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Archivio | … che contano

Firenze: Medici senza frontiere presenta un documentario che racconta la sua storia umanitaria

 

 

 

 

 

 

Medici Senza Frontiere
vi invita alla proiezione di:
MSF (UN)limited

Un documentario che racconta la storia dell’azione umanitaria di MSF.

Testimonianze personali sulle sfide e i limiti degli interventi di MSF, sull’evoluzione degli approcci medici e la necessità di essere realmente indipendenti.

Introduzione e dibattito al termine del film con Loris De Filippi, Presidente di Medici Senza Frontiere.

Luogo Evento

Circolo SMS di Rifredi 1883

Via Vittorio Emanuele, 303

Firenze

Data Evento

Giovedì 16 maggio 2013
dalle ore 21.00

Maggiori Informazioni

Per informazioni e prenotazioni:
info.firenze@rome.msf.org

cell. 345 3834042

Facebook: Medici Senza Frontiere Gruppo di Firenze
www.medicisenzafrontiere.it

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XII Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato” 8-11 Maggio 2013

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Tromba d’aria in Emilia: tutte le immagini zona per zona

Una fitta grandinata e poi una tromba d’aria hanno  colpito ieri l’Emilia, in specifico i paesi di Mirandola e Castelfranco  già duramente colpiti dal sisma del 2012. Milioni di danni, tetti scoperchiati, furgoni sollevati in aria come fuscelli. Tanta paura tra la popolazione, anche se  non ci sono stati danni alle persone. Qui sotto trovate il link per accedere alle immagini. (F.L.)

 

http://www.youreporter.it/video_Tornado_Emilia_tutte_le_immagini_zona_per_zona

 

Video Youreporter

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Pena di morte

Il Maryland ha abolito ufficialmente la pena di morte.
L’arcidiocesi di Baltimora festeggerà l’evento tenendo accese per tutta la notte le luci della basilica dell’Assunzione.
(Fonte: Adnkronos)

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Oggi Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa, un fiocco giallo per Domenico Quirico, reporter scomparso in Siria

 

 

Quest’anno la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa arriva senza che ancora si abbiano notizie dell’inviato della Stampa, Domenico Quirico, scomparso in Siria l’8 aprile. Tre settimane di apprensione della stampa italiana per un collega il quale, per raccontare la vita di un popolo nella tragedia di una guerra fratricida, ha messo la sua  a repentaglio. Domenico Quirico è partito per raccontare, da buon inviato, senza alcun pregiudizio, quello che succede in quel paese devastato, dove la strage degli innocenti è all’ordine del giorno. Vi invitiamo ad essere solidali con la famiglia di Quirico con un gesto simbolico, la scelta di un nastro giallo come foto del proprio profilo di Twitter o Facebook.(F.L.)

 

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Cernobyl, un disastro senza fine

 

 

ROMA – Anche se ormai e’ passato piu’ di un quarto di secolo, l’incidente di Chernobyl di 27 anni fa continua a far parlare di se’, e non solo come monito durante le discussioni sul tema del nucleare civile. L’attenzione delle agenzie Onu e’ ancora alta nella zona dell’incidente, mentre in Europa ogni tanto tornano i segni della nube radioattiva dell’epoca, come successo di recente nei cinghiali della Valsesia.

Nelle regioni di Ucraina, Russia e Bielorussia investite dall’incidente e’ ancora attivo l”Action Plan’ dell’Onu, che prevede che il decennio dal 2007 al 2016 sia dedicato al ‘recupero e allo sviluppo sostenibile’. Le analisi sempre in corso indicano che la zona con radiazioni troppo alte e’ in continuo restringimento, mentre continuano a registrarsi casi di tumore riconducibili al disastro. L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha stimato 5mila casi di tumore della tiroide nelle aree colpite riconducibili all’incidente, mentre per altri tipi di tumore non ci sono state evidenze di aumenti particolari: “Questo pero’ non vuol dire che il maggior rischio non ci sia – scrive l’agenzia – un piccolo aumento del rischio di tumore e’ atteso, anche se sara’ molto difficile da identificare”.

Per quanto riguarda la quantita’ di radiazioni ricadute al di fuori dei territori dell’ex Urss, un rapporto dell’allora Cee ha escluso dosi preoccupanti, mettendo comunque il nostro paese al terzo posto dietro Grecia e Germania. Dal documento risulto’ che le dosi effettive medie assorbite nel primo anno dopo Chernobyl e da un neonato erano di 420 sieverts in Grecia, 230 in Germania e 160 in Italia, di poco superiori a quelle dovute alla radiazione di fondo gia’ presente nel nostro paese. In Europa sono stati condotti diversi studi soprattutto sul rischio di leucemia, che si verifica in tempi piu’ brevi dall’esposizione rispetto agli altri tumori, e tutti hanno escluso che ci siano stati aumenti. Nonostante le rassicurazioni pero’ il rischio di accumulo delle radiazioni permane, come dimostra l’episodio in Valsesia dello scorso marzo, quando in alcuni cinghiali sono state trovate quantita’ molto elevate di cesio 137 che diversi esperti hanno ricondotto proprio all’incidente di Chernobyl. Segnalazioni analoghe erano state fatte anche in Germania, sempre sugli stessi animali, sia nel 2007 che nel 2010, e anche in quel caso la spiegazione considerata piu’ plausibile riguardava il disastro della centrale.

Fonte: Ansa

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Equitalia: eppur si muove…

 

 

Stop ai pignoramenti sui conti corrente in banca o alle poste, dove vengono versati i soldi di stipendi e pensioni. Lo ha deciso Equitalia con decorrenza immediata. In una nota diffusa internamente chiariscono che le azioni di pignoramento direttamente sul conto corrente saranno attivabili “solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l’ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione risulti pari o superiore a 5.000 euro mensili”.

Fonte: Cacaoonline

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Somalia: ucciso un giornalista a Mogadiscio

 

 

La vita delle persone che hanno scelto di fare giornalismo, si sa, è molto dura. Ma lo è ancor di più, quando si fa questa professione con passione e ci si dedica ad argomenti impegnativi, alla ricerca della verità, alla giustizia. Perché, facendo questo mestiere, in molti ci lasciano la vita, aggrappandosi a quegli ideali che si cerca di trasmettere attraverso le parole.

Mohamed Ibrahim Rager era un giornalista investigativo che lavorava per la televisione nazionale e per Radio Mogadiscio, uno di quelli che danno fastidio ai poteri forti o a quelli che comandano, perché fanno troppe domande, investigano troppo a fondo e lasciano spesso che il dubbio si insinui nella mente delle persone. Un giornalista che fa questo per passione, come ce ne sono tanti in molti paesi del mondo, e si, anche in Italia. Solo che Mohamed Ibrahim Rager era un giornalista somalo e lavorava, dopo anni di esilio in Kenya e Uganda, nel suo paese.

Il reporter personaggio scomodo, è stato ucciso a colpi di pistola nei pressi della sua abitazione a Mogadiscio, freddato come tre suoi colleghi. Lui è il quarto giornalista che viene ucciso dall’inizio dell’anno in Somalia. ma la Somalia è troppo lontana dai mass media europei. È un paese che non riesce a superare le lotte tribali di potere, che non è riuscito a superare tutte le incomprensioni e vive in una eterna lotta interna che non fa più notizia, perché è diventata normalità. È normale che si continui la guerra, è normale che la maggior parte della popolazione muoia di fame, è normale che ci sia la carestia, dove milioni di bambini muoiono lungo le strade, stremati e senza acqua, ma non è normale che ci siano persone che cercano di battersi contro le ingiustizie.

È alta l’attenzione del sindacato nazionale dei giornalisti del paese del Corno d’Africa, poiché la morte di quattro reporter dall’ inizio dell’anno, sembra proprio una strage, un modo per massacrare e mettere paura a chi, invece, continua a svolgere il proprio lavoro per informare.

È proprio vero che alle mafie, alle dittature, le parole fanno paura, perché si insinuano nella mente delle persone e alla fine risvegliano i loro animi diventando avversari implacabili contro cui combattere.

Fonte: Teresa Corrado www.gliscomunicati.com

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