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Archivio | Rubrica del Cuore

Cagliari: il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, reading-dibattito con Giovanna Mulas

Il 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, Giovanna Mulas terrà un reading-dibattito a tema nella Sala Consiliare di Palazzo Regio a Cagliari.

Organizzazione curata dall’ Associazione onlus Timbora, presenterà l’evento Mariangela Pedizzi della Commissione Pari Opportunità Provincia di Cagliari.

 

Patrocinio di: Provincia di Cagliari, Commissione Pari Opportunità della Provincia di Cagliari, Comune di Cagliari.

 

Video di apertura a cura del regista Rai Gaetano Colloca.

Chiuderà il reading il video della Pittrice surrealista Pinina Podestà.

Altro su: http://www.timbora.org/news/nuovo-reading-poetico-con-giovanna-mulas-25-novembre-2011

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Contro i capricci una regola per volta

Cara tata Lucia, Sara, di quasi 3 anni, ha iniziato l’asilo. Con noi vivono anche la figlia del mio compagno, 16 anni, e mia suocera di 74 anni, separata: da quando è arrivata lei, Sara fa capricci terribili…

Cordiali saluti
Daniela
Risponde: Lucia Rizzi

Cara Daniela, calma! Sara è una normale bimba di tre anni che fa i capricci. Cerca di ignorare il possibile, non metterti in trattativa con lei ma ricordale semplicemente la «regola» (per esempio, si lavano le mani prima di mangiare) e faglielo fare tranquillamente anche se lei strilla e si ribella. Ricordati di affrontare una regola per volta per almeno 15/20 giorni e fino a quando risponde positivamente. Se sarai autorevole e decisa, i capricci diminuiranno di durata e intensità. Cerca di renderla responsabile delle sue decisioni: se non vuole il latte
non darglielo (anche se poi lo chiede), se non vuole andare all’asilo, resterà con la nonna (e si annoierà!). Con serenità, devi «allenarla» a un buon comportamento e farlo anche al sabato e alla domenica quando sei a casa.

Fonte: Oggi.it

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Pillola contro il Mal d’Amore

Soffrite di mal d’amore? Da oggi il problema è risolto.
Se la pillola
va giù il mal d’amore non c’è più.

Innamorarsi può essere la
cosa più bella del mondo. Ma può rivelarsi anche qualcosa di molto
doloroso: quando una storia finisce oppure quando l’amore non è
corrisposto. Le chiamano pene d’amore ed è un tema su cui sono stati
versati fiumi di inchiostro. Possono fare molto male. Al punto che da
più parti si comincia a parlare di mal d’amore come di una patologia in
piena regola. Che, in quanto tale, può essere curata con farmaci ad hoc.

Una
pillola contro il mal d’amore
Prodotta in Austria (dove è in vendita
a 18 euro la confezione), sta per essere commercializzata anche in
Italia una pillola che promette di alleviare le pene d’amore. È basata
su una sostanza ricavata da una pianta africana, un albero che cresce in
Costa d’Avorio (il Griffonia Simplicifolia). “Quando si è felici”,
spiega Denisa Legac, professore all´Università di Graz, in Austria,
“innamorarsi è la cosa più bella del mondo, ma quando si soffre diventa
una vera e propria patologia, un´ossessione da cui è difficile
staccarsi”. Questa ossessione ­ sostiene l´azienda produttrice, che è
austriaca ­ mette in pericolo la propria sicurezza e quella altrui:
basti pensare alle ripercussioni negative che si possono avere sotto
forma di depressione o aggressività capace di trasformarsi in stalking,
per non parlare di conseguenze anche più gravi (aggressioni fisiche
verso “l’altro”).

Quanto conta la serotonina
La causa di tutto
risiederebbe nei neurotrasmettitori e nei geni: “Un polimorfismo
genetico della serotonina è stato associato a uno stile amoroso
possessivo e dipendente”, dice Enzo Emanuele, medico esperto di
psicobiologia; ed è proprio sulla serotonina che agirebbe il farmaco
contro il mal d´amore.
“Secondo uno studio condotto su 15 ragazzi di
età media 23 anni e con alti livelli di stress romantico”, dice ancora
Emanuele, “l´uso della serotonina in pillole come integratore sembra
suggerire un effetto clinico favorevole in soggetti con stress
romantico”.
Nonostante i risultati siano statisticamente
significativi, va però detto che il campione di persone studiate è molto
piccolo rispetto a quello impiegato per la messa in commercio di un
qualsiasi altro farmaco. Insomma, i dubbi sulla reale efficacia di
questa pillola contro il mal d’amore restano. Almeno quanto quelli
collegati all´effettiva necessità di curare a colpi di pillole uno stato
mentale destinato sempre, prima o poi, a passare.

Fonte: www.lilithchaosdimension.4rumer.net

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E’ “Nonna Cristina” la donna più ordinariamente straordinaria!

Si conclude oggi la nostra iniziativa Donne ordinariamente straordinarie, con la quale abbiamo voluto omaggiare le donne “comuni” che sanno o hanno saputo rappresentare al meglio il gentil sesso.

Innanzitutto, ci teniamo a ringraziare i lettori che ci hanno inviato le loro testimonianze, tutte molto toccanti: mai il detto “pochi ma buoni” fu tanto azzeccato!

Vogliamo anche anticiparvi che il racconto fuori gara della nostra Giusy, che ha colpito tanto noi quanto voi lettori, avrà comunque un riconoscimento: a sua madre Paola, donna e madre indimenticabile, sarà infatti dedicata una bella iniziativa che lanceremo a breve.

Vi ricordiamo, inoltre,  che Giusy e i professionisti che collaborano con noi (psicologi, avvocati, assistenti sociali …) sono sempre a vostra disposizione per consigli su questioni sentimentali, familiari … Vi basterà mandare un’e-mail all’indirizzo giusy.chiello@ilmiogiornale.org per ricevere una risposta all’interno della nostra Rubrica del cuore.

Ma torniamo alla nostra iniziativa dedicata alle donne comuni, perché è giunto il momento di comunicarvi il nome della donna ordinariamente straordinaria che darà il nome alla nuova sede del nostro ente, Il granello di sale.

Ebbene, la nostra redazione ha scelto all’unanimità Cristina, che da oggi sarà anche la nostra “nonna d’acciaio”.

Ad Andrea, che ci ha inviato la testimonianza prescelta, consegneremo una targa-ricordo: un simbolico omaggio alla sua sensibilità e alla sua capacità di comprendere il senso profondo dell’essere donna, dote tutt’altro che scontata in un uomo.

Dalla nostra redazione un augurio a tutte le donne, affinché sappiano vivere al meglio la propria femminilità, e anche a tutti gli uomini, affinché sappiano riconoscere ed apprezzare – proprio come sa fare Andrea – le donne con la “D” maiuscola.

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“Donne ordinariamente straordinarie”: Maria raccontata da Viviana

Cari amici, ecco l’ultima testimonianza in gara per la nostra iniziativa dedicata alle donne che, nel loro piccolo, rendono o hanno saputo rendere onore al genere femminile. Si tratta di una lettera in cui Viviana parla di sua madre Maria.

Salve a tutti, mi chiamo Viviana e vorrei raccontarvi la storia di una donna di nome Maria, che è mia madre.

Sarà scontato parlare della propria madre e vederla come una donna straordinaria ma anche io voglio provare a parlarne.

Lei  è figlia unica, cosa  che l’ha fatta soffrire molto, e da piccola aiutava molto mia nonna nel suo negozio. Un giorno però mia nonna si ammalò e lei dovette lavorare da sola nel negozio, badare alla casa sola, andare in ospedale da sua madre, preparare da mangiare per il papà e studiare per la scuola, a soli 16 anni.

Le cose peggiorarono col tempo e i miei nonni dovettero chiudere il negozio, e mia madre dovette abbandonare la scuola che tanto amava frequentare.

Pochissimo tempo dopo conobbe un ragazzo, mio padre: questa storia fu ostacolata da entrambe le famiglie perché mio padre veniva da Catania e a quei tempi non conoscere la discendenza delle famiglie era problema, così in meno di un anno i miei si sposarono per cercare di non permettere a nessuno di dividerli.

Sembrava che tutto si stesse sistemando finalmente: arrivò il matrimonio, arrivai io, poi mio fratello, tutto sembrava tranquillo. Invece no, la malattia di mia nonna è progredita, portando tantissima sofferenza fisica e psicologica a mia madre.

Un giorno di Luglio mia nonna ci lasciò: un dolore immenso,ormai per Maria quella non era più  “sua madre” ma “sua figlia”, si erano invertiti i ruoli, visto come la curava ed accudiva.

Pochissimi mesi dopo si ammalò lo zio di mia madre che viveva da solo, e dopo 3 mesi dalla morte di mia nonna, mia madre si ritrovò a ricominciare lo stesso calvario che aveva vissuto per anni.

Di nuovo i sacrifici per mia madre: io ero cresciuta e cercavo di aiutarla a casa. Questa vita è durata per altri anni e mia madre sempre a fare sacrifici senza mai lamentarsi.

Quattro anni fa, ad Ottobre, è venuto a mancare pure lui, e ad agosto dell’anno successivo, quando sembrava che finalmente stava regnando un po’ di serenità nella nostra casa, è successo un fatto che ci sconvolse tutti.

Mio nonno, padre di mia madre, che passeggiava tranquillamente per la piazza di Bagheria, fu investito da qualcuno che senza scrupoli scappò senza prestargli soccorso. La gente che era lì lo soccorse e chiamò l’ambulanza. Subito la corsa in ospedale senza sapere se era vivo e come stava. Lui che era un uomo ancora indipendente e autosufficiente all’età di 85 anni subì un cambiamento radicale alla sua vita.

Dopo l’intervento che gli venne fatto per sistemare la gamba, si risvegliò dall’anestesia una persona totalmente diversa, non ci riconosceva più, era nervoso, non capiva più nulla, l’anestesia gli aveva fatto male al cervello. Col tempo la gamba guarì ma il suo cervello subì danni che non si sono più potuti curare, nonostante le tante visite neurologiche che ha fatto. Adesso lui è da 3 lunghi anni che è sempre a letto: a volte capisce e ci regala quei pochi secondi di lucidità in cui ci riconosce e  poi scompare di nuovo. La sofferenza di mia madre si è amplificata ritrovandosi all’improvviso un padre in quelle condizioni.

Io ora vivo sola con lei: il nonno lo accudiamo entrambe e usciamo a turno, e mia madre si ritrova nella situazione in cui era stata con sua madre e suo zio. Passano gli anni ma la situazione nella vita di mia madre non è mai cambiata, lo accudisce come un bimbo, non gli fa mancare nulla. Io e mia madre non sappiamo più che significa avere una vita nostra: uscire insieme come fanno mamma e figlia, fare compere insieme, una gita in famiglia,vita difficile.

A tutto questo si aggiunge il fatto che io e mia madre siamo in Sicilia, separate da mio padre e mio fratello che sono partiti al nord per lavoro, e scendono qui una volta al mese.

Siamo una famiglia completamente distrutta dal dolore e dalla distanza, ma unita in un modo incredibile.

Spesso dico a mia madre: “quando il nonno non ci sarà più tu parti e raggiungi papà al nord con mio fratello, e finalmente vivi la tua vita felice, senza pensare a me che rimarrei qui in Sicilia”. Ma lei mi risponde: NON TI LASCIO PERCHE’ TU, ANCHE SE SEI GIOVANE, NON MI HAI MAI ABBANDONATA.

Continua a preoccuparsi per gli altri, anche per me che l’ho delusa in alcune cose, e prima di se stessa mette sempre il prossimo e le persone che ama, mai una lacrima, mai un momento di debolezza, ma so che da sola la tristezza la riempie.

Scrivendo mi sono resa conto che la storia di mia madre è più pesante di quanto immaginassi: così mi sono fermata dallo scrivere, perché non sapevo se era giusto mandare questa lettera o no, vista la storia difficile e pesante per chi legge, ma poi mi son detta non vincerà, non verrà letta, non piacerà, ma io voglio dirle che sono orgogliosissima di lei e forse per una volta ho trovato un modo carino per dimostrarglielo, parlare di lei, e lei sa quanto è difficile per me parlare della nostra situazione familiare, ma ci sono riuscita e di questo ringrazio voi che me ne avete dato la possibilità.

Distinti saluti,

Viviana.

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Donne ordinariamente straordinarie: Cristina, nonna d’acciaio

Di mia nonna Cristina ho solo due ricordi, ed entrambi sono i ricordi di un bambino: il primo risale a quella mattina in cui mia madre mi svegliò dicendomi che la nonna non c’era più. Ancora in pigiama andai nel salone, dove giaceva nella sua delicata camicia da notte, illuminata dalla luce di un candelabro a sette braccia.

Nel secondo, era avvolta nel suo pesante scialle verde, seduta in giardino tra gli alberi di limone e gli albicocchi della nostra casa al mare. Un grosso calabrone nero le ronzava intorno, e ogni tanto puntava noi nipotini che giocavamo ai suoi piedi. Al nostro strillare  mia nonna, con un gesto repentino e risoluto, imprigionò il calabrone nel suo pugno serrato, lasciandolo cadere a terra, esanime. Il suo volto non aveva mai cambiato espressione.

Da adulto mi informai meglio sulla mia nonna d’acciaio, scoprendo la storia epica di una donna che visse la guerra allevando ben dieci figli, mentre mio nonno era spesso all’estero, arruolato nelle milizie libiche.

La storia più incredibile che mi è stata racconta su nonna si svolse a Firenze, ai tempi in cui il nonno era prigioniero in un campo di concentramento inglese in Egitto e lei aveva da poco riunito tutti i figli, tornati dalle colonie e dalle case famiglia, in un rifugio affacciato su piazza Santa Croce.

Un pomeriggio di turbolenze come purtroppo se ne vivevano spesso a quei tempi, alcuni vicini avvertirono nonna che si era svolta l’ennesima retata dei tedeschi: suo figlio Giacomo era già su un treno, pronto a partire alla volta della Germania.

Si dice che mia nonna sospese immediatamente le faccende domestiche. Attraversò la piazza aggirando la statua dantesca, tagliò per i vicoli e le piazze, schivando le carrozze e i cortei le vetture, salì i gradini della stazione centrale, cercò il binario giusto, trapassò la folla e le nuvole di vapore, salì sulla carrozza ed esplorò le cabine. Trovato suo figlio, lo prese per mano e insieme scesero dal treno, sfidando lo sguardo, le uniformi e le carabine delle guardie tedesche allineate lungo i binari. Il suo volto non aveva mai cambiato espressione.

Andrea Anastasi

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“Donne ordinariamente straordinarie”: Giovanna con gli occhi di Anna

“Giovanna con gli occhi di Anna”: la rima fa pensare ad una filastrocca, invece si tratta di un’altra lettera ricevuta in adesione alla nostra iniziativa per festeggiare l’8 marzo.

Se conoscete o avete conosciuto donne che, nel loro piccolo, rendono o hanno reso onore al genere femminile, affrettatevi a scrivere a ilmiogiornale@infinito.it e info@ilmiogiornale.org! Oggi è l‘ultimo giorno utile: non perdete l’occasione di omaggiare quelle donne speciali che il destino ha messo sulla vostra strada.

UNA DONNA D’ALTRI TEMPI

Giò è la mia terza sorella: è colei che non si è nutrita al seno di mia madre e che non ha vissuto nella mia famiglia, eppure continuiamo a condividere parte della nostra vita benché ciascuna nella propria casa.

Giò per me, Giogio per mia madre, per mie sorelle, per mie figlie e per i miei nipoti, è una persona speciale. Donna ancora prima dell’età anagrafica, perché ha saputo affrontare le avversità della vita. Nata orfana di padre e diventata orfana di madre a soli dieci anni, lontano da fratelli e sorelle è cresciuta in collegio, dove è rimasta fino al diploma.

Ha frequentato la nostra casa con discrezione, attenta a non disturbare, a non dire una parola di troppo. Mia madre la coccolava e la stimava. Vedeva in lei abilità che io non possedevo: fare i ravioli, farli impiattare a lei e non a me; preparare i fatti fritti e girarli durante la frittura … E ancora altro che rendeva Giò importante agli occhi di mia madre.

Giò non ha chiesto mai niente e non chiede niente a nessuno per discrezione. Ha sempre riposto fiducia in me, facendomi partecipe dei suoi vari problemi, al punto da consegnare la relazione di lavoro solo dopo il mio ok, da andare a fare una visita medica se secondo me ce n’era bisogno.

Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi in tempi lontani e difficili, quando per essere promossi bisognava studiare, quando per avere il lavoro si dava il concorso e non si chiedeva alcun aiuto particolare a nessuno, quando per arrivare alla festa non era necessario avere l’abito firmato e non era indispensabile arrivare col macchinone, quando tutti dicevano “ma guarda che brava ragazza”!!!

La mia cara amica Giò oggi è una vera donna, nonostante non abbia mai avuto il sostegno dei genitori.

Cose d’altri tempi! Noi ora siamo veramente cresciute e ci vogliamo sempre un mondo di bene.

Se sono stata banale, scusatemi!


Vi ricordiamo, inoltre, che oggi è l’ultimo giorno utile anche per inviarci le vostre poesie sulla Donna: la migliore sarà pubblicata l’8 marzo! Che aspettate? Mandateci i vostri versi a ilmiogiornale@infinito.it

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“Donne ordinariamente straordinarie”: la storia di Marinella narrata da Simona

Ecco un’altra testimonianza ricevuta nell’ambito della nostra iniziativa Donne ordinariamente straordinarie, con cui vogliamo celebrare le donne “comuni” che hanno reso o rendono la propria femminilità un dono per gli altri. La protagonista si chiama Marilena Azzarello e a raccontare è sua figlia, Simona Di Marco.

LA DONNA PIU’ FORTE DEL MONDO:
Conosco una donna che ha sempre faticato per avere una pace interiore,che è stata sottomessa dalle avversità della vita, che è stata ingannata, colpevolizzata e offesa. Ma è sempre andata avanti a dispetto di tutto e di tutti. E’ stata criticata quando fra il lavoro e la famiglia, ha scelto quest’ultima; è stata criticata e abbandonata, quando, da sola, a piedi, accompagnava le sue figlie in ospedale. E’ stata colpevolizzata solo perché amava e ha lottato con tutte le sue forze perché questo amore fosse evidente agli occhi di tutti. Tutti guardavano, ma nessuno interveniva, e anche quando dentro si sentiva morire, ha sempre donato un sorriso per tutti. Conosco una donna che è la più forte del mondo semplicemente perché ci ha amate. Grazie mamma


 

 

Se conoscete o avete conosciuto donne che, nel loro piccolo, rendono o hanno reso onore al genere femminile, scriveteci a ilmiogiornale@infinito.it e info@ilmiogiornale.org, entro domani 6 marzo.

Martedì, giorno della festa della donna, vi comunicheremo quale tra tutte le storie raccontate ci avrà colpito di più. Naturalmente, non  è previsto alcun premio, ma solo un riconoscimento simbolico: al lettore o lettrice che scriverà la testimonianza prescelta consegneremo una targa; inoltre, omaggeremo la protagonista della storia più toccante dando il suo nome alla nuova sede del nostro ente, Il granello di sale, che inaugureremo proprio l’8 marzo.

Nella foto, la nostra redazione

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