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Archivio | Cucina

Chi dice che la pasta frolla è fatta con le uova? Bugia……

Ingredienti:

 

300 gr farina

2 cucchiai di zucchero

3/4 di bustina di lievito per dolci

120 ml latte di soia

70 ml olio d’ oliva

 

Preparazione:

 

Versate 300 gr di farina in una scodella e fate la fonte nella quale andrete a versare70 ml di olio ( in questi casi lo uso d’ oliva per non dare un sapore troppo forte all’ impasto ), 120 ml di latte di soia, 2 cucchiai di zucchero e 3/4 di bustina di lievito per dolci.

Amalgamate bene nella fonte e poi iniziate a unire la farina poco alla volta.

Lavorate l’ impasto per circa 5 minuti.

Ricetta di Patrizia Rosellini

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Una goduriosa torta al cioccolato “alternativa”

Ingredienti

-due tazze di latte di soia (al gusto di cioccolato o vaniglia),

-una di farina di frumento integrale,

-una di farina bianca,

-una di sciroppo d’acero,

-mezza di cacao in polvere,

- mezza di zucchero di canna,

- due cucchiaini di lievito,

- due di aceto di mele,

- uno di sale,

- mezzo di cannella e mezzo di estratto di mandorla.

Le due farine, cacao, zucchero, lievito, sale e cannella vanno setacciati ed amalgamati in un recipiente. A parte andranno invece mescolati olio, sciroppo d’acero, latte di soia, estratto di vaniglia ed aceto. I due composti vanno quindi amalgamati e versati in una tortiera, da porre in forno per circa mezz’ora. Una volta cotta, la torta va divisa in due metà e riempita con una crema preparata con:

- 500 grammi di tofu (dal quale andrà tolto il liquido in eccesso),

- ¾ di tazza di zucchero di canna,

- ¾ di tazza di cacao in polvere,

- quattro cucchiaini di estratto di vaniglia e 500 grammi di cioccolato fuso.

Tofu, olio e sale vanno passati al mixer per almeno un minuto, in maniera da formare una composto uniforme. Vanno quindi uniti zucchero, cacao, vaniglia e cioccolato fuso. Se alla fine la crema dovesse risultare troppo corposa, può essere diluita con qualche cucchiaio di latte di soia, fino ad ottenere la consistenza desiderata. Una volta fredda, la crema è pronta per farcire la torta.

Ricetta di Patrizia Rosellini

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“Musica da cucina”: come trasformare pentole, posate, bicchieri in strumenti musicali

È inusuale riuscire a coniugare un ambiente concreto come la cucina a una vera e propria musica dai suoni eterei, impalpabili, sognanti. Fabio Bonelli, musicista di Morbegno (Sondrio), c’è riuscito con il progetto “Musica da Cucina”, che nasce nel 2005 dall’idea di catturare i suoni prodotti con attrezzi da cucina per creare un tessuto sonoro sul quale ricamare melodie di chitarra, clarinetto e fisarmonica. Sembra musica che proviene dallo spazio siderale. Da allora “Musica da Cucina” ha suonato in tutta
di Nicoletta Morabito – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/bW34h

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Divento chef online e batto la crisi. Internet e ottimismo nella cucina di Giulia

Siena, 28 dicembre 2011 – Il suo blog conta oltre 1500 accessi al giorno. Merito della sua passione per la cucina, che da semplice passatempo ora diventa lavoro. Grazie al sito internet che ha creato due anni fa, e che ora si trasformerà in una vetrina in cui offrirà servizi gastronomici di qualità. Giulia Scarpaleggia, 30 anni da Colle Val D’Elsa vive quella che potremmo definire una storia della crisi. La storia di chi da un momento certo non florido dal punto di vista occupazionale trae ottimismo e nuove opportunità. Dopo il termine del suo ultimo contratto di lavoro infatti, Giulia ha deciso di puntare tutto sul suo sito di ricette online. Che ora diventerà il suo impiego principale, trasformandola in imprenditrice di sé stessa. “O adesso o mai più - dice Giulia reduce dal pranzo di Natale, nel quale ha cucinato per tutta la famiglia – Voglio provarci, voglio far diventare la mia passione un lavoro. Se non tento, so che lo rimpiangerò per tutta la vita”. Il blog è bilingue, in italiano e in inglese. E proprio gli stranieri stanno contribuendo al successo, attirati dall’”aria di Toscana” e dalle ricette della tradizione.
Da dove ha origine la sua passione per la cucina?
“E’ iniziato tutto a sette anni, quando cucinai per la prima volta. Si trattava di un riso in bianco per mia madre. Da allora ho continuato. Ricordo ancora il primo pranzo che ho allestito. Un pranzo molto “anni Ottanta”, con pennette salmone e panna e cosci di pollo”.
E’ interessante che si parli di “anni Ottanta” anche per la cucina oltre che per la moda. Ma la passione come è cresciuta?
“La cucina ha sempre fatto da sfondo nella mia vita. Sono sempre stata ai fornelli. Dopo il liceo ho studiato a Scienze della comunicazione e dopo la laurea mi sono dedicata a un paio di impieghi. Lavori d’ufficio. Il secondo di questi, l’ultimo che ho svolto, era con Città dell’Olio, associazione per la tutela dell’olio d’oliva”.
In quale momento ha capito che quello che era un fantastico passatempo poteva diventare un lavoro?
“A un evento di Città dell’Olio che si svolse in Puglia. Facevo da interprete per grandi chef stranieri. Un evento che mi ha fatto capire che quella mia attività-passatempo era molto importante e poteva trasformarsi. Ho iniziato a leggere vari blog stranieri di cucina e dopo un anno, nel 2009, ho deciso di passare all’azione. Al termine del mio ultimo contratto ho deciso che il blog sarebbe diventato il mio lavoro”.
Aveva delle competenze specifiche in informatica?
“Non particolarmente anche se ho seguito dei corsi di grafica. Gestisco il blog tramite la piattaforma wordpress. Per le fotografie dei piatti che preparo ho una Canon Eos 500″.
Quello che in molti si chiedono è come è possibile guadagnare da un blog, pur visitatissimo come il suo…
“Il blog sarà una importantissima vetrina dei servizi che offrirò: corsi di cucina per italiani e stranieri, tour enogastrnomici. Ma spero di continuare a fotografare e a scrivere ricette, non solo sul blog ma anche per alcuni magazine, come sto facendo”.
Il successo è arrivato anche perché ha iniziato a scrivere le ricette in inglese. E’ giusto?
“Sì, gli stranieri impazziscono per certi piatti. Leggevo blog di cucina di tutto il mondo e notavo come conoscere e scrivere in inglese fosse importantissimo. Un’amica polacca mi chiese di scrivere le ricette almeno in inglese, così anche lei avrebbe potuto capirle. La soddisfazione è enorme perché ricevo messaggi da tutto il mondo”.
Ci racconti il menu delle sue feste natalizie.
“Cappelletti in brodo con ricetta emiliana, pollo in galantina, bollito misto e ricciarelli fatti in casa”.
Ora che sarà il suo lavoro, il blog subirà dei cambiamenti?
“Un’agenzia curerà il restyling grafico, mentre sto curando le sezioni in cui pubblicizzerò i corsi e i tour gastronomici”.
Dunque la crisi rappresenta una opportunità per evolvere?
“Credo che dalla crisi possano nascere nuove opportunità. Se il mio precedente lavoro fosse continuato non avrei mai rischiato, ma in questa situazione voglio provare. Ho poco da perdere e ho una grande passione. Dunque perché no?”.
Fonte: La Nazione

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Natale 2011: giu’ la spesa per il cenone

Secondo quanto affemato dalla Coldiretti, gli Italiani, che quest’anno non hanno alcuna intenzione di fare spese folli per il cenone, compreranno meno prodotti di moda molto cari come lo champagne, il caviale e le ostriche, per preferire il Made in Italy magari a Km 0.
La Coldiretti parla di un italiano su tre (il 73%) che per questo Natale 2011 intende acquistare prodotti Made in Italy; mentre il 33% si dice disposto a ragalare prodotti alimentari locali a chilometro zero. Il 28% invece è orientato sui i prodotti a marchio bio.
Secondo le stime di Confsercenti le tavole degli Italiani in occasione dei tradizionali cenone e pranzo di Natale saranno più povere del 19%, per una spesa che sarà di 2,3 miliardi.
Con la crisi si fa strada uno stile di vita diverso, che fa a meno degli eccessi e degli sprechi, molto più attento alla qualità dei prodotti alimentari.
In sintonia con questa tendenza, sono aumentati gli Italiani , circa dieci milioni, che quest’anno preferiscono fare compere nei tradizionali mercatini natalizi per l’acquisto dei i regali. Molto gettonate anche le botteghe artigianali, come quelle di Campagna Amica, e le imprese agricole locali che garantiscono prodotti di qualità e una maggiore originalità.
Un Natale quindi all’insegna del consumo responsabile per un brindisi tutto Italiano; a base di spumante ovviamente.

Emiliano Forte di “La Voce”

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A Monsummano Terme (PT) domani si chiude “Cibo, salute e felicità”

 Il piacere del buon mangiare contro gli eccessi, il cibo come piacere di stare insieme, la tutela delle biodiversità e la promozione di stili alimentari corretti per la nostra salute. Sono questi i temi della manifestazione dal titolo  “Cibo, salute e felicità” che chiude i battenti domani domenica 4 dicembre presso la Fattoria Medicea di Monsummano Terme (Pt), via Cesare Battisti 1297. Una iniziativa organizzata dalla Delegazione Cesvot della Provincia di Pistoia in collaborazione con Condotta Slow Food Valdinievole con la collaborazione del Comune di Monsummano Terme, dell’Istituto Alberghiero Montecatini Terme e i patrocini della Provincia di Pistoia, Azienda USL 3, Società della Salute della Valdinievole e Società della Salute Pistoiese. L’obiettivo è quello di sollecitare una riflessione sull’importanza del cibo e su come ad esso siano intrecciati elementi educativi, conviviali, di tutela della salute, dell’ambiente e della qualità di vita. Molti gli appuntamenti in programma a cui parteciperanno esperti, medici, addetti ai lavori da tutta Italia, associazioni che si occupano di alimentazione, salute e ambiente e un testimonial d’eccezione come il fumettista Sergio Staino. Si comincia alle ore 9 con la tavola rotonda dal titolo “L’etica dell’alimentazione” con, tra gli altri, Cinzia Scaffidi direttore centro studi Slow Food e Donata Frigerio segreteria Associazione Botteghe del mondo. Alle 13.15 buffet di “cucina etica” realizzati da Slow Food Valdinievole in collaborazione con Cuochi Terra Madre ed Istituto Alberghiero Montecatini e alle ore 14 incontro sul tema “Il piacere e la felicità” dove si parlerà della difesa dei sapori e un approccio al cibo più a dimensione umana, in particolare insegnato ai bambini, con Sergio Staino che parlerà di “convivialità ed elogio alla lentezza”.  Le conclusioni dei lavori sono affidate alle ore 16 a Roberto Burdese presidente di Slow Food Italia a cui seguirà la presentazione dell’abito del 150° dell’Unità d’Italia ed il concerto di canzoni della tradizione popolare toscana.

L’iniziativa è aperta a tutti e per informazioni  rivolgersi a: Delegazione Cesvot di Pistoia Via San Bartolomeo, 13/15, tel. 0573 977542  email: del.pistoia@cesvot.it

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Chiacchierata con Andrea Urpi per scoprire il suo “Coprì” … e non solo

di Marcella Onnis

Recentemente abbiamo incontrato Davide Costa, inventore del software Sardu, e oggi vogliamo proseguire questo mini-tour in quella che possiamo definire “l’Italia che funziona”.

Coetaneo, compaesano ed ex compagno di scuola di Davide, l’imprenditore Andrea Urpi ha inventato, collaudato e infine brevettatoCoprì, il salva fragranza”. Si tratta di una sorta di cuffia, lavabile e riutilizzabile, che può essere usata sia per conservare che per scaldare i cibi (www.copri.it). Lo scorso settembre, l’azienda di Andrea, FE.SA. srl, ha partecipato al Macef – Salone internazionale della casa di Milano in occasione del quale Coprì è stato definito il prodotto più innovativo della manifestazione.

Andrea, vuoi spiegare ai nostri lettori com’è nato Coprì e perché è così speciale?

Certo!  Il nostro ultimo prodotto “Coprì il salva fragranza” nasce dalla irrefrenabile curiosità per le novità  e sana deformazione professionale che accomuna me e i miei collaboratori. Coprì altro non è che un sostituto della solita pellicola per alimenti in rotolo. La vera particolarità di Coprì consiste nel suo possibile riutilizzo, praticità e uso sia nel frigorifero che nel forno microonde per riscaldare i cibi ….caratteristiche queste che lo rendono unico nel suo genere.

In Italia ormai si parla molto di tutela dell’ambiente, ma credi che questa nuova sensibilità stia già dando risultati concreti ed apprezzabili?

Io in prima persona nutro una grande passione e rispetto per la natura e l’ambiente in gener . Scelgo spesso per i miei viaggi delle mete che mi possano far ammirare le bellezze del nostro pianeta. Posso dire che, con stupore e dispiacere, noto che in Italia ci stiamo appena interessando di ambiente e alla sua reale tutela…. ci siamo fatti precedere da Paesi molto più arretrati del nostro forse per non danneggiare qualche lobby, ma il risultato è pessimo e questo non ci fa onore! Noi nel nostro piccolo possiamo dire che siamo molto soddisfatti di aver lanciato un prodotto che, essendo riutilizzabile, risulta essere, oltre che economico, rispettoso dell’ ambiente e quindi perfettamente in linea con queste tematiche. È in fase di analisi e studio la possibilità di lanciare il “Coprì Bio” che verrà realizzato con materiali naturali e quindi biodegradabili al 100% .

Per questo mese è previsto il lancio di un tuo nuovo prodotto: di cosa si tratta?

Si, non vogliamo che Coprì rimanga “figlio unico” e così da bravi “genitori” ci siamo adoperati per ingrandire la famiglia! Nei prossimi giorni verrà quindi presentato un nuovo articolo …. delle buste sottovuoto riutilizzabili per conservare i cibi nel freezer o frigo che, munite di una speciale valvola e uno zip, permetteranno mediante una pompetta manuale di creare il sottovuoto in casa risparmiando e con in più la possibilità di riutilizzo delle buste.

L’invenzione di Coprì ha aiutato la tua azienda a risollevarsi: oltre all’innovazione, pensi che anche i licenziamenti più facili possano essere davvero una soluzione per aiutare le imprese in crisi?

La mia azienda stava da diverso tempo subendo la situazione di disagio economico che sta interessando quasi tutte le imprese e avevamo quindi cominciato a licenziare. Tuttavia, malgrado agonizzanti, abbiamo sempre avuto la voglia e la convinzione di credere in una ripresa che sta cominciando proprio con Coprì, che ci sta rendendo visibili in mercati inaspettati prospettandoci un buon futuro. L’idea di poter interrompere un rapporto di lavoro con chiunque dei miei collaboratori mi ha sempre spaventato e rattristato. I licenziamenti sono sicuro non piacciano a nessun imprenditore che ha per sua natura come “mission” quella della crescita della propria azienda e del miglioramento in generale . Talvolta, però, anche in virtù della situazione economica in cui ci si trova e dell’ attuale enorme costo della forza lavoro, ci si trova costretti a ridimensionarsi per superare il momento di difficoltà  e in questo contesto dico che i licenziamenti dovrebbero essere più facili per consentire la vita dell’azienda e salvaguardare comunque il lavoro degli altri collaboratori .

Perché, secondo te, la Sardegna non riesce a progredire economicamente?

Non penso di essere la persona adatta per criticare l’operato dei nostri rappresentanti politici perché faccio l’imprenditore e non il politico, ma la mia opinione è che siamo sicuramente vittime della nostra insularità che, però, viene aggravata dalla mancata applicazione di leggi chiare come quella, ad esempio, della continuità territoriale, che doveva interessare anche lo spostamento delle merci e rendere i nostri prodotti competitivi e quindi appetibili per il mercato …. in questo credo che ci sia anche una responsabilità politica.

Vivi tra Miami e Sanluri: una scelta o una necessità?

In primis sicuramente una necessità. La passione per i viaggi mi ha aiutato a superare un momento critico della mia vita che forse non avrei vinto stando qui a Sanluri dove vivono le mie due figlie, Federica e Sara. Poi dico anche una scelta che, vedendo le notevoli possibilità, sia lavorative che di qualità di vita che può riservare un sistema come quello americano, mi sento di consigliare a qualunque giovane che abbia delle ambizioni e voglia di riscatto. Il mio unico rammarico è quello di esserci approdato oltre i 40 anni!!!

Un’ultima domanda: tu che hai trovato un modo efficace di conservare i cibi, che “ricetta” proponi per “conservare” il potenziale culturale del nostro Paese e frenare la fuga dei cervelli?

Vivendo a Miami spesso mi accade di conoscere delle persone italiane che sono approdate negli USA molto prima di me, come da poco un noto medico che lì  ha ottenuto grandi riconoscimenti per il suo lavoro. Dai loro discorsi capisco che la “ricetta” per evitare la definita “fuga di cervelli”  sarebbe sicuramente quella di fare programmazione… in Italia non si fa o si fa male e ci si trova spesso adulti, insoddisfatti e costretti per poter svolgere il lavoro sperato e tanto atteso a doversi tristemente allontanare dal proprio Paese.

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Tiramisu pera e liquirizia

Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 10 minuti
 
Ingredienti (4 Porzioni):

    16 caramelle alla liquirizia
    125 g di mascarpone
    2 albumi
    1 grossa lattina di pere sciroppate
    160 g di cioccolato fondente
    1 confezione di savoiardi
Preparazione:
Scola le pere conservando lo sciroppo e tagliale a fettine sottili. Fai fondere la liquirizia con un po’ d’acqua. Fai fondere anche il cioccolato. Porta a ebollizione. Monta gli albumi a neve. Versa lo sciroppo di liquirizia a 117°C sugli albumi a neve. Continua a sbattere fino a che la preparazione diventi quasi fredda. Sbatti energicamente il mascarpone poi mescolalo con un terzo della meringa; dopo di che, incorporalo con il resto della meringa con una frusta. Metti 1/3 della crema sul fondo del piatto di servizio o delle coppette individuali. Imbevi i savoiardi con lo sciroppo di pera e mettili al centro del piatto, a 1 cm dal bordo. Ricopri di crema poi di fettine di pera. Versa uno fine strato sottile di cioccolato sulle pere e termina con la crema alla liquirizia.
Fonte: Alfemminile.com

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