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Archivio | Cucina

A Clavesana (CN) l’edizione 2013 del “Pellegrinaggio Artusiano”

CLAVESANA CON I “PELLEGRINI ARTUSIANI” NELLA TERRA DEL DOLCETTO
Dal 16 al 19/5 il celebre gruppo di giornalisti-camminatori, nato nel 2011 per portare in giro per l’Italia il “messaggio” enogastronomico e culturale di Pellegrino Artusi, solca le Langhe diretto in Val
Maira. Nello zaino il vino di Clavesana, patrocinatore dell’iniziativa.

E’ stata una di quelle proposte che “non si possono rifiutare”. E che infatti Clavesana ha accolto subito: sostenere l’edizione 2013 del “Pellegrinaggio Artusiano”, la camminata (quasi 30 km al giorno) affrontata ogni anno da un gruppo di giornalisti per portare in giro per l’Italia un messaggio di solidarietà, conoscenza e approfondimento della cultura del cibo. Il tutto nel nome di Pellegrino Artusi, l’uomo che con il suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” del 1891, un mu! st per generazioni di massaie, contribuì in modo determinante all’”unificazione” gastronomica italiana.
Dopo il percorso che nel 2011, per il 100° artusiano, portò il gruppo da Forlimpopoli a Firenze, stavolta a fare da scenario saranno le vigne di Clavesana, le Langhe e la Val Maira: 112 km da Monforte d’Alba a Marmora. E una missione: portare simbolicamente un libro e una bottiglia di vino a padre Sergio, l’eremita benedettino che da 30 anni costruisce da solo, nella valle occitana, la biblioteca più alta d’Europa. 60mila volumi a 1600 metri slm.

Ma oltre ai libri, padre Sergio ama anche il Dolcetto. E questo ha fatto scattare la molla: “Poiché noi ‘Siamo Dolcetto’” – spiega il presidente di Clavesana, Giovanni Bracco – “ci è parso naturale sostenere un’operazione che rispecchia in pieno la missione della cantina: costituire un punto di riferimento a 360° per il territorio, promuovere le sue eccellenze, diffondere la conoscenza della qualità che noi stessi contribuiamo, con i nostri vini, a produrre”. “Nello zaino dei pellegrini ci sarà anche una bottiglia nel nostro Dogliani – gli fa eco il direttore, Anna Bracco – e tutto il cammino sarà scandito da appuntamenti ai quali Clavesana dà un contributo decisivo: le “cene artusiane” previste il 16 alla nostra scuola delle Surie e il 17 al monastero di San Biagio, in cui pellegrini ed esperti enogastronomici delle Langhe si scambieranno pareri ed esperienze, e la “bisteccata” di fassona all’arrivo dell’ultima tappa, a Marmora”.

Una cronaca quotidiana del pellegrinaggio verrà fatta sia sul blog ufficiale dei pellegrini (artusiapiedi.wordpress .com), sia su quello di Clavesana (www.siamodolcetto.it) e relativi social network.

Chiunque volesse unirsi al cammino, anche per una sola tappa o una parte di essa, potrà farlo prenotandosi presso Clavesana (0173 790451 oppure manuela@inclavesana.it) con almeno 48 ore di anticipo.

I ‘pellegrini’ sono a disposizione dei giornalisti per incontri e interviste sia durante le pause che lungo tratti di cammino da percorrere insieme, o alla fine di ogni tappa.


Clavesana. Siamo Dolcetto | Ufficio Stampa
Daniela Mugelli

Frazione Madonna della Neve, 19
12060 Clavesana (CN)
Piemonte | Italia
vis it inclavesana.it - meet at siamodolcetto.it - wonder at vinoh.it

facebook: facebook.com/SiamoDolcetto
twitter: @SiamoDolcetto

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Ussaramanna (VS): il 18 e 19 maggio 29^ Mostra delle erbe spontanee e Sagra della pardula

di Marcella Onnis

Sabato e domenica prossima, 18 e 19 maggio 2013, l’A.T. Pro Loco di Ussaramanna, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e della Consulta giovanile (“Consultamanna”), organizzerà la 29^ Mostra delle erbe spontanee, accompagnata dalla “Sagra della pardula”.

La primavera stenta ad affermarsi, i fiori hanno tardato a sbocciare e forse per tale motivo, rispetto agli altri anni, è stato posticipato anche l’appuntamento con questa mostra che da circa trent’anni richiama da tutta la Sardegna amanti della natura e delle tradizioni. Fortunatamente, infatti, persiste l’interesse a conoscere o ripassare aspetto, nomi, proprietà e sapori delle erbe che nascono e crescono nelle campagne del Medio Campidano.

La manifestazione funge, inoltre, da vetrina per i tanti prodotti artigianali ed enogastronomici locali che, come ogni anno, saranno esposti in vari stand. Questi ultimi saranno aperti al pubblico dalle 9 fino alle 20.30 il sabato e alle 21 la domenica.

Il primo appuntamento in programma, alle 12.30 presso l’oleificio Podda, è il consueto pranzo sociale, che quest’anno propone una bella novità: il pranzo sarà, infatti, organizzato dall’associazione culturale “Le amiche di Zia Lella” di Assemini e il ricavato sarà devoluto alla ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il ricco menù è a base di piatti tipici: panadine e polpette di verdure; malloreddus alla campidanese; pecora bollita con patate e cipolle; salsiccia arrosto; frutta di stagione; seadas al miele / carapigna. Sono, inoltre, inclusi bevande e caffè. La quota di partecipazione è pari a 12 euro e occorre prenotarsi entro mercoledì 15, rivolgendosi al Comune, presso il Municipio, o chiamando ai numeri 349 7847243 e 331 3655467.

In serata, con inizio alle 16.30, si terrà il secondo concorso enologico con degustazione dei vini, mentre alle 18.30 si svolgerà la “Sagra della pardula”, con la degustazione del tipico dolce sardo.

Domenica mattina si comincerà alle 10.30 con una bella immersione nel paesaggio campestre grazie all’itinerario guidato “Tra ulivi secolari ed erbe spontanee”.

Nel pomeriggio si proseguirà con cibo per la mente e si concluderà con cibo per la pancia: alle 16.30 si terrà, infatti, una conferenze sulle proprietà benefiche delle erbe spontanee, mentre alle 18.30 ci sarà una degustazione di piatti alle erbe, preparati anche quest’anno dagli allievi dell’Istituto alberghiero di Villamar.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 349 7847243 – 331 3653368 – 347 5908196.

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La regina Elisabetta cerca un nuovo chef

 

 

La regina Elisabetta cerca un nuovo chef.
Deve essere in grado di cucinare per ricevimenti da 800 persone, banchetti per 200 invitati e, qui sta il difficile, pranzi per due.
E’ richiesta buona conoscenza della cucina francese.
Lo stipendio è di 27mila sterline all’ anno.
(Fonte: Ansa.it)

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La torta leggera al caffè

 

 

Avete mai gustato un dolce soffice che non appesantisca e che sia veloce da realizzare? No? Allora questa ricetta fa al caso vostro. L’ho provata per il compleanno di mio figlio e vi assicuro che è stato un successo. Il segreto di questo dolce è quello di annoverare tra i suoi ingredienti l’acqua. Certo la torta al caffè non è adatta ai bambini, ma per la mia nipotina io ho messo l’orzo. Ho poi decorato la torta con chicchi di caffè ricoperti di cioccolato. L’idea di questo dolce non è stata mia, ho attinto al sito http://www.gingerandtomato.com/ricette-dolci/dolci-caffe-torta-leggera/, e dopo averlo realizzato e gustato ho pensato di proporvelo.

Torta leggera al caffè

Ingredienti per 4 persone:

250gr. di farina | 200gr. di zucchero | 3 uova | 130ml. di olio di oliva leggero | 100ml. di acqua | 2 tazzine di caffé  ristretto 1 bustina lievito vanigliato per dolci | zucchero a velo per decorare

 

LA PREPARAZIONE:

  1. Montare con lo sbattitore elettrico le uova e lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere, olio, acqua, le tazzine di caffé, farina e per ultimo il lievito.

  1.  Il composto deve risultare molto fluido, non aggiungere altra farina per non comprometterne la sofficità.

  1. Imburrare una tortiera, versare il composto e cuocere in forno caldo per 30 minuti circa a 180 C°. Non aprire il forno durante la cottura.

  1. Una volta freddo spolverizzare la superficie con un po’ di zucchero a velo. Volendo si può tagliare in due il dolce e farcirlo con panna montata o con crema pasticcera, magari aromatizzata.

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Detenuti e cucina: Francesca De Carolis commenta il ricettario “Cucinare in massima sicurezza”

Fresco fresco di stampa, il libro curato da Matteo Guidi “Cucinare in  massima sicurezza”, edito da Stampalternativa, ricettario nato da un bel lavoro fatto con detenuti delle sezioni di massima sicurezza un po’ di tutta Italia. Insomma, quelli “cattivi”…  La premessa è che sono sicuramente di parte. Alcuni degli autori del libro di ricette sono le voci di Urla a bassa voce”, e, scorrendo queste pagine, rivedo luoghi e volti sia pure solo immaginati durante il mio lavoro sull’ergastolo ostativo. Ho un motivo di più quindi per apprezzare questo libro. Tutti i libri di cucina hanno sempre un grande fascino e anch’io ne ho comprato di “qualsiasi” per il solo gusto di avere fra le mani “ricette”, forse perché il richiamo inconscio è in fondo all’alchimia di formule, magari magiche, magari giochi di streghe… Queste degli ergastolani mi sembrano formule invocate per dare corpo all’illusione di una normalità possibile… e questo è uno degli aspetti forse anche toccanti del ricettario.  “Servire preferibilmente in piatti di legno…. preferibilmente con vino bianco…servire in fretta e ben fumante…”, spigolando qua e là…  E nello stesso tempo sono dichiarazioni dell’impossibilità di una vita normale. Capita che le note a margine di ogni ricetta, ricordino quanto la normalità sia impossibile, riportando sommessamente, ma continuamente, alla realtà del carcere. Ascoltate:  “ci si consolerà gustando”, “per svuotare le melanzane col coltello di plastica è necessaria molta pazienza”, sembrano sussurri in un posto che immagini di urla soffocate.(…)

Bella l’idea di far precedere ricette e ingredienti l’elenco degli strumenti necessari, che è poi la cosa che segna la differenza con un qualsiasi altro ricettario e ci ricorda ogni volta che fra noi e gli autori delle ricette s’innalza un muro. Tutto l’industriarsi, poi, intorno agli strumenti, la loro ideazione e costruzione è in realtà il racconto della sopravvivenza in carcere e ne è apprezzabile soprattutto la leggerezza.  Cosa che fra l’altro  permette di guardare a questo ricettario, quasi come a un manuale da giovani marmotte, o campeggiatori persi nel bosco… E’ vero forse, come si spiega nell’introduzione, che qui non si vuole insegnare a cucinare a nessuno, perché ricette semplici, che forse in tutte le famiglie si conoscono ( ma non ne sarei così sicura, e poi credo che la tentazione di provare lo “spaghetto infinito” possa venire a tutti) . E credo che per questo il libro penso possa essere proposto anche come manuale per riscoprire ricette “semplici”, casalinghe. Insomma, forse non è più per tutti tempo di cibi da grandi chef o molto elaborati, e questo da un lato anche per motivi economici, non indifferenti purtroppo in questo momento di crisi, dall’altro per la rivalutazione, che da un po’ di tempo comunque sta prendendo piede, delle cose semplici e naturali.

Ma c’è una cosa in più che qui si insegna, attraverso il tempo e i ritmi del cucinare: il tempo della pazienza. E qui è un tempo tutto particolare: quella della pazienza “obbligata”, e “necessaria” per sopravvivere.

Insomma parlare del carcere, dell’ergastolo per di più, passando per la cucina. Se il cibo è comunicazione, questo è il tentativo di aprire una porta (ahimé di ferro) attraverso un canale inaspettato, e, credo per molti insospettabile. Invito dunque a leggere, e magari provare queste ricette. Con un pensiero ai suoi autori, con tanta cura e passione seguiti e coordinati da Matteo Guidi. Capaci di parlare, ad esempio in una ricetta riservata al pollo, di un “povero animale”… Ma in quale altro libro di cucina trovereste mai un attimo di commozione per un povero pollo destinato alla propria tavola?

Francesca De Carolis

(http://www.laltrariva.net/?p=839)

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Cucina: antipasto di uova sode al forno

 

 

 

 

 

Volete preparare un antipasto sfizioso e veloce? Bene. Le uova al forno fanno al caso vostro. Io le ho provate presentandole per il giorno di Pasqua a parenti e amici. E’ stato un successo!

 

Occorrente per 4 persone

8 uova

1 dl. di panna da cucina

1 mazzetto di prezzemolo

1 spicchio d’aglio

sale e pepe q.b.

Preparazione

Bollite le uova almeno 10 minuti. Raffreddatele e poi tagliatele a metà in verticale. Estraete il loro tuorlo e riducetelo in poltiglia con una forchetta. Sminuzzate l’aglio e il prezzemolo ed uniteli ai tuorli. Aggiungete sale e pepe e 1 dl. di panna da cucina. Mettete negli albumi la miscellanea ottenuta, poi poneteli in una pirofila dove avrete messo un paio di cucchiai di acqua. Accendete il forno a 180° e fate cuocere per 10 minuti. Servite le uova tiepide. (F.L.)

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Pollo al limone e passato di verdure, una squisitezza veloce!

 

 

 

 

Occorrente per 4 persone

4 fettine di pollo

Minestra di verdure

1 limone

sale e pepe q.b.

 olio extravergine di  oliva

Vi è avanzato del passato di verdura e non sapete cosa farne? Non buttatelo  via! Leggete questa ricetta veloce e appetitosa che sarà una piacevole sorpresa per il palato dei vostri ospiti.

Tagliate delle striscioline di limone, poi spremete il frutto  in un recipiente. Tagliate le fettine di pollo a pezzetti,  versate un po’ d’olio d’oliva in una padella antiaderente, fate saltare il pollo  e versate il limone facendo insaporire il tutto per 3 minuti. Fate cuocere per altri 5 minuti, poi aggiungete il passato di verdura e lasciate insaporire per altri 5 minuti.

Togliete dal fuoco e prima di servire il piatto, rigorosamente tiepido e non freddo,  guarnitelo  con le striscioline di limone preparate.

Francesca Lippi

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Domenica a Fiesole la quinta edizione della Festa del Cioccolato

Comune di Fiesole
DAL FONDENTE A QUELLO BIANCO, L’ARTE DEL CIOCCOLATO TORNA A FIESOLE
Domenica 10 febbraio i maestri cioccolatieri si danno appuntamento in piazza Mino

Fondente, al latte, bianco. Il cioccolato di qualità torna a Fiesole per la quinta edizione della Festa del Cioccolato, quest’anno in programma domenica 10 febbraio.
Maestri cioccolatieri provenienti da ogni parte d’Italia propongono le loro dolci creazioni e mostrano l’arte del cioccolato in occasione della manifestazione ospitata in piazza Mino dalla mattina alle 9 alle sera alle 19.30.
Durante tutta la giornata sarà possibile curiosare tra gli stand e assaporare gli aromi di un cioccolato di altissima qualità, grazie alla presenza dei migliori artigiani del settore.
Lo scenario di piazza Mino diviene teatro di una delle più golose manifestazioni fiesolane, un’opportunità irrinunciabile per tutti coloro che apprezzano il miglior cacao lavorato con sapiente maestria. Quello che viene offerto ai visitatori è un vero e proprio percorso nel gusto: dalle praline assortite alle creme di gianduia o cioccolato, alle cioccolate calde aromatizzate ai gusti più fantasiosi, ai cremini e le lastre di nocciolato al latte e fondente ai cioccolatini ripieni. Queste e molte altre specialità vengono proposte al pubblico che negli stand può così gustare le tante varianti del cacao e apprezzare alcuni alimenti che ben si sposano con il cioccolato, come, per esempio, un caratteristico tipo di liquore. Fra le specialità imperdibili i particolari confetti che arrivano direttamente dalla Francia: si parte dal cuore di nocciola immerso nel cioccolato bianco, il tutto ricoperto da una crema a vari gusti, dal mandarino al cocco dalla cannella al mango, e custodito in un guscio di zucchero.
Quest’anno accanto agli stand saranno presenti anche banchi che propongono oggetti di artigianato: da prodotti per la casa a tanti altri manufatti, come le tegole decorate.

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