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Archivio | … del giorno

Guardia finanza scopre frode fiscale per 58 mln euro

ROMA – Una frode fiscale per oltre 58 milioni di euro messa in atto da due aziende operanti nel settore della commercializzazione di personal computer e’ stata scoperta dalla Guardia di finanza della tenenza di Sora (Frosinone). Denunciate all’Autorita’ Giudiziaria sei persone per i reati di utilizzo ed emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti, oltre che per l’occultamento delle scritture contabili obbligatorie.

L’operazione, chiamata ‘Tax driver’, e’ stata avviata dopo aver rilevato che le aziende, gia’ operanti in Roma, avevano recentemente trasferito la propria sede a Isola del Liri, dichiarando immediatamente la cessazione dell’attivita’. Le societa’ erano sprovviste di tutta la documentazione contabile ed hanno esibito ai finanzieri due denunce di furto della contabilita’ le quali, a seguito delle indagini effettuate, sono risultate fittizie ed ideate al solo fine di ostacolare la ricostruzione del giro di affari delle societa’.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, sono proseguite effettuando accertamenti bancari e controlli nei confronti di clienti e fornitori delle societa’ investigate, riuscendo a ricostruire il giro d’affari ed individuando un sofisticato sistema di frode all’imposta del valore aggiunto, noto come ‘frode carosello’, attuato attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti.

In sintesi, le due societa’ verificate sono risultate prive di qualsiasi struttura imprenditoriale e venivano utilizzate solo per movimentare le fatture, in quanto i prodotti di informatica partivano da societa’ aventi sede in Paesi dell’Unione Europea e raggiungevano direttamente i clienti nazionali, i quali dichiaravano un credito di Iva non spettante, ottenuto grazie all’interposizione fittizia delle societa’ verificate e di altre ad esse collegate, utilizzate come un vero e proprio ‘filtro’. Al termine dell’operazione sono state individuate fatture emesse relative ad operazioni inesistenti per un ammontare di 16,8 milioni di euro; fatture passive afferenti costi fittizi per un ammontare di 26,6 milioni; altri costi non deducibili per complessivi euro 6,8 milioni e violazioni all’Iva per 7,8 milioni.

ANSA

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Il fondatore di Amazon vuole recuperare i motori dell’Apollo 11

Los Angeles (California, Usa), 29 mar. (LaPresse/AP) – Jeff Bezos, il fondatore del sito di e-commerce Amazon, vuole recuperare dal fondo dell’oceano Atlantico parte dei motori del Saturno V, il gigantesco razzo che nel 1969 spinse la navetta Apollo 11 oltre l’atmosfera terrestre nel viaggio che portò Neil Armstrong, Edwin ‘Buzz’ Aldrin e Michael Collins sulla Luna. Bezos, appassionato di astronomia, ha annunciato il progetto ieri sul suo blog, spiegando che per trovare il reperto ha usato un sonar e che spera di recuperare almeno uno dei motori. I propulsori vennero sganciati nell’oceano, poiché il razzo era costruito su livelli che si staccavano progressivamente dalla navicella in modo da fornire la massima spinta. I motori, che si trovano nell’Atlantico da ormai oltre quarant’anni, appartengono alla Nasa, ma Bezos vorrebbe portarli in un museo. L’agenzia spaziale americana ha dichiarato di volere sapere di più sul tentativo di recupero. Bezos ha dato pochi dettagli, ma ha spiegato che l’impresa sarà finanziata da fondi privati.

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Vita dignitosa in Italia? Con 2.500 euro al mese

ROMA, 29 marzo – L’Eurispes stima che, nella media nazionale, il costo mensile per i beni essenziali di una famiglia composta da quattro persone è di 30.276 euro l’anno cioé di 2.523 euro al mese. E’ quanto rileva il rapporto ‘L’Italia in nero’ di Eurispes e Istituto San Pio V di Roma. Il calcolo si basa su una famiglia tipo (idealmente composta da due adulti e due bambini) “che risparmia su tutto ma non fa mancare nulla ai figli e conduce un’esistenza quasi spartana ma dignitosa”.

Solo la spesa alimentare per una famiglia tipo è pari a 825 euro (va da un massimo di 950 euro al mese nelle regioni del nord-ovest ad un minimo di 748 euro al mese nel Mezzogiorno). Secondo l’Eurispes, guardando alle diverse voci di spesa, in media per l’abbigliamento un nucleo di quattro persone spenderebbe 240 euro al mese, per la casa 890 euro e per le spese medico-sanitarie 950.

IN ITALIA 6 MLN DOPPIOLAVORISTI TRA DIPENDENTI  – L’Eurispes ipotizza che almeno il 35% dei lavoratori dipendenti “sia ormai costretto ad effettuare un doppio lavoro per far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese”. E’ quanto emerge dal rapporto sull’economia sommersa ‘L’Italia in nerò di Eurispes e l’Istituto San Pio V, secondo cui “questo vuol dire che sono almeno sei milioni i doppiolavoristi tra i dipendenti che, lavorando per circa quattro ore al giorno per 250 giorni, producono annualmente un sommerso di 90.956.250.000 euro. Sempre secondo le rilevazioni dell’Eurispes, che stima come l’economia sommersa in Italia abbia generato nel 2010 almeno 529 miliardi di euro, “il 53% dell’economia non osservata è rappresentato dal lavoro sommerso, il 29,5% dall’evasione fiscale ad opera di aziende e di imprese ed il 17,6% dalla cosiddetta economia informale”.

Secondo l’Eurispes, quindi, per fare fronte alla crisi occorre agire sull’economia sommersa. Soprattutto perché le difficoltà, sottolinea l’Istituto nella presentazione del rapporto, sono sempre più evidenti, visto che, spiega, “solo un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare tranquillamente a fine mese; almeno 500.000 famiglie hanno difficoltà a onorare i mutui per la casa; aumenta il credito al consumo (più del 100% tra 2002 e 2011) e cresce la povertà ‘in giacca e cravatta’, cioé quella dei lavoratori costretti a usufruire di mense e dormitori per i poveri”.

QUASI META’CONTRIBUENTI SOTTO 15 MILA EURO REDDITO
- “Poco meno della metà dei contribuenti-persone fisiche (20,3 milioni, 49,1% del totale) ha dichiarato nel 2010 un reddito complessivo inferiore a 15.000 euro (1.250 euro su base mensile)”. E’ quanto sottolinea il rapporto ‘l’Italia in nero’ di Eurispes e Istituto Pio V, con riferimento all’anno d’imposta 2009. Si tratta di elaborazioni dell’Eurispes su dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, che confermano una realtà ormai nota. Solo lo 0,9% ha, invece, dichiarato, si legge sempre nel rapporto, più di 100.000 euro.

SOMMERSO ITALIA A QUOTA 540 MLD NEL 2011 – L’Eurispes stima che l’economia sommersa in Italia nel 2010 abbia generato almeno 529 miliardi di euro e per il 2011 il volume stimato del sommerso è di 540 miliardi, pari a circa il 35% del Pil ufficiale. E’ quanto emerge dal rapporto ‘L’Italia in nero’ di Eurispes e Istituto San Pio V. Sempre secondo i calcoli dell’Eurispes, “il nostro sommerso equivale ai Pil di Finlandia (177 miliardi), Portogallo (162 miliardi), Romania (117 miliardi) e Ungheria (102) messi insieme”. Guardando alle stime aggiornate dell’Eurispes per il 2010, l’istituto nel rapporto spiega: “Ai 280 miliardi di euro circa derivanti dal lavoro sommerso si aggiungono 156 miliardi di sommerso generato dalle imprese italiane”. Nello studio si specifica che “é stato possibili stimare questo dato basandosi sulle operazioni condotte dalla Guardia di Finanza: su oltre 700 mila controlli effettuati presso le imprese sono stati riscontrati 27 miliardi di euro di base imponibile sottratta al Fisco”. Quindi, aggiunge l’Eurispes “se si considera che il numero delle imprese italiane di piccole e medie dimensioni supera quattro milioni di unità, mantenendo una proporzione con i dati emersi dalle operazioni campione della Guardia di Finanza, emerge che l’economia sommersa prodotta dalle imprese arriverebbe almeno a 156 miliardi”. Inoltre, sottolinea l’Eurispes, “esiste una terza porzione di sommerso che si annida ad esempio nel mercato degli affitti”, e che “con 93 miliardi di euro rappresenta una fetta consistente dell’altra economia. Riepilogando per l’Eurispes “sommando le tre economie nascoste, quella prodotta sul mercato del lavoro e quella derivante dalle imprese con l’economia che è stata definita ‘informale’, è stato possibile quantificare il valore totale dell’economia sommersa in Italia”.

(Fonte Ansa)

 

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Emilio Fede asserragliato nel suo ufficio: «Lascio il Tg4, non lascio Mediaset»

«Sono vittima di uno sporco complotto…. C’è la mano di Confalonieri, è lui che l’ha architettato e portato a segno». Altro che licenziamento in tronco. Emilio Fede, 81 anni il prossimo 24 giugno, commenta così la vicenda della valigetta con 2,5 milioni di euro che avrebbe portato in una banca svizzera e che sarebbe stata rifiutata dall’istituto di credito. Una «balla colossale», dichiara il direttore del Tg 4 che definisce il divorzio da Mediaset come un golpe, e la prova è il fatto che tutto è successo proprio mentre Silvio Berlusconi «è alla partita». «Non ci credo ancora – si sfoga Fede -, ora voglio sentire il Cavaliere per avere una spiegazione».

Anche perché, dice il giornalista, «Io sono il Tg4: quella è la mia vita. Mi avevano offerto un settimanale, ma avevo chiesto che slittassimo di qualche mese». «Io gli ho detto: fatemi arrivare all’autunno, poi vi lascio il Tg4 e mi candido alla Camera con il Pdl, perché con Berlusconi sono già d’accordo…».

«Non ho nulla da dire – aggiunge, asserragliato nel suo ufficio -: Lascio la direzione anticipatamente sì. Lascio Mediaset? Credo di no».

Fine di un’era
Intanto, però, una cosa è certa. Queste dimissioni forzate sono il segno tangibile della fine di un’era, durata quasi un quarto di secolo. Un cambiamento epocale nella storia del Tg4, sottolineata anche dalla stessa Mediaset in una nota ufficiale. Il cambio alla direzione del Tg4 – con il passaggio di testimone a Giovanni Toti – è stato attuato «in una logica di rinnovamento editoriale della testata». L’azienda «ringrazia» inoltre Fede «per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell’informazione del gruppo».

Il tg-show
È il 1989, quando Emilio Fede approda in Fininvest, e stringe forti rapporti con Berlusconi diventando direttore di Video News. Conduce e dirige Studio Aperto (Italia 1). Nel 1992 – il suo «anno d’oro» – per primo dà l’annuncio in diretta dell’attacco americano a Baghdad e della cattura dei due piloti italiani Bellini e Cocciolone.

Ed è sempre l’anno di Mani pulite che lo vede protagonista dei collegamenti gag con l’inviato al palazzo di Giustizia di Milano, Paolo Brosio. Famoso anche per i suoi «fuori onda», trasmessi e ritrasmessi da Striscia la notizia (che condurrà nel 2005 per una puntata in sostituzione di Iacchetti) in cui perde le staffe e si arrabbia con giornalisti e tecnici del Tg4, Fede ha sempre cercato le luci della ribalta. Riuscendo persino ad entrare nella casa del Grande Fratello vestito da Babbo Natale.

Lo «stile» di Fede
Lo stile di Fede è inconfondibile, la scelta è quella del giornalismo-spettacolo. È stato lui a trasformare il «suo» telegiornale, in un vero e proprio tg-show.

I giornalisti Mediaset lo sanno bene: da anni, quando fanno un servizio per il Tg4, devono cercare di forzare al massimo i toni, per rendere ogni storia, ogni vicenda, il più «strappalacrime» possibile, in modo che gli spettatori siano sempre emotivamente coinvolti.

Del resto, anche quando era direttore del Tg1, Emilio Fede fu il primo a portare in diretta tv – scatenando violente polemiche – lo strazio di una delle più angoscianti vicende di cronaca: la tragedia di Alfredino, il bimbo caduto in un pozzo a Vermicino.

Fonte: Il Sole 24 ore

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Colle, apprezzamento per impegni riforme

(ANSA) – ROMA, 27 MARZO

Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo vivo apprezzamento per l’impegno manifestato dal PdL, dal Pd e dal Terzo Polo a collaborare per avviare senza indugio – “incardinandole parallelamente” – un insieme di modifiche della Costituzione e la revisione della legge elettorale. Lo ha sottolineato lo stesso capo dello Stato in un incontro a Palazzo del Quirinale con il Presidente del Senato, Renato Schifani.

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“Nessuna volontà di interrompere l’attività produttiva”: la sentenza sul reintegro degli operai Fiat

I tre operai della Fiat di Melfi reintegrati dalla Corte d’Appello di Potenza non hanno avuto “nessuna volontà diretta a impedire l’attività produttiva” il 7 luglio 2010. Lo hanno scritto i giudici nelle motivazioni della sentenza evidenziando che i tre “non hanno avuto nessun gesto di sfida nei confronti dell’azienda”. I licenziamenti dei tre operai della Fiat di Melfi rappresentano “nulla più che misure adottate per liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo” con “conseguente immediato pregiudizio per l’azione e la libertà sindacale”: lo scrivono, nelle motivazioni della sentenza, i giudici di Potenza.
Atteggiamento provocatorio – Nei confronti dei tre licenziati, il responsabile della linea produttiva – nella notte tra il 6 e il 7 luglio 2010 – ha tenuto un atteggiamento “provocatorio” rapportandosi agli operai in un modo “che non è stato così tranquillo e pacato come la società sostiene”: i giudici fanno riferimento al colloquio avvenuto quella notte davanti ai carrelli bloccati che avrebbero impedito, secondo la Fiat, il prosieguo della produzione, da cui è scaturito poi il licenziamento.
Diritto garantito – La sentenza è stata emessa lo scorso 23 febbraio: secondo i giudici del lavoro, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli (i primi due all’epoca delegati Fiom, il terzo solo iscritto al sindacato), nella notte del 7 luglio 2010 “hanno esercitato un diritto costituzionalmente garantito” qual è quello di sciopero, “senza valicarne i limiti” e con una forma di protesta che ha coinvolto altri operai, ai quali però la Fiat “non ha contestato nulla”.
(Fonte notizie.tiscali.it)

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Papa: Cuba cerchi nuove vie per superare il marxismo

Città del Messico (Messico), 23 mar. (LaPresse/AP) – Papa Benedetto XVI ha denunciato le violenze legate alla droga che dilagano in Messico e ha esortato i cubani a usare il dialogo per trovare nuovi modelli da sostituire al marxismo. Il Santo Padre ha parlato durante il volo che lo porterà a Città del Messico. Il Pontefice ha sostenuto che “l’idolatria del denaro” è la causa delle violenze che dal 2006 hanno provocato la morte di oltre 47mila persone in Messico. “La grande responsabilità della Chiesa – ha aggiunto – è di educare la coscienza, insegnare la morale, strappare la maschera dell’idolatria del denaro che schiavizza l’umanità e di mostrare a tutti la falsa promessa che si cela dietro”.

Analizzando poi la situazione a Cuba, altra meta del suo viaggio, Benedetto ha detto che secondo lui “è evidente che l’ideologia marxista così come è stata concepita non risponde più alla realtà”. Ha quindi invitato i cubani a “trovare nuovi modelli, con pazienza e in modo costruttivo”.

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Tolosa: Sparatoria in scuola ebraica. Quattro morti

Parigi, 19 mar. – (Adnkronos/Ign) – Quattro morti tra i quali tre bambine. E’ il tragico bilancio della sparatoria avvenuta questa mattina davanti alla scuola ebraica Ozar Hatoran a Tolosa, in Francia, dove un uomo ha aperto il fuoco su un gruppo di 4-5 persone ed è poi fuggito a bordo di uno scooter nero. Le vittime sono un professore di religione di 30 anni, le sue due figlie di 3 e 6 anni e una bambina di 10. Diverse le persone ferite, due sono gravi.

Secondo la ricostruzione fornita da alcuni testimoni alla televisione francese Bfm i primi colpi sembravano “fuochi d’artificio”, ma poi è stato visto un uomo con un casco che continuava a “sparare all’impazzata a chiunque avesse davanti”.

Il killer, rende noto la polizia, sarebbe lo stesso che la settimana scorsa ha ucciso tre soldati, in uniforme e disarmate, in due distinti agguati a Tolosa e Montauban. L’arma usata nell’attacco di oggi è la stessa impiegata negli attacchi della scorsa settimana contro militari francesi a Tolosa e Montauban. Lo riferisce la Bbc.

Il ministro dell’Interno Claude Gue’ant, che si è recato sul posto in mattinata, ha chiesto alle prefetture di tutta la Francia ed in particolare nel sudovest di rafforzare la sorveglianza e la vigilanza intorno ai luoghi di insegnamento ebraici. Sul posto anche il presidente del Consiglio delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif) e il presidente francese Nicolas Sarkozy che ha definito la sparatoria una “tragedia nazionale”. “Sono immagini che abbiamo visto in altri Paesi, ma mai nel nostro”, ha detto Sarkozy assicurando ai genitori presenti alla scuola che il killer “sarà trovato e assicurato alla giustizia”. “La barbarie, l’odio selvaggio e la crudeltà non possono vincere. L’odio non puo’ vincere. La Repubblica è molto più forte”, ha aggiunto il presidente francese che per domani ha indetto un minuto di silenzio in tutte le scuole.

“Terribilmente sconvolto e inorridito” il gran rabbino di Francia, Giles Bernheim, immediatamente partito per Tolosa, e il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor. “Siamo inorriditi da questo attacco e siamo fiduciosi nel fatto che le autorità francesi faranno luce su questo dramma e porteranno i responsabili di queste morti di fronte alla giustizia”, ha dichiarato Palmor.

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, esprime a nome del governo italiano profonda indignazione e sconcerto per il grave episodio avvenuto a Tolosa. Un fatto ancor più grave perché dettato dall’antisemitismo e dalla violenza che ha colpito tre bambini ed il loro insegnante. Il presidente Monti nell’esprimere la propria solidarietà alla Comunità ebraica e ai cittadini francesi, sottolinea con forza che l’antisemitismo, come la xenofobia e l’intolleranza, sono totalmente estranei ai principi fondanti della nostra convivenza civile e al patrimonio di valori sui quali poggia l’umanità tutta.

Sull’attacco gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta anti-terrorismo. I procuratori anti-terrorismo che indagheranno sono gli stessi che indagano sugli assassinii dei tre militari francesi la scorsa settimana.

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