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Archivio | … che contano

Terremoto: forte scossa tra Toscana ed Emilia Romagna di magnitudo 3.9

 

 

 

Alle ore 14.57 di oggi Mercoledì 22 Luglio una forte scossa di terremoto di magnitudo 3.9 sulla scala Richter è stata registrata dalla rete nazionale di sismografi dell’istituto di geofisica e vulcanologia sull’Appennino Tosco Emiliano in provincia di Bologna. L’epicentro in corrispondenza del paese diLizzano in Belvedere, la profondità stimata di circa 10km.

Il sisma è stato avvertito in buona parte della provincia di Prato, Pistoia, Lucca e La Spezia e nelle zone epicentrali c’è stato un po’ di Panico ma non vengono segnalati danni a persone o cose. Giàstanotte un evento di magnitudo 3.1 era stato registrato poco più a sud ma la profondità del terremoto di circa 60km avevo reso l’energia superficiale molto ridotta e il sisma poco percepibile.

Fonte: 3bmeteo.com

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Aumentano le ospiti del Granello di Sale: il tuo aiuto può fare la differenza

Fino a quando sei viva, sentiti viva. Non vivere di foto ingiallite…insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

(Madre Teresa di Calcutta)

 

 

 

Da oggi altre quattro donne, due bambine con le loro madri, si aggiungono alla piccola, grande famiglia del Granello di Sale, la nostra associazione, la stessa che edita da anni questo giornale. Quindi attualmente le nostre “ospiti” sono 8: cinque adulte e tre minori, sistemate rispettivamente a Casa Cristina, Casa Paola e L’Arcolaio.

Nel caso delle due giovani donne e delle bambine queste andranno ad abitare presso L’Arcolaio, a Borgo San Lorenzo, per continuare il percorso che avevano iniziato con  Progetto Accoglienza, l’associazione che da anni accoglie rifugiati in Mugello.

Una nuova sfida per noi. E un grande in bocca al lupo a loro!

Continuate a sostenerci e a credere nel nostro lavoro: il vostro aiuto può fare la differenza per le donne che sosteniamo. Un infinito ringraziamento a tutti quelli che ci permettono di contribuire a migliorare la vita di chi è più sfortunata.

Francesca Lippi

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Petrolio: sciopero della fame del sindaco di Policoro

 

 

 

 

 

 

POLICORO (MATERA), 4 LUG – Dalle 8 il sindaco di Policoro (Matera), Rocco Leone, ha “cominciato lo sciopero della fame nella Casa Comunale, per protestare contro la decisione del Governo Renzi, di far trivellare il Mar Jonio dalle società petrolifere”. Lo ha reso noto lo stesso primo cittadino, sottolineando che “la decisione è una conseguenza dell’incontro tenutosi al Ministero di via Cristoforo Colombo, con il Sottosegretario all’Ambiente con delega al mare, Silvia Velo”.

Fonte: Ansa

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Blasfemia, due pastori cristiani a rischio pena di morte in Sudan. Mobilitazione di Italians for Darfur Onlus

 

 

 

Abbiamo ricevuto questa mail che pubblichiamo con la speranza che sia letta dal maggior numero di persone possibile.

Cari amici,

a un anno dalla vicenda di Meriam Ibrahim, cristiana all’ottavo mese di gravidanza e madre di un bambino di 20 mesi condannata a morte in Sudan per apostasia e poi liberata sull’onda di una mobilitazione internazionale, due pastori cristiano-evangelici rischiano la stessa sentenza.
Oggi il giudice a cui è stato affidato il procedimento a loro carico ha confermatole le accuse di blasfemia, spionaggio, attentato alla Costituzione e all’ordine pubblico, reati per i quali è prevista la pena capitale.
Italians for Darfur aveva denunciato i due casi lo scorso febbraio e avviato una petizione per chiedere la loro liberazione:

http://www.italianblogsfordarfur.it/petizione/

L’appello era stato raccolto dal senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama, il quale aveva presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni.

A fornire l’assistenza legale ai due pastori, lo stesso avvocato della giovane sudanese, Mohaned Mustafa Alnour.
Il primo a finire il carcere è stato il pastore presbiteriano, Yat Michael, prelevato dopo il culto domenicale da funzionari del Servizio di sicurezza e dei servizi segreti.
Il prelato si trovava a Khartoum con la famiglia per sottoporre i figli a controlli medici e per fare visita alla congregazione della Sudan presbyterian evangelical church che aveva subito per due settimane le incursioni della polizia e l’arresto di trentotto membri della congregazione che si erano opposti all’abbattimento di parte della chiesa.
Il secondo arrestato, il reverendo Peter Yein Reith, è il pastore della Chiesa evangelica presbiteriana di Khartoum ed è stato bloccado dagli agenti mentre stava tornando a casa da una riunione di preghiera. Alle ripetute richieste dei motivi del fermo rivolte dalla moglie di Reith al Niss, un funzionario aveva solo confermato che il pastore era in carcere e che lo stavano ancora interrogando.

Entrambi i pastori sono tuttora tenuti in custodia in un carcere di massima sicurezza senza garanzia del rispetto dei propri diritti, come denunciato da Kate Allen, direttrice di Amnesty Internetional UK.

Italians for Darfur ha anche sollecitato un’iniziativa al Parlamento Europeo. Un gruppo di europarlamentari, tra cui Gianni Pittella, Elena Valenciano, Silvia Costa, Kashetu Kyenge, Patrizia Toia, Enrique Guerrero Saloma, Luigi Morgano, ha interpellato l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue e vicepresidente, Federica Mogherini, per sapere se l’ambasciatore dell’Unione a Khartoum sia a conoscenza della vicenda e abbia notizie in merito alle condizioni dei due pastori. Inoltre si chiede di sollecitare il governo sudanese sulla questione della tutela delle minoranze religiose, in particolare cristiane, intraprendendo azioni concrete affinché il Sudan rispetti la Costituzione, che garantisce la libertà religiosa in contrasto con quanto previsto dalla Sharia.Aggiornamenti e ulteriori iniziative sono raggiungibili attraverso le nostre pagine Facebook, Twitter e il blog dell’associazione.

Italians for Darfur ONLUS

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Mare inquinato, febbre e vomito per 40 bambini

 

 

 

 

Febbre alta, vomito anche per diverse ore, eruzioni cutanee, diarrea, questi i sintomi preoccupanti accusati da 40 bambini. Il malore dopo il bagno in mare. Diversi bambini, tra i 7 e i 14 anni, stavano trascorrendo una giornata al mare, erano tutti ospiti di una colonia estiva; 40 di questi piccoli vacanzieri hanno accusato un serio malore dopo il bagno in mare: febbre alta, irritazione cutanea più o meno estesa, vomito e diarrea sono stati i sintomi gravi e allarmanti manifestati dai bimbi.

E’ accaduto lunedì scorso nell’Alto Maceratese a Civitanova Marche. Il malore dopo il bagno è stato particolarmente serio per uno dei 40 ragazzini, portato al pronto soccorso il piccolo paziente si è presto rimesso e nel giro di poche ore ha potuto lasciare l’ospedale.

E’ questa la domanda che sin da subito tutti si sono fatti osservando che il particolare malore dopo il bagno aveva contemporaneamente interessato tanti bimbi e con una sintomatologia assolutamente uguale in ogni piccolo ammalato.
C’è la possibilità che il malore dopo il bagno sia stato causato da un episodio, eventualmente grave, ma imprevedibile di inquinamento delle acque.
Direttanews.it, dando spazio alla notizia, denuncia l’avvistamento, nelle ore vicine all’incidente, di una chiazza grigia comparsa in una zona del lungomare sud (tale macchia sull’acqua sarebbe stata notata proprio lunedì pomeriggio)
I genitori dei bambini che hanno accusato il malore dopo il bagno, spalleggiati dai pediatri, hanno chiesto ed ottenuto che l’Arpam, agenzia regionale per l’ambiente, svolgesse mirati accertamenti sulla presenza di agenti inquinanti nelle acque del litorale.
L’Arpam, eseguendo l’esame delle acque nella zona dell’incidente, ha evidenziato dei valori di batteri oltre la norma:
- fuori dal range consentito i livelli di escherichia coli (batterio indicativo della contaminazione fecale);
- al di sopra dei livelli ammessi anche l’enterococco.
Come è possibile che questi batteri siano finiti nelle acque del mare?
Tale contaminazione, che, forse, ha determinato il malore dopo il bagno accusato dai 40 bambini, trova origine, molto probabilmente, in scarichi non depurati provenienti da condotte fognarie abusive che riversano illegalmente i residui organici.
A fare esplodere la contaminazione sarebbe stato l’acquazzone della notte tra domenica e lunedì che ha pesato sul fiume Chienti, è plausibile che i residui illegali degli svernamenti fossero lì e da lì si sarebbero riversati in mare.”

Fonte: Vitadamamma

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Miracolo in Colombia: giovane madre e il suo bambino trovati vivi dopo cinque giorni da incidente aereo

 

 

 

 

Miracolo in Colombia, dove una giovane madre e il suo bambino sono stati trovati vivi cinque giorni dopo che il loro aereo è precipitato in una zona della giungla nel nord-ovest del Paese. Il Cessna su cui viaggiavano, partito dalla cittadina colombiana di Nuquí e diretto a Quibdo, nel dipartimento di Choco, era sparito dai radar il 21 giugno poco dopo il decollo.

I soccorritori hanno raggiunto l’aereo lunedì e hanno trovato il pilota morto nella cabina di guida, ma di Maria Nelly Murillo, 18 anni, e del suo bambino di cinque mesi non c’era traccia. Un team di 14 persone ha quindi perlustrato la giungla per tre giorni prima di trovarli. La donna si era allontanata dal luogo del disastro per cercare aiuto, imbattendosi in una zona impervia della giungla. Nell’impatto la ragazza ha riportato alcune ferite e ustioni, mentre il piccolo è rimasto illeso. Ancora sconosciuta la causa dello schianto.

Fonte: Adnkronos

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Sono il presidente!

 

 

 

 

 

 

 

 

Vit Jedlicka, 31 anni, si è autoproclamato presidente della Stato libero di Liberland che si estende tra la Serbia e la Croazia, sulle rive del Danubio. Sventola bandiera gialla e nera e ha un motto: “Vivi e lascia vivere”.
Sette chilometri quadrati di Stato e niente tasse.
Se riconosciuto, Liberland sarebbe il terzo paese più piccolo del mondo, dopo Città del Vaticano e il Principato di Monaco.
Jedlicka ha già ricevuto più di 20mila richieste di cittadinanza.
(Fonte: Corriere.it-Cacaoonline.it)

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Vuoi una pizza?

 

 

Su Reddit, il sito per condividere e votare link, contenuti e iniziative di vario genere, c’è un gruppo in cui si possono regalare pizze a sconosciuti o riceverle. Si chiama Random Acts of Pizza (RAoP, un gioco di parole con l’espressione “random acts of kindness” che indica un gesto di gentilezza gratuito verso uno sconosciuto), esiste dal 2010 e funziona così: chi vuole regalare una pizza, o chi vuole riceverne una in regalo, deve postare un messaggio specificandone i motivi; una volta che un donatore di pizza ha deciso a quale utente regalarla, le due persone si accordano in privato per i dettagli. Ogni donatore di pizza può restringere il campo dei riceventi come preferisce: per esempio, si può regalare la pizza a qualcuno che non se la può permettere, così come a qualcuno che guida una certa macchina di un certo colore o a chi risponderà all’offerta raccontando la miglior barzelletta.

Lo scopo di RAoP, come si legge sul sito, è “divertirsi, mangiare pizza e aiutarsi reciprocamente. Insieme vogliamo restaurare la fiducia nell’umanità, una fetta alla volta”.
A noi una margherita perché scriviamo Cacao, grazie!
(Fonte: Il Post/Cacaoonline.it)

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