Società dei trasporti per migliorare i servizi e contratti esistenti, dopo aver ricevuto dai Comitati tanti “piccoli e fattivi suggerimenti” di facile risoluzione, magari minacciando di attuare riduzioni o penali sui contratti in caso di mancato adempimento;

- Non illudere i rappresentanti degli utenti su fantomatici tavoli e riunioni operative che poi, non avvengono mai, perché tutto viene ovattato nell’ombra e rimane nell’oblio.

Già è difficile distinguere le capacità delle singole persone, figuriamoci stabilire i vari livelli di responsabilità, visto il palleggiamento che ora si fanno Sindaci, Provincie, Regioni e Protezione Civile per mantenere ognuno il proprio posto e orticello. Nell’emergenza servirebbe maggior coordinamento e forse sarebbe il caso di sostituire il tutto con una PREVENZIONE CIVILE !

Orbene, dopo che avrà fatto il Suo dovere ed adempiuto almeno in parte a quanto suggeritole, potrà forse dire di non aver Responsabilità, fermo restando che fa parte di una Giunta che da tempo guida la Regione e di una Maggioranza che comunque ancora guida il Paese. Altrimenti se è ancora una persona preparata e capace, lasci questo Gruppo di inefficienti e vada ad incatenarsi davanti al Parlamento! SAREMMO BEN FELICI DI SEGUIRLA !

Avezzano, 15 Febbraio 2012

Arch. Lucia Proto

Responsabile Comitato Pendolari 5:30

Email: lucia.proto@inwind.it

Posted in ... locali, Dico la mia0 Commenti

La fabbrica dell’amore

 

 

 

Alla Swizzels Matlow del Derbyshire, un’azienda dolciaria inglese celebre per le caramelle a forma di cuore, 122 dei 600 dipendenti sono fidanzati o sposati tra loro. “Penso che sia davvero bello che così tante persone si siano innamorate qui da noi – ha dichiarato il direttore dell’azienda, Jeremy Dee – ci dev’essere sicuramente qualcosa nell’aria che rende l’atmosfera dolce e appassionata”.
(Fonte: Corriere.it)

Posted in Dico la mia0 Commenti

Yakutsk, Siberia, la città più fredda del mondo

 

 

Fa freddo? Ditelo agli abitanti di Yakutsk, in Siberia, la città più fredda del mondo. L’allerta meteo scatta solo quando la temperatura scende sotto i -50 gradi centigradi, a -45 gradi le scuole e gli uffici sono regolarmente aperti e gli speaker delle radio locali annunciano che fa freddo ma non troppo. Due anni fa si sono raggiunti i -63 gradi.
Il record italiano invece è stato registrato nel 2009 in un paese nell’Altopiano delle Pale di San Martino, meno 43 gradi.
Invidiabile anche il primato di Ulan Baator, città della Mongolia: la media annuale delle temperature è di un grado centigrado. Il commercio di frigoriferi non è particolarmente prosperoso.
(Fonte: Yahoo Notizie)

Posted in Dico la mia0 Commenti

Un nuovo istituto alberghiero in provincia di Palermo. Sarà la volta di Santa Flavia?

Ci hanno scritto:

E’ di questi giorni la notizia riportata dall’edizione palermitana di Repubblica che la Provincia di Palermo sta programmando l’istituzione di un nuovo Istituto Alberghiero in Provincia per sfoltire e decongestionare l’IPSSAR (Istituto Professionale di Stato per i servizi di Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera) “Pietro Piazza” di Corso dei Mille a Palermo: l’orientamento è di dislocarlo a Santa Flavia.

Una grande opportunità per il nostro territorio, che se vuole rendere concreta l’opzione di un sviluppo turistico sostenibile come occasione di rilancio occupazionale, non deve lasciarsi sfuggire questa opportunità.

La politica, oggi, deve fare la sua parte, orientando scelte e favorendo processi e percorsi che possano agevolare la creazione di un istituto turistico-alberghiero nel nostro comprensorio, che costituisce, sicuramente, un elemento strategico per una chiara connotazione turistica del comprensorio.

Oggi tra istruzione e sviluppo economico e crescita occupazionale c’è un nesso lineare. Il capitale umano aggregato, cioè l’istruzione professionale ricevuta dalla popolazione, di un comprensorio territoriale, esercita effetti positivi sul tasso di crescita del reddito procapite, migliorando le prospettive di affermazione professionale nei moderni contesti lavorativi.

In una realtà sempre più fortemente globalizzata, dove l’industria si sta gradualmente spostando verso Paesi a più basso costo della mano d’opera, i nuovi posti di lavoro si creano nei servizi, soprattutto in quelli che richiedono non solo qualifiche elevate (la finanza, l’informatica, l’istruzione) ma anche in quelli che al contrario richiedono l’impiego di manodopera meno qualificata e più tradizionale, come ad esempio nel turismo.

Il sindaco di Santa Flavia, mostrandosi lungimirante e attento all’attuazione di politiche di sistema di medio-lungo periodo e muovendosi debitamente in anticipo, ha favorito la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra il Comune di Santa Flavia, l’Ipssar Piazza e l’istituto comprensivo Wojtyla di Santa Flavia, per l’istituzione di una sezione distaccata all’interno del plesso scolastico flavese.

Un passo iniziale concreto a dimostrazione della sensibilità e l’operatività dell’amministrazione Napoli in merito alle tematiche legate allo sviluppo turistico del territorio, che hanno prodotto risultati tangibili; alcuni già realizzati e altri in stadio progettuale autorizzativo e concessorio avanzato:

1) la riqualificazione di Piano Stenditore dove grazie all’intervento dell’Amministrazione flavese si è recuperato a eventi fieristici un’area di circa 5.000 mq;

2) la realizzazione del nuovo Porto con l’esecuzione del progetto in itinere, che prevede la realizzazione di 400 posti barca da diportistica e l’ammodernamento del Porto Commerciale rivolto all’attività di pesca e a quella collaterale del pesca-turismo che apportà indubbi vantaggi economici per la pesca (integrazione del reddito e diversificazione) e per l’indotto (operatori turistici, ristorazione, piccola cantieristica);

3) il recupero del lido Olivella, dove l’amministrazione si propone di riportare la spiaggia come ai “tempi d’oro” degli anni ’80, divenendo uno dei pochi siti per libera balneazione, atto anche all’utilizzo per diversamente abili.”;

4) La realizzazione del nuovo depuratore già finanziato con un intervento economico di 6,5 mln di euro;

5) La fruizione al pubblico del bellissimo parco di Villa Filangeri;

6) L’opera si sensibilizzazione nei confronti dell’Amministrazione regionale per una piena ed efficace fruizione dell’area archeologica di Solunto.

Da sottolineare anche il ruolo propulsivo e centrale svolto dall’amministraione flavese nella progetazione e costituzione del Distretto Turistico “Palermo – Costa Normanna”, che tra i 25 distretti turistici tematici e territoriali siciliani è rientrato tra i nove già riconosciuti maturi dal decreto assessoriale regionale del novembre 2011 e quindi idonei a partecipare ai bandi per l’assegnazione delle risorse economiche .

Santa Flavia sta consolidando, di fatto, un ruolo di leadership nel comprensorio nell’attuazione di una seria politica turistica, attestata anche dalle strutture alberghiere operanti nel suo territorio che esprimono circa 1000 posti letto.

Di contro Bagheria, nonostante le declamazioni, gli annunci, le reali potenzialità, stenta a conferire alla politica turistica una centralità all’interno dell’azione e della strategia amministrativa.

Michele Balisteri

Posted in ... locali, Dico la mia0 Commenti

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, in questi anni le lacrime versate per te sono state le più belle.

Spesso il tuo amore è più forte di me, della malinconia, della tristezza e della sofferenza.

Amore Bello, perdonami se non sono stato il padre che avrei voluto essere.

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, tutte le notti il mio cuore, seppur coperto da sbarre, inferriate e cemento armato, scappa da me e dalla mia cella per venirti a trovare.

Molti uomini ombra pensano spesso alla morte perché è la loro unica via di fuga, io piuttosto penso a te, perché sei la mia ragione di vita.

Tesoro, perdonami se non sono stato un padre come tutti gli altri.

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, il tuo amore mi ha sempre dato la forza di combattere e di non arrendermi.

Il mio mondo e il mio futuro stanno scomparendo insieme alla mia vita, eppure io ti amo come il primo giorno che mi hanno portato via da te.

Barbi, perdonami se sei cresciuta senza di me accanto.

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, molti ergastolani hanno bisogno della speranza per vivere, io invece ho solo bisogno del tuo amore.

Per resistere all’Assassino dei Sogni e per soffrire di meno molti uomini ombra cercano di dimenticare quello che erano, io invece per resistere cerco di ricordarmi che ero un uomo libero.

Figlia mia, perdonami se sono più di venti anni che non riesco a darti il bacio della buona notte.

Buon compleanno figlia dell’uomo ombra, oggi ho afferrato con le mani le sbarre della mia cella, le ho strette forte, mentre il mio cuore provava inutilmente a spezzarle.

Vita mia, perdonami se non riuscirò mai a uscire.

E grazie di esserti tatuata: “Divisi da sempre, uniti dall’anima”.

Il mio cuore ti ama, io pure.

Tuo papà.

 

Carcere Spoleto,  Febbraio 2012

CARMELO MUSUMECI

www.carmelomusumeci.com

 

 

 

Posted in Dico la mia0 Commenti

Gli italiani non vogliono fare lavori umili. Ma chi l’ha detto? Lo sfogo di una lettrice

Ci hanno scritto:

Gentile redazione,

vi scrivo perchè sono enormemente indignata con i media che ci tartassano quotidianamente di notizie che dovrebbero imbambolare la gente ma che a me fanno arrabbiare enormemente.

Secondo me guardare il tg5 all’ora di cena nuoce gravemente alla salute: prima ci insultano ancora una volta dal governo dicendo che non vogliamo lavorare lontano dalla famiglia e poi presentano un servizio sui lavori umili che noi italiani non vogliamo fare. Ma dove sono tutti questi posti di lavoro umili che ci aspettano a braccia aperte? Per la cronaca mio marito si è sentito rispondere da una ditta che lavora all’estero che preferiscono far lavorare gli extracomunitari perche’ risparmiano sui salari. Mi sa che a Montecitorio ormai c’è  in atto un’invasione di marziani, perchè gente che parla così non puo’ far parte del mondo reale. Vergogna!

C. G

Posted in Dico la mia0 Commenti



News Letter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter

Sondaggio

Chi mette le mani nelle tasche degli italiani?

View Results

Loading ... Loading ...

Utenti in linea