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Archivio | Associazionismo

A Maglie (LE) si celebra il 21° anniversario della strage di Capaci

Il 23 Maggio ricorre il 21° anniversario della strage di Capaci e il presidio “Antonio Montinaro” anche quest’anno ricorda le vittime cadute nel vile attentato  che la mafia compì su quel nastro d’asfalto. Era il 23 maggio del 1992 quando furono dilaniati il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo ed Antonio Montinaro il caposcorta originario di Calimera a cui è intitolato proprio il Presidio magliese di Libera.

Nel 2011 i nomi delle vittime sono stati riportati su una stele in pietra leccese posta ai piedi di una quercia vallonea piantata nel Parco della Rimembranza di Maglie. In questi giorni alcuni volontari hanno liberato da erbacce la stele e l’albero che necessita di maggiori cure in quanto la chioma è completamente secca anche se,  sul tronco,  ci sono dei germogli che sembra testimonino la volontà della pianta di resistere all’incuria e di continuare a svolgere il proprio ruolo di testimonianza e memoria come pensato da chi la mise a dimora in quel luogo.

Proprio per fare memoria la mattina del 23 maggio Libera organizza con  gli studenti e i docenti del Liceo Capece di Maglie la proiezione del film “Uomini soli” alla quale seguirà un momento di confronto di emozioni e di approfondimenti sul tema  da parte dei ragazzi coinvolti nel percorso di legalità.

E’ intenzione del Presidio magliese di avviare una collaborazione con le scuole della città sviluppando un percorso culturale in cui la data del 23 maggio rappresenterà un appuntamento fisso insieme alla “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafie” e al passaggio annuale in provincia della Carovana Antimafie. Questa collaborazione servirà anche a conoscere fenomeni di cui pure il nostro territorio è testimone come l’aumento esponenziale di esercizi commerciali dediti alle attività di “compro oro”, di scommesse sportive e di sale giochi in cui molti cittadini finiscono per indebitarsi entrando, a volte, nel vorticoso giro dell’usura.

Maglie, 19/05/2013

Per il Presidio

Il   Referente  Giancarlo Costa Cesari

L’ Animatrice  Maria Pia DE MEDICI

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Cagliari: sabato al via il corso di scrittura creativa “senza frontiere”

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA

creatività senza frontiere”

Sabato 25 maggio dalle ore 10 alle ore 12, presso l’associazione alfabeto del mondo, in via eleonora d’arborea, dopo la prima lezione di prova, si entra nel vivo del seminario di scrittura creativa.

Il corso metterà in luce una corposa galleria di voci e tematiche della letteratura e anche una narrazione di ascolto del mondo, in cui gli scrittori sono espressione di una corrispondenza, di risposta al segreto che, delle cose, colpisce e invita. La lingua aperta alla dimensione del reale è l’inizio e il concerto della letteratura, come elemento antropologico, dove i testi continuano a parlarci, poiché in essi si testimonia lo stesso segreto che c’è negli uomini e dove le convenzioni si rompono in continuazione. Parleremo di letteratura come di uno strumento di conoscenza e di autocoscienza. Cercheremo di sperimentare come con la lettura di un´opera d´arte si entri in un teatro in cui si è tutti attori, e dove gli autori  sono sempre qualcuno che fa crescere qualcosa, amiamo i nostri autori poiché ci fanno avvertire con più forza la nostra stessa singolare vita. E quando si pensa alla letteratura il riferimento è sempre a un’esperienza, o meglio a prendere sul serio la propria esperienza. Se non si crede più nella esistenza del reale domina il gioco delle opinioni, del potere o anche delle parole spente.

Parleremo anche di poesia e di come questa non porga opinioni sul mondo, offre il mondo e il suo mistero ed è un´esperienza di lingua accesa, di lingua viva, l’indizio di una vita che ricerca la vita stessa.

 

Il seminario “creatività senza frontiere”è organizzato da Alfabeto del Mondo senza fini di lucro.  Inizierà sabato  25 maggio 2013 alle ore 10,00 e avrà la durata di 30 ore per un totale di 15 incontri.

La frequenza è gratuita per le  persone socialmente svantaggiate, segnalate dai servizi sociali.

Gli altri partecipanti verseranno una quota di autofinanziamento per contribuire alle spese di organizzazione e gestione. Per informazioni e iscrizioni inviare una mail all’indirizzo: info@alfabetodelmondo.it.  otelefonare ai numeri: 3494140299, 3474103290, 3483285044.

 

Cagliari 21 maggio 2013

Ufficio Stampa di Alfabeto del Mondo

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Domenica a Palermo festa con Open for Amnesty 2013 e CicloAmnesty 2013

Amnesty International Sezione Italiana Onlus

Gruppo Italia 243 – Palermo

 

Open for Amnesty 2013, il golf schierato per i Diritti Umani

I soci del Villa Airoldi Golf Club anche quest’anno calcano il green per sostenere gli attivisti di Amnesty International ed il loro costante lavoro per la tutela dei Diritti Umani

 

Domenica di festa il prossimo 26 maggio per gli attivisti di Amnesty International, il Gruppo Italia 243 infatti rinnova i suoi abituali appuntamenti con Palermo, organizzando, insieme al Coordinamento Palermo Ciclabile – FIAB ed al Villa Airoldi Golf Club, le edizioni 2013 del CicloAmnesty e dell’Open for Amnesty.

L’Open for Amnesty è ormai un appuntamento abituale per i golfisti siciliani, nato come evento abbinato al CicloAmnesty si va imponendo sempre più come appuntamento agonistico che porta gli atleti a calcare il green in nome della tutela dei Diritti Umani.

La gara, con i primi team, si avvierà sin dal mattino presto del 26 maggio ma le iscrizioni al torneo dovranno perfezionarsi entro le 14,00 di sabato 25 presso la segreteria del Club (091 543534) di Piazza Leoni, 9 a Palermo.

Durante il torneo, gli atleti ed il pubblico troveranno presso il gazebo del Gruppo Italia 243, molto attivo sul fronte della tutela dei diritti umani in Bielorussia, gli appelli da firmare a favore delle vittime di quel paese.

I golfisti per i Diritti Umani si cimenteranno suddivisi in prima e seconda categoria e competeranno per numerosi premi: primo e secondo netto per categoria, per il primo tra gli junior, la prima tra le lady, il primo senior ed il primo nella speciale classifica del punteggio lordo.

 

Amnesty International Sezione Italiana – Gruppo Italia 243

320.1161920 – gr243@amnesty.it

 

***

 

CicloAmnesty 2013, torna la pedalata in giallo

Gli attivisti di Amnesty International rinnovano l’appuntamento con la tradizionale passeggiata ciclistica di fine maggio, dedicata quest’anno alle vittime di violazioni dei diritti umani in Bielorussia

 

Domenica di festa il prossimo 26 maggio per gli attivisti di Amnesty International, il Gruppo Italia 243 infatti rinnova i suoi abituali appuntamenti con Palermo, organizzando, insieme al Coordinamento Palermo Ciclabile – FIAB ed al Villa Airoldi Golf Club, le edizioni 2013 del CicloAmnesty e dell’Open for Amnesty.

La passeggiata ciclistica vede inoltre la collaborazione di A.S.D. NONSOLOSTERRATO, Associazione Culturale Polizia Municipale, A.S.D. Panormus MTB and Trail Team, A.S.D. Il Mondo della Bici, S.I.S.M. Palermo, UISP Palermo.

L’appuntamento per i sostenitori delle campagne di Amnesty International e per gli amanti della bicicletta è fissato per domenica 26 maggio alle ore 9.30 al campo base, ospitato dal Villa Airoldi Golf Club a Piazza Leoni 9, dove ll Gruppo Italia 243, molto attivo sul fronte della tutela dei diritti umani in Bielorussia predisporrà un gazebo presso il quale i pedalanti in giallo potranno firmare gli appelli a favore delle vittime di quel paese.

La partenza è prevista alle ore 10.30 e sarà effettuato il seguente percorso: Villa Airoldi Golf Club a dx Piazza Leoni, viale Diana, Casa Natura (PAUSA), viale Diana,Viale Ercole, Palazzina Cinese, a sx Viale Duca degli Abruzzi, viale Del Fante, via dell’Artigliere, via Libertà, piazza Castelnuovo (PAUSA), via Emerico Amari, via Roma, Piazza Don Luigi Sturzo, Via Bertolino Giuseppe Puglisi, Via Isidoro Carini, Via Pasquale Calvi, via Carlo Alberto Dalla Chiesa, via Marchese di Villabianca, via Marchese di Roccaforte, a sx Piazza Leoni, Villa Airoldi Golf Club

Per partecipare occorrerà disporre di una bici (o prenotarla entro sabato 25 a prezzo speciale presso Palma Nana in via Caltanissetta 2/b – 091/303417) e registrarsi (gratuitamente) presso il gazebo del Coordinamento Palermo Ciclabile – FIAB. Ciò darà diritto alla copertura assicurativa, ad un adesivo ricordo ed a un drappo giallo da usare nel caso il partecipante non abbia indossato un indumento dello stesso colore. Colorare di giallo Palermo è infatti lo scopo degli attivisti di Amnesty International.

 

Amnesty International Sezione Italiana – Gruppo Italia 243

320.1161920 – gr243@amnesty.it

 

Leggi il rapporto 2012 sulla Bielorussia [file .pdf]

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Giovedì a Forlì nuovo appuntamento con la campagna d’informazione “Difendi la Patria, dai valore alla vita”

CAMPAGNA DI INFORMAZIONE E PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLA DONAZIONE E TRAPIANTO DEGLI ORGANI, TESSUTI E CELLULE

TRA IL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE

Regione Emilia Romagna 2013

 

Protocollo d’intesa tra Ministero della Difesa e della Salute del 7.11.2007

“Difendi la Patria, dai valore alla vita” al 66° Reggimento F. Aeromobili ” Trieste”

 

Giovedì 23 Maggio 2013 alle ore 10,00, in viale Roma 151 Forli, presso la Caserma De Gennaro sede del 66° Reggimento F. Aeromobili “Trieste “, nuovo appuntamento con la campagna d’informazione “Difendi la Patria, dai valore alla vita” promosso dall’ Associazione Sarda Trapianti “Alessandro Ricchi”, in collaborazione con l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI), la Federazione Nazionale Liver-Pool e il Rotary Club di Forlì.

La campagna d’informazione tra il personale delle Forze Armate a sostegno della cultura della donazione e trapianto degli organi, dei tessuti e delle cellule, è partita con successo dalla Regione Sardegna che nei mesi scorsi ha visto coinvolti centinaia di Militari dei quattro Reggimenti della “Brigata Sassari”.

Il “valore della vita” quindi al centro dell’appuntamento: da quella da difendere, come fanno quotidianamente i militari impiegati nelle azioni di peacekeeping per il mantenimento della pace, a quella da salvare con la donazione e il trapianto degli organi.

Saranno presenti anche a Forlì, in qualità di relatori esperti nel settore sanitario della donazione e del trapianto di organi, i sanitari responsabili del Coordinamento locale Trapianti della ASL .Vari testimonial trapiantati comunicheranno la loro esperienza di pazienti rinati a vita nuova.

A tutti i partecipanti sarà distribuito materiale informativo ed in particolare ai militari verrà chiesto di sottoscrivere la dichiarazione di volontà con l’apposito modulo predisposto dal Ministero della difesa http://www.difesa.it/Content/DifendiLaPatriaDaiValoreAllaVita/Pagine/default.aspx Il modulo adesione, già distribuito in precedenza dal comando militare del Reggimentodi, debitamente compilato, sarà consegnato al Comando di appartenenza per essere inserito nel fascicolo personale ed infine inserito nella banca dati del Centro Nazionale Trapianti.

 

Iglesias 21 maggio 2013

 

S.Ten.Giampiero Maccioni

Presidente Sezione UNUCI Iglesias

Presidente Associazione Sarda Trapianti

Segretario Nazionale Federazione LIVER POOL

Cell.347.6106054 http://wwwassociazionesardatrapianti.blogspot.com/

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Palermo: domani la presentazione dell’iniziativa “Cultura è legalità: una luce per la Sicilia”

La proposta della Fondazione Piccolo: assegnare alla Sicilia la medaglia d’oro

per il grande tributo di sangue versato contro la mafia

 

DOMANI APPUNTAMENTO IN SALA GIALLA A PALAZZO DEI NORMANNI

IL 23 MAGGIO LA PRIMA LAMPADINA ELETTRICA ILLUMINERÀ VILLA PICCOLO

 

Assegnare una medaglia d’oro alla Sicilia per il tributo di sangue versato da tantissimi onesti servitori dello Stato. È la proposta della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, che – per bocca del drammaturgo Aurelio Pes – chiederà al Capo dello Stato che la Sicilia venga riconosciuta vittima della mafia e le sia assegnata una medaglia al valore civile.

La proposta sarà ufficializzata domani, martedì 21 maggio, alle 10, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, a Palermo, dove la Fondazione Famiglia Piccolo illustrerà l’iniziativa “Cultura è legalità: una luce per la Sicilia”. Interverranno, fra gli altri, Geraldina Piazza, giornalista e nipote del giudice Cesare Terranova, Aurelio Pes, drammaturgo, e il giornalista e scrittore Alberto Samonà.

Simbolico e, al contempo, dal forte significato anche il titolo dell’iniziativa: infatti, giovedì 23 maggio, alle 17.58 nella casa-museo di Villa Piccolo a Capo d’Orlando, verrà accesa al pubblico la prima lampadina elettrica (ancora perfettamente funzionante), inventata nel 1879 dall’americano Thomas Edison. Una piccola cerimonia, che nell’anniversario della strage di Capaci, vuole simbolicamente ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, degli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani e di tutti quelli che hanno perso la vita per combattere la criminalità mafiosa.

Nel corso dell’incontro alla Sala Gialla sarà mostrata la lampada elettrica di Thomas Edison e Geraldina Piazza leggerà l’originale della lettera autografa che il giudice Giovanni Falcone le scrisse l’11 febbraio del 1983, in merito all’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa. Una lettera, che oggi apre ulteriori interrogativi su connivenze e responsabilità non ancora del tutto chiarite.

“Cultura e legalità – sottolineano dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella – non possono essere scisse. Chi oggi offende la cultura, siano essi politici, amministratori, burocrati o la stessa indifferenza, favorisce l’ignoranza che è il terreno su cui si fonda la criminalità. Per questo, crediamo che la cultura sia una possibilità concreta per combattere la mafia e onorare una terra che ha pagato un enorme tributo di sangue”.

 

 

 

Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella

Museo Parco di Villa Piccolo SS. 113, Km. 109

98071 Capo d’Orlando (Me) – Ente Morale DPR n.201/1972

Tel./Fax: 0941 957029 – Wind: 331 4924743

www.fondazionepiccolo.itinfo@fondazionepiccolo.it

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Quando protagonismo e campanilismo diventano i “nemici” del bene comune

Una “triste” esperienza che fa riflettere

 di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

Alcuni anni fa ebbi occasione di presenziare come delegato ad una assemblea di una Associazione nazionale di volontariato (peraltro molto nota) per il rinnovo delle cariche elettive. Un appuntamento indubbiamente importante: un impegno di “forzati” della poltrona per tre giorni consecutivi, più o meno allineati ad ascoltare interventi talvolta interessanti e “curiosi”, tal’altra monotoni, retorici o privi di spunti propositivi. Oltre cento delegati provenienti da tutte le Regioni (immaginarsi il costo della trasferta per le casse dell’associazione non-profit) con il diritto di parola e di voto, accomunati più o meno dalla stessa finalità per raggiungere la quale non sono però mancati “incidenti verbali” (anche di cattivo gusto), per non parlare poi di qualche esibizionismo campanilistico da parte di questa o quella Regione sede di Sezione, nord o sud, poco importa! Insomma, aveva più voce in capitolo chi possedeva un certo carisma: tono di voce ed espressione mimica più incisivi, sufficienti ad “ammaliare” la platea senza però considerare che in quel momento nessuno era suddito, ma tutti rappresentavano la propria Sezione, la propria Regione e soprattutto la propria dignità di uomo e volontario. Alcune proposte sono state discusse, commentate e per certi versi considerate; mentre altre, addirittura ignorate come a voler “ledere” in qualche modo l’inefficienza e la dignità dell’umile delegato proponente: un’indifferenza che suonava come un invito a scendere dal pulpito e tornare ad occupare il suo posto in platea. E che dire dei commenti prima, durante e dopo le votazioni? Anche qui non sono mancati mormorii, giudizi gratuiti,  occhiate più o meno eloquenti, espressioni più o meno decifrabili…, inviti a preferire per interesse personale questo o quel delegato.

Finalmente è arrivato il giorno delle elezioni, e qui mi astengo da ogni commento per lasciare il posto ad una riflessione, probabilmente espressa più volte in precedenti occasioni: io credo che il “vero” proporsi agli altri attraverso una qualunque azione o pensiero non significa pagare servizi e cose o creare alleanze e gerarchie, bensì cooperare nella ricerca di un fondamento saldo per la nostra volontà di lavoro non profit e progresso. «Fondamento – come precisava il filantropo Albert Schweitzer (1875-1965) – da cercarsi nell’interpretazione della nostra vita, della vita che ci circonda e nel significato che ad essa attribuiamo». Ma tant’é. Andare contro le opinioni dominanti degli amici, delle persone che vediamo tutti i giorni (o quasi), è forse il più difficile atto di coraggio che possiamo compiere. Poiché non esiste l’eroe dell’azione, ma quello della rinuncia e del sacrifico (e dell’umiltà), la solidarietà può essere intesa come pura “invenzione” dello spirito ma la sua concretezza deve indurci a considerare che l’unico vero protagonista è colui che vive nella condizione di necessità. Ho voluto citare questa mia esperienza per sottolineare che alcuni membri di associazioni di volontariato nel nostro Paese dovrebbero “rivedere” il proprio ruolo nel mondo del non-profit; in caso contrario, la loro continua presenza fagociterebbe quel malcostume che si sta perpetuando sempre più, ossia la pseudo solidarietà per un’ambizione fine a se stessi e lesiva alla collettività.

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La Fondazione Piccolo propone una medaglia al valore per la Sicilia, vittima della mafia

La proposta della Fondazione Piccolo: assegnare alla Sicilia la medaglia d’oro

per il grande tributo di sangue versato contro la mafia

 

IL 23 MAGGIO LA PRIMA LAMPADINA ELETTRICA ILLUMINERÀ VILLA PICCOLO

 

Assegnare una medaglia d’oro alla Sicilia per il tributo di sangue versato da tantissimi onesti servitori dello Stato. È la proposta della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, che – per bocca del drammaturgo Aurelio Pes – chiederà al Capo dello Stato che la Sicilia venga riconosciuta vittima della mafia e le sia assegnata una medaglia al valore civile.

La proposta sarà ufficializzata martedì mattina, alle 10, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, a Palermo, dove la Fondazione Famiglia Piccolo illustrerà l’iniziativa “Cultura è legalità: una luce per la Sicilia”. Interverranno, fra gli altri, Geraldina Piazza, giornalista e nipote del giudice Cesare Terranova, Aurelio Pes, drammaturgo, e il giornalista e scrittore Alberto Samonà.

Simbolico e, al contempo, dal forte significato anche il titolo dell’iniziativa: infatti, giovedì 23 maggio, alle 17.58 nella casa-museo di Villa Piccolo a Capo d’Orlando, verrà accesa al pubblico la prima lampadina elettrica (ancora perfettamente funzionante), inventata nel 1879 dall’americano Thomas Edison. Una piccola cerimonia, che nell’anniversario della strage di Capaci, vuole simbolicamente ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, degli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani e di tutti quelli che hanno perso la vita per combattere la criminalità mafiosa.

Nel corso dell’incontro alla Sala Gialla sarà mostrata la lampada elettrica di Thomas Edison e Geraldina Piazza leggerà l’originale della lettera autografa che il giudice Giovanni Falcone le scrisse l’11 febbraio del 1983, in merito all’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa. Una lettera, che oggi apre ulteriori interrogativi su connivenze e responsabilità non ancora del tutto chiarite.

“Cultura e legalità – sottolineano dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella – non possono essere scisse. Chi oggi offende la cultura, siano essi politici, amministratori, burocrati o la stessa indifferenza, favorisce l’ignoranza che è il terreno su cui si fonda la criminalità. Per questo, crediamo che la cultura sia una possibilità concreta per combattere la mafia e onorare una terra che ha pagato un enorme tributo di sangue”.

 

 

Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella

Museo Parco di Villa Piccolo SS. 113, Km. 109

98071 Capo d’Orlando (Me) – Ente Morale DPR n.201/1972

Tel./Fax: 0941 957029 – Wind: 331 4924743

www.fondazionepiccolo.itinfo@fondazionepiccolo.it

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Taranto – Caso Ilva: Tutti dentro. Florido e gli altri.

L’ARRESTO DI GIANNI FLORIDO NON E’ MICA UNA RIPICCA? SE NON LO E’, PERCHE’ ORA?

La magistratura tarantina, in testa  Patrizia Todisco, arresta il presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido (PD), ed il suo assessore all’ambiente, Michele Conserva. La stessa magistratura si limita ad indagare il Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno. Nulla per Niki Vendola nonostante, a loro dire, vi siano “Costanti contatti tra Ilva e Vendola”. Silenzio su Stampa e tv locali, così come sui sindacati ed oltremodo sui magistrati che per 50 anni hanno omesso ogni intervento atto ad impedire tutto ciò di cui oggi su Taranto si parla a livello mediatico e giudiziario. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall’Ilva «in carenza dei requisiti tecnico-giuridici».

Il Dr. Antonio Giangrande, scrittore e presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, aborra l’uso spregiudicato delle manette. Tintinnio di manette  che distrugge l’esistenza degli individui e dei loro incolpevoli familiari. E proprio perché la vita di Florido e Conserva ormai è distrutta, così come per tutti gli altri malcapitati, esprime il suo pensiero nel pieno diritto di critica pur nel rispetto della magistratura e senza alcun intento diffamatorio nei confronti dell’ufficio della procura e del giudice per le indagini preliminari. Lo manifesta in un contesto ambientale ed ideologico dove nessuno ha il coraggio di farlo, attraverso l’utilizzo di domande in apparenza retoriche, ma fondamentalmente legittime.

«L’arresto del Presidente della Provincia di Taranto, il dr. Gianni Florido, sembrerebbe avere tutta l’aria di una ripicca. Se non lo è come si spiega lo strano tempismo adottato. Va da se che la fondatezza delle accuse vanno vagliate in dibattimento, ma era necessaria la carcerazione preventiva di un presunto innocente, con il paradosso che in carcere troverà Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Entrambe detenute con tutti i dubbi del caso? E poi perché ora una misura cautelare in carcere solo per Gianni Florido e non per Stefàno o per Vendola per il quale non vi è nemmeno un procedimento aperto? Dall’ordinanza emerge che le fiamme gialle, in un’informativa riportata da “Il Giornale”, ipotizzano un episodio di concussione anche per Nichi Vendola. E perchè le manette non sono scattate anche per Filippo Penati per la presunta mazzetta da 2 milioni di euro dal costruttore Pasini per l’ex area Falk di Sesto San Giovanni (di cui Penati è stato sindaco) e dall’imprenditore Pino di Caterina per l’affare Milano-Serravalle?

Qualcuno mi chiederà di quale tempismo io parli in riferimento all’arresto di Florido effettuato il 15 maggio. Quale tempismo?!?

Del fatto che il 14 maggio 2013 la battaglia giudiziaria sulle merci dell’Ilva è finita e da qui la cronologia è presto spiegata!

26 luglio 2012. I sigilli scattano nell’area produttiva.

26 novembre. Il sequestro delle merci prodotte.

24 dicembre 2012. Il decreto, numero 171 del 4 dicembre 2012, è stato convertito nella legge 231. Legge approvata a grande maggioranza dal Parlamento e che ha appunto confermato la doppia impostazione: via libera alla produzione e alla commercializzazione.

Approvata la legge, l’Ilva ha subito cercato di riottenere la disponibilità delle merci ma qui è cominciato uno scontro durato cinque mesi e che ha visto tutte le istanze dell’azienda respinte dai giudici. Dai pm al gip, dal Tribunale del Riesame a quello dell’Appello, ogni qualvolta che l’Ilva ha chiesto di “liberare” semilavorati e prodotti ha collezionato solo no. Accanimento giudiziario tanto da indurre il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante a denunciare in procura a Potenza i magistrati tarantini che si stanno occupando del siderurgico. Il presidente del siderurgico ha chiesto ai magistrati potentini di verificare se sono ravvisabili reati nei loro confronti: oggetto del contendere è l’atteggiamento avuto nel corso della diatriba giudiziaria, dal sequestro dell’impianto sino al blocco dell’acciaio prodotto. Procura e giudice hanno fatto sempre muro creando grave danno all’azienda e di conseguenza minato i diritti dei lavoratori.

Si arriva così al 9 aprile 2013, quando la Corte Costituzionale respinge, perché in parte infondate e in parte inammissibili, le eccezioni contro la legge 231 avanzate dai giudici e dice che la 231 è costituzionale. L’Ilva torna quindi alla carica e richiede il dissequestro delle merci: nulla da fare. E per più volte. Nessun dissequestro sin quando le motivazioni della Consulta sulla costituzionalità della legge non saranno state rese note, dicono i magistrati di Taranto. Le motivazioni arrivano il 9 maggio.

14 maggio 2013 il verdetto favorevole del gip. Il valore delle merci dissequestrate è compreso fra gli 800 milioni di euro e un miliardo di lire.

15 maggio 2013 arresto di Gianni Florido.

Perché l’arresto di Florido, ove non sussistesse la condizione necessaria della reiterazione del reato e/o dell’inquinamento delle prove e/o del pericolo di fuga? Perché?!? Perché i magistrati devono avere sempre e comunque l’ultima parola e se ignominia deve essere, ignominia sia per il malcapitato di turno.

I magistrati, tutti, fanno quadrato. A tirarla per le lunghe è inevitabile riportare quanto scritto sui giornali: Il presidente della Corte d’ appello di Lecce Mario Buffa lancia l’allarme sulla possibilità che “grazie ad una legge di dubbia costituzionalità tutto resti come prima”. Ed ancora  “Sull’Ilva si è registrato negli anni un fragoroso silenzio da parte dei sindacati e una disattenzione dei governi che si sono succeduti a livello locale e nazionale (…) il sindacato ha mantenuto il silenzio nonostante la gravità di una situazione visibile a tutti”. Parole come pietre, le parole del procuratore generale Vignola. “Un attacco pesante di cui non si sentiva la necessità” è quanto dichiarato da Antonio Talò, leader della Uilm ionica, il sindacato più rappresentativo nel Siderurgico al centro della bufera giudiziaria ormai da mesi.  “Abbiamo sempre denunciato quello che potevamo e dovevamo, certo i controlli sul benzo(a)pirene non spettavano a noi, che non siamo mai stati nè silenti nè conniventi. Se volessi fare polemica, chiederei a Vignola dove è stato, sino al 2012” è la chiosa del capo tarantino dei metalmeccanici della Uil. La chiosa vale anche per tutti i magistrati di Taranto?

A volte però non c’è molto spazio per l’interpretazione. Il sostituto procuratore generale Gabriele Mazzotta è chiarissimo: «Una serie di indicatori consentono di individuare un’emotività ambientale tale da contribuire all’alterazione delle attività di acquisizione della prova». Mazzotta parla davanti alla prima sezione penale della Cassazione dove si sta discutendo la richiesta di rimessione del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi: i difensori di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marseglia, chiedono di spostare tutto a Potenza perché il clima che si respira sull’asse Avetrana-Taranto «pregiudica la libera determinazione delle persone che partecipano al processo». Ed a sorpresa il sostituto pg che rappresenta la pubblica accusa sostiene le ragioni della difesa e chiede lui stesso che il caso venga trasferito a Potenza per legittima suspicione. A Taranto, in sostanza, non c’è la tranquillità necessaria per giudicare le indagate.

Stante, appunto, la situazione ambientale, non pare che sia necessario ed urgente che le difese si attivino a chiedere la rimessione dei processi anche sul caso Ilva per legittimo sospetto che non vi sia serenità di giudizio, specie con la contrapposizione di piazza tra le rispettive parti, anche politiche? Sempre che gli avvocati in causa abbiano il coraggio di Franco Coppi, che ai magistrati tarantini ha prima presentato l’istanza di rimessione e poi alla Cesarina Trunfio ed alla Fulvia Misserini (giudici togati del caso Scazzi) ha paventato l’ipotesi di una ricusazione:  perché parafrasando Don Abbondio “se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare”.»

Dr Antonio Giangrande

Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia

www.controtuttelemafie.it e www.telewebitalia.eu

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