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EMERGENZA ABRUZZO


COMUNICATO REDAZIONALE, UN PICCOLO AIUTO A SANT'EUSANIO FORCONESE

COMUNICATO REDAZIONALE, UN PICCOLO AIUTO A SANT'EUSANIO FORCONESE - IL MIO GIORNALE
L'ASSOCIAZIONE IL GRANELLO DI SALE, EDITRICE DE: IL MIO GIORNALE HA RACCOLTO COPERTE E INDUMENTI DA INVIARE NELLA TENDOPOLI DI SANT'EUSANIO FORCONESE(AQ) DOVE ALLOGGIANO ANCORA 10 FAMIGLIE. ABBIAMO BISOGNO DI DENARO PER SPEDIRE CON UN CORRIERE, QUANTO PRIMA, IL MATERIALE RACCOLTO.IL NUMERO DI CONTO CORRENTE POSTALE E':62576483 INTESTATO AD ASSOCIAZIONE IL GRANELLO DI SALE CAUSALE "PER SANT'EUSANIO FORCONESE". I LETTORI CHE CI HANNO SEGUITO IN QUESTI MESI SANNO CHE IL NOSTRO DIRETTORE HA TRASCORSO A SENT'EUSANIO FORCONESE, PAESE INTERAMENTE DISTRUTTO DAL SISMA DEL 6 APRILE, UNA SETTIMANA IN LUGLIO, RACCONTANDO IN UN REPORTAGE LA SITUAZIONE DEGLI ABITANTI DI QUESTO PAESE IN PROVINCIA DELL'AQUILA.VI ASSICURIAMO, PERTANTO, CHE LE COPERTE E GLI ABITI RACCOLTI ARRIVERANNO A DESTINAZIONE E SARANNO CONSEGNATE ALLE PERSONE DIRETTAMENTE INTERESSATE.
LA REDAZIONE

LETTERA APERTA AL GOVERNATORE DELLA REGIONE ABRUZZO GIANNI CHIODI

LETTERA TRATTA INTERAMENTE DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

di C. T.

Questa lettera che riporto sotto l'ho inviata agli "interessati" il 15/7... e da allora nessuna risposta, nessun giornale l'ha pubblicata, tranne "Il Manifesto". La invio a voi sperando che possiate metterla sul blog, così da darle un pò di visibilità che spero porti a dei risultati concreti....perché ne abbiamo davvero bisogno.
grazie

 

Lettera aperta al Governatore della regione Abruzzo Gianni Chiodi.

E per conoscenza
al Rettore dell'università degli studi di L'aquila Fernando Di Orio
al Presidente dell'A.D.S.U. di L'Aquila Luca D'Innocenzo
al Sindaco del comune di L'Aquila Massimo Cialente
al Presidente della provincia di L'Aquila Stefania Pezzopane
al direttore del dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso
al Presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi
alle maggiori testate italiane.

Mi presento, sono un cittadino italiano come tanti, ma che come "pochi" si è ritrovato di colpo senza più la sua città: sono Aquilano.
Oramai son passati diversi mesi da quel fatidico 6 aprile 2009, e tante cose son state fatte, è vero, tante "priorità" son state affrontate.
È proprio in merito a queste "priorità" che le scrivo. Come lei saprà L'Aquila era una cittadina tranquilla, che fondava la sua economia sull'università, l'ospedale, gli uffici e un polo industriale che vuoi per incuria, vuoi per cattive amministrazioni non ha mai brillato, ma contribuiva comunque al bilancio della città.
Non ho inserito il turismo tra le voci precedenti, perché prima del sisma pochi conoscevano L'Aquila come splendida città d'arte e di cultura. Anche se adesso tutti parlano ipocritamente della sua bellezza e dei suoi tesori perduti.
Comunque veniamo al sodo: le scrivo per sapere cosa pensa di fare per rilanciare la nostra Università.
Mi è parso di capire che a settembre siate intenzionati a far ripartire la didattica, e mi sta bene, ma gli studenti fuorisede che vogliono venire qui, dove dovrebbero studiare e alloggiare?
So che quello degli alloggi per gli studenti è un compito che spetta alla regione, ma a più di tre mesi dalla catastrofe e a meno di tre mesi dall'auspicato inizio dell'anno accademico io, come altri miei amici universitari, ancora non abbiamo ben capito quale struttura sarà pronta ad accogliere i fuorisede, di voci ne girano molte, ma di cose ufficiali ancora niente.
C'è bisogno di sapere queste cose con certezza, e bisogna saperle adesso, poiché già tra un mese sarà troppo tardi e non servirà più a nulla. Molti dei miei amici hanno espresso l'intenzione di voler seguitare a studiare all'Aquila, ma nessuno sa dove.
Per questo le scrivo, perché lei, o chi di dovere, diciate una volta per tutte, chiaramente ed inequivocabilmente se l'Università e l'economia Aquilane fanno parte o meno delle vostre "priorità", perché state pur certi che fanno parte delle Priorità della gran parte dei miei concittadini.
E ancora le domando, a lei o a chi di dovere, che piano avete per rilanciare le industrie del territorio?
Lo stesso discorso vale per le scuole, a partire dalle elementari fino alle superiori, perché se pensate di far ripartire l'anno scolastico in container o affini, non stupitevi poi se la gente migra sulla costa.
E non venitemi a dire che c'è bisogno di tempo, perché l'impegno per settembre l'avete preso, ma sopratutto si è visto con i lavori per il G8 che se una cosa la si vuol fare, la si fa e in tempi lampo.
Ho inviato questa lettera anche e alle maggiori testate, perché credo sia l'unico modo per raggiungervi sicuramente e nel minor tempo possibile.
Ovviamente sono attese risposte che siano impegni concreti ed inequivocabili, così da non dar adito a fraintendimenti.
Nel salutarla le auguro un buon lavoro, sperando di poterne apprezzare i frutti il prima possibile.
Distinti saluti"

BALLATA PER SANT'EUSANIO

 

Voglio scavare fino in fondo

per arrivare alla mia anima

E costruirmi una nuova identità

Voglio scavare con le mani per

trovare chi è finito laggiù

Voglio farmi cullare dai giorni

che ancora vivrò

E non cedere ai ladri di sogni

Voglio trovarti in mille pieghe

della mia fantasia

voglio incontrare il mio oggi

non lasciarlo andar via

Ed inventarmi un'altra storia

da non imparare a memoria….

 

 

Rit.

L'orologio della torre segna ancora l'ora sbagliata

L'ora della fermata per queste vite intrise di ricordi

Adesso è tempo di darsi una mossa di reagire a quella

Scossa che ci ha scaraventato giù nell'abisso del niente

Voglio lavare piatti o

guardare la tv in casa mia

Voglio farmi una birra in pace

andare in pizzeria o restare qui

a contare i passi che annunciano di te

dolce follia…

Voglio giardini in autunno

di foglie dorate da calpestare

Voglio serate fresche che baciano le strade

E nubi gonfie di pioggia

da guardare e voglio cancellare questa rabbia

che stritola il mio cuore, ma una canzone

lo sai non basta…amore!

 

Rit.

L'orologio della torre segna ancora l'ora sbagliata

L'ora della fermata per queste vite intrise di ricordi

Adesso è tempo di darsi una mossa di reagire a quella

Scossa che ci ha scaraventato giù nell'abisso del niente

 

Voglio tornare da voi amici miei

E bere il vostro vino

Abbracciarvi tutti dividere il destino

Entrare in quelle case che adesso

Non ci sono

E ridere di un passato ormai lontano

Lì dove Sant'Eusanio ha steso

la sua mano possente

Oggi, è il vostro dono,

Chiamiamolo Presente…

F.L.

 

REPORTAGE: A S. EUSANIO, A 3 MESI DAL SISMA, LA RICOSTRUZIONE NON E' MAI PARTITA

REPORTAGE: A S. EUSANIO, A 3 MESI DAL SISMA, LA RICOSTRUZIONE NON E' MAI PARTITA - IL MIO GIORNALE
YES, WE CAMP...

              di Francesca Lippi
 

 

Scrivo di getto sull'onda delle emozioni che mi travolgono, appena rientrata dall'Abruzzo. Ancora non ho metabolizzato quello che ho vissuto in modo fortemente empatico durante la mia permanenza nella tendopoli di Sant'Eusanio Forconese. Oggi è il 6 luglio, sono trascorsi 3 mesi esatti dalla notte del terremoto che ha inghiottito l'Aquila e i paesi vicini. E tra due giorni comincia il G8. Se come giornalista cercassi la notizia questo articolo non potrebbe prendere forma. Perché la notizia non c'è. Ci sono i fatti che nel loro insieme costituiscono una grande notizia. Ma niente di nuovo, di positivo, da segnalare per le persone che vivono lì. Il sisma, iniziato ad ottobre con scosse avvertite anche dalla popolazione, in uno sciame che sembra sia ben lontano dal terminare e dura tutt'oggi, ha raggiunto il suo picco in quel maledetto 6 aprile, alle 3,32, in tre movimenti ben distinti: ondulatorio, sussultorio, rotatorio. L'Aquila e il suo hinterland shakerati in pochi istanti e ridotti in poltiglia. E poi… si contano i morti, si cerca di ricomporre le famiglie. Le lacrime, i funerali di Stato, la solidarietà. Il G8. E qui sorgono spontanee le prime domande: Ma siamo davvero sicuri che la popolazione superstite così duramente colpita, abbia il desiderio, senta il bisogno di vivere blindata tra le macerie? L'Aquila ed i paesi della provincia non hanno già abbastanza problemi così? E' scontato porsi tali quesiti, perché come arrivi a Sulmona già respiri aria di terremoto e l'idea del G8 con i "grandi della terra" e gli elicotteri che sorvolano l'area, non ti sfiora davvero. Sulmona che dista dall'Aquila un'ora di treno. Ma sul treno, ripristinato da poco, sale soltanto una ragazza, Anna Laura che il 6 aprile è scappata vestita e con la borsa, perché per precauzione non indossava più il pigiama: "Era da ottobre che sentivamo le scosse…io e le mie compagne dormivamo così, con gli abiti addosso. Meno male che il terremoto c'è stato di notte, altrimenti della mia facoltà, ingegneria, non si sarebbe salvato nessuno. E' stata distrutta completamente e come lei l'Aquila e i paesi attorno." Il treno sale, in mezzo ai boschi, il paesaggio sembra intatto, bellissimo, poi cominciano a delinearsi monconi di case, ruderi spettrali e la desolazione ti assale così, nel caldo afoso, tra le nubi di un'estate anomala. La stazione del capoluogo abruzzese non esiste più, non è crollata, ma è fortemente danneggiata. E' tutto chiuso e in giro vedi solo militari, volontari della protezione civile e di altre associazioni. Ecco sono arrivata in un universo rovesciato...(continua)

Nella foto: Una strada di Sant'Eusanio Forconese ancora ingombra di macerie

 

 

 

12 Aprile 2009
Dedicato a tutte le persone che come me hanno condiviso questo tragico evento che in venti secondi ha cambiato la vita di tanta gente. Le nostre vite, i nostri sogni, le nostre speranze cancellate da quella maledetta notte del 6 aprile. Adesso mi trovo qui a condividere il mio dolore con la gente del mio posto. Mi trovo davanti queste tende blu che non fanno guardare oltre, verso la speranza. Su questa terra fatta di breccia che è diventata la compagna dei passi e di questi rumori, facce e dolori che non potrò mai dimenticare. Una vita spezzata, infranta, confusa. Ma la vita continua e le nostre menti sono annebbiate, comandate da persone che nemmeno riconosco. Quante domande, dubbi. Voglio guardare oltre il dolore di oggi e pensare di essere ancora dentro il ventre materno per rinascere di nuovo.
Dedicato alle personeche ci sono state vicine, angeli che hanno aperto le loro ali per confortarci ed aiutarci anche nelle piccole cose di ogni giorno. Persone che non avremmo mai conosciuto e con le quali non avremmo condiviso sicuramente nulla. Sguardi di gente sconosciuta che arriva e che va portando con sé un ricordo sottile del nostro dolore.

 

Maria Rosaria Vitiello- Tendopoli di Sant'Eusanio Forconese

 
 

Sant'Eusanio Forconese: il paese dimenticato
Non ho ricordi che mi legano a Sant'Eusanio, in passato non vi ho trascorso le vacanze presso amici o parenti. Per me Sant'Eusanio è il paese di oggi, sbriciolato dal sisma in 20 secondi, troppo pochi per cancellarlo dalle cartine topografiche e dal cuore dei suoi abitanti. Sant'Eusanio Forconese, 280 anime, 15 km.dall'Aquila, è un paese formato presepe, adagiato sul Monte Cerro, con il castello medievale che lo domina, fortunatamente rimasto intatto, ha come frazione Casentino, che conta 200 abitanti. Sant'Eusanio oggi non esiste più. E' una tendopoli sorta allo stadio come le altre centinaia di tendopoli che costellano questo territorio. Il terremoto ha distrutto il 98% dei suoi edifici. Il rosone centrale della sua chiesa, dedicato al patrono da cui il paese prende il nome, è franato sull'antico organo, risalente al 1700 e l'ha distrutto. La foto dell'orologio della torre campanaria, ha fatto il giro del mondo, le lancette segnano ancora le 3,32. Ma di Sant'Eusanio in pochi conoscono l'esistenza, non risulta nemmeno nelle cartine geografiche dei paesi stravolti dal sisma: Perché? Forse perché Sant'Eusanio conta solo due feriti Dario e Bruna, caduti dal 3° piano e salvi per miracolo. Sant'Eusanio, quindi, presumibilmente non fa notizia, perché tutti i suoi abitanti sono salvi. "Sembra proprio che la mano pietosa Sant'Eusanio si sia stesa su di noi" commenta Giuliana che vive con i familiari nella tendopoli "per proteggerci . E questo è un miracolo". Eppure questo paese, dopo il sisma, ha una storia che assomiglia a quella degli altri: i bivacchi accesi dagli uomini, dopo essersi contati, dopo aver cercato tra le macerie i sopravvissuti. I primi soccorsi, l'abnegazione dei volontari, le unità mobili, la prima settimana trascorsa nelle auto, all'addiaccio, con qualche coperta e un po’ di latte caldo per i bambini reperito dalle donne del paese e dai primi volontari. Le prime tende. E poi? Ad oggi, tre mesi dopo il sisma, le macerie non sono state rimosse dal paese, nella zona rossa una ruspa, inerte, si staglia all'entrata di quelli che, accompagnati dai vigili del fuoco, cercano di recuperare qualche oggetto utile scampato alla furia delle scosse. Nelle poche case agibili, è impedito agli abitanti di rientrare perché sarebbe pericoloso, visto il contesto, soggiornarvi. Ma ora che il 9 luglio anche l'attore George Cloney ha visitato la tendopoli di Sant'Eusanio e poi L'Aquila, dichiarando di volervi girare un film, ora che i riflettori si sono accesi su questa piccola realtà, sarà possibile l'avvio di una ricostruzione veloce?

La tendopoli
La vita nella tendopoli scorre piuttosto lenta, cadenzata da tre appuntamenti irrinunciabili, nella grande sala mensa: la colazione, il pranzo, la cena. Gli scouts, nel pomeriggio offrono tè e biscotti ai ragazzi e agli anziani, fermandosi a parlare. Ognuno ha la propria storia da raccontare, il dramma personale, i ricordi, la paura. Edoardo parla solo il dialetto, fuma una sigaretta su una panca, all'entrata. Non gli piace stare alla tendopoli, gli ricorda il campo di concentramento tedesco dove è stato rinchiuso, durante la seconda guerra mondiale, per ben 18 mesi. Maria racconta del Venezuela, dove per anni è stata un'emigrante, con il marito ha lavorato tanto, facendo mille sacrifici per comprare una casa qui, nel suo paese d'origine e ora la casa non c'è più. Stamattina è arrivato il camion con i rifornimenti e i volontari della Protezione civile lo scaricano disponendo le scatole nelle varie tende/magazzino, quelli della Croce Rossa sono tutti in cucina, mentre il capocampo segue gli uomini dello spurgo: una fognatura è intasata e bisogna liberarla. I bambini più grandi sono partiti per il mare, soggiorneranno in un villaggio in Puglia, staranno via 15 giorni. La sera, dopo cena, gli scouts fanno animazione, e Roberto, un abitante della tendopolisuona il violino, sua moglie Antonella e le ragazze cantano. Ha una bella voce Antonella e tutti la ascoltano con attenzione. Poi si gioca a tombola, i piccoli raccolgono i sassolini della ghiaia intorno al campo, li mettono nei bicchieri di plastica per segnare i numeri nelle cartelle, poi si fanno tornei a biliardino, a briscola, una band viene a suonare gratuitamente il venerdì sera. Gli scouts hanno montato la piscina per i bambini e questi, felicissimi, due volte al giorno fanno il bagno. A momenti sembra di essere in un villaggio turistico.Sembra. Ma qui non ci sono i bungalow, qui non si paga per soggiornare, qui ci sono le scosse, l'attesa e il dolore di tutti. I pochi che lavorano arrivano alle 14, trafelati, poco prima della chiusura della mensa. Gli altri aspettano…aspettano. Hanno perso il lavoro, o sono anziani. La popolazione abruzzese non è rassegnata, è stremata, ma non rassegnata. La popolazione abruzzese è forte, paziente, orgogliosa. Fiera. Delle sue radici, della sua storia. "Qui voi siete ospiti, non noi, questo è il nostro paese. Vi ringraziamo per quello che avete fatto e continuate a fare, ma ora dobbiamo gestirci da soli" è il commento di molti abitanti delle varie tendopoli. E le donne, linfa vitale di ogni tempo, qui a Sant'Eusanio si sono organizzate in turni per la pulizia dei luoghi comuni, si aiutano in lavanderia o con gli anziani. Lucia, l'infermiera, comincia a lavorare presto, nella casetta che è l'infermeria, e anche Giovanni, il sindaco, svolge il suo orario di lavoro nella casetta che è il Comune. Solo la farmacia è chiusa per ferie e gli abitanti devono andare a San Demetrio, qualche km. più avanti, per acquistare le medicine. Ma funziona regolarmente l'ambulatorio, mentre nelle tendopoli più grandi ci sono l'ospedale e il pronto soccorso. Liliana aiuta gli scouts nell'animazione con i bambini. Nessuno si risparmia. Ma la gente è stufa. Vuole una casa. Va bene una "casetta". Non ne può più di questa vita comunitaria, di questi orari imposti, dei pass, dei controlli, della cucina, buonissima, preparata dai volontari di turno, ma che non è la propria, quella alla quale è abituata. Dopo tre mesi è stanca di vivere nelle tende, dove la sera, dopo un temporale, bisogna accendere la stufa e quando c'è il sole non si può stare perché ci sono almeno 50 gradi, dove l'intimità non esiste più…

I dati
I dati forniti dalla Protezione Civile: 33.535 persone alloggiate in alberghi, 26.841 alloggiate nelle tende, di queste 4000 hanno più di 75 anni, mentre il 70% ha più di 65 anni.

Le testimonianze dei bambini

 

C., anni 12. "Vorrei ricostruire la raccolta delle penne che tenevo dentro una scatola. Il terremoto me l'ha distrutta."


G.,

anni 11 "No, non ho avuto paura per il terremoto, ma quando è andata via la corrente e siamo rimasti al buio, la mamma ha cominciato a piangere. Lì, sì, ho avuto paura anch'io."

Il sindaco di Sant'Eusanio
Giovanni Berardinangelo è un sindaco giovanissimo, al secondo anno del suo primo mandato. "E' un miracolo" commenta "Quello che ci è successo. Abbiamo avuto solo feriti lievi, anche se i centri storici di Sant'Eusanio e Casentino sono completamente inagibili, perché hanno seri danni strutturali. Oggi stiamo procedendo con alcuni interventi di messa in sicurezza nel centro storico, abbiamo individuato le località dove saranno posizionate le casette che ci verranno fornite dalla protezione civile e poi cominceremo i lavori."- Di cosa ha bisogno adesso la popolazione?"- Di riprendere la propria intimità, di riavere un tetto vero e proprio, anche se di legno. - A settembre saranno pronte le casette?- "Spero proprio di sì."- Come si può sostenere il vostro paese?" - Abbiamo bisogno di aiuto, il sapere che ci sono persone vicine a noi è uno stimolo in più per andare avanti, si sono mosse già per noi varie città toscane tra le quali Siena, Pistoia, la Misericordia di Colle Val D'Elsa, che hanno organizzato manifestazioni a nostro favore. Abbiamo un conto corrente, chi vuole può inviare denaro al nostro Comune: Causale emergenza terremoto 2009 CODICE IBAN IT 92Z0604040770000000155805 .

Romeo Bologna

53 anni cittadino di Sant' Eusanio"Viviamo in tenda da tre mesi. Qui al campo sono estremizzate le normative, ma non dovrebbe essere così in un campo di terremotati. Il rapporto dovrebbe essere umano. Ed è così con i volontari, con i quali il rapporto è a dir poco commovente, ma non notiamo la stessa cosa nelle disposizioni delle normative. Faccio un esempio: Sono uscito per andare a portare del cibo al mio cane, c'è stato un cambio alla barra, quando sono rientrato non c'era più lo stesso guardia campo e mi hanno chiesto chi ero, di esibire il documento. Ho risposto in tono scherzoso che abito qui da 53 anni ed i documenti dovevano farmeli vedere loro! Il paese è impenetrabile, è transennato e inaccessibile. Abbiamo una situazione che definire tragica è riduttivo. C'è un immobilismo che fa letteralmente paura soprattutto per noi che viviamo in una situazione di emergenza e avremmo tanto bisogno che almeno, non dico l'Amministrazione comunale messa al palo dalle normative vigenti, ma la Protezione Civile che ha in mano: appalti, ricostruzione, leggi, normative e imposizioni di tutti i tipi, ci desse una risposta tangibile. Faccio un esempio. Ora che si è individuato l'aerea fabbricabile, quella dove dovranno sorgere le casette, bisognerebbe rendere la normativa esecutiva, compiendo il primo passo: quello dell'esproprio del terreno. Ma non è una cosa semplice, i proprietari sono all'estero, ci sarà una trafila burocratica da seguire. Poi dovrà essere bandita la gara d'appalto, le ditte dovranno rispondere, solo dopo l'aggiudicazione dell'appalto riusciremo a vedere qualche ruspa. Il nostro miraggio, oggi, è la ruspa. Forse cominciando domani, cosa impossibile visto le trafile burocratiche, per settembre potrebbero essere pronte le piattaforme, ma non le casette! Occorre un piano di urbanizzazione, le cose vanno per le lunghe, difficile che per settembre come ha detto il governo siano pronte! E comunque, non dimentichiamo, che le casette sono un diritto del terremotato, un atto dovuto, non un optional!"- Ma in questi tre mesi cosa è stato fatto di concreto in tal senso?- Le faccio un esempio. Io ho la casa agibile, ma intorno ci sono le macerie e non si può rientrare. Con l'intervento dei vigili del fuoco, nel giro di pochi giorni, potrei tornare in casa mia, ma il comando della Protezione Civile, al quale mi sono rivolto, mi ha spiegato che liberare le macerie e puntellare le case pericolanti intorno alla mia abitazione è troppo costoso. Se questo lavoro è oneroso adesso, tra un anno non costa niente? La mia famiglia è composta da 4 persone, se tornassimo a casa potremmo cucinare da soli, saremmo una spesa in meno per la comunità, non crede? Non dovremmo ricevere la casetta, evitando la spesa di 80.000 euro per il nostro nucleo, se moltiplichiamo per tutti quelli che hanno la casa agibile ci sarebbe un risparmio di milioni di euro. Mi dicono che non ci sono i soldi. Ma non sanno fare i conti? Oppure, e qui mi viene il dubbio, che debbano dare per forza gli appalti a qualcuno e dietro ci sia un grande business..."

I VOLONTARI IN ABRUZZO

Elio Li Calsi responsabile intervento Agesci è al Com di San Demetrio, presso la scuola elementare, puntellata per renderla agibile. 
 
"Quanti scouts hanno partecipato alle attività?"- Ad oggi circa 900, dei quali 100 toscani.- "Con quali mansioni?"- Principalmente supporto socio-assistenziale alla popolazione soprattutto verso giovani e anziani; siamo stati impiegati anche in mansioni logistiche e di coordinamento. "Ci sono stati campi gestiti dagli scouts?" - Sì, uno che lo è tuttora, il campo di Cansatessa.- "Chi ha coordinato le attività?" - Il settore EPC (emergenza Protezione civile) nei vari livelli associativi, coadiuvato dalla segreteria nazionale.- Per quanto tempo continuerà il vostro intervento nelle zone colpite dal sisma?" - Con progetti e modalità differenti, almeno fino alla fine di agosto, e ad oggi stiamo studiando percorsi e modalità per proseguire oltre.- Daniela Corucci, Agesci, gruppo Livorno 10°, caposquadra. "Questa esperienza qui alla tendopoli è stata molto forte, le persone malgrado il trauma che ancora si portano dentro ci hanno accolto con affetto, sono state meravigliose. In agosto, tornerò a trovarle, non posso farne a meno."Daniele Celesti, Agesci gruppo Livorno 10° "Andare via, oggi, lasciare questa gente che ha bisogno di noi è difficile, il distacco rende ancora più insopportabile anche solo l'idea del rientro e la ripresa della solita vita. Tornerò a Sant'Eusanio con le prime ferie."Giacomo Launaro, Agesci gruppo Livorno 2° "Come si fa a esprimere quello che si è ricevuto? I bambini, gli anziani, i giovani, tutti ci hanno dimostrato affetto e riconoscenza ringraziandoci in mille modi diversi, di una cosa sono certo, tornerò a trovarli. L'ho promesso."Lorena, Croce Rossa, staff cucina " I bambini qui sono fantastici e pieni di forza, non si può non amarli."
Anna Maria, Croce Rossa, staff mensa "Ho già fatto domanda per tornare, una settimana qui non è sufficiente. E' incredibile quanto riescono a darti queste persone!" 

Nella foto- Gli scouts nella tendopoli di Sant'Eusanio Forconese. Da sinistra in senso orario: Daniele Celesti, Giacomo Launaro, Daniela Corucci con un giovane ospite
 






 

 
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